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Gianna la rossa

Questa e' una storia vera e comincia molti anni fa. Allora quindicenne scorrazzavo in motorino  per le strade del mio paese e vedevo questa bellissima donna con i capelli  rossi (tinti,ma rosso fuoco) che passeggiava da sola o con il marito. Inutile dire che me la sognavo ad occhi aperti in tutte le posizioni o con io che andavo a casa sua e lei mi aspettava in reggicalze rosso (coordinato ai capelli ovviamente).

Devono passare quasi dieci anni, siamo ormai nel '95 quando un amico mi dice che tenta di invitare fuori una signora ma che con lui non esce perche' e' sposato. Non devo penare troppo per farmi dire chi sia ed e' proprio lei,  pensare che non conoscevo neanche il suo nome, Gianna. La chiamo, col cuore in gola le dico che la vedo sempre in giro e mi sono procurato il suo nome, che vorrei conoscerla, mi risponde che vuole dare un volto alle parole, si fissa un appuntamento. Mi presento con una saponetta dal profumo classico,adatta ad una donna della sua eta', avra' gia' almeno quarantacinque anni adesso.

Siamo in un parcheggio, mi lascio una via di fuga non si sa mai. Si fanno due chiacchere, (dio che bella da vicino e quei capelli...) ma siamo troppo in vista mi dice di richiamarla. Io la sogno che si lava la figa con la mia saponetta, mi sembra di sentirne il profumo. Ma quando la richiamo mi dice che in questo momento non vuole avere storie di nessun genere con nessuno. Il marito la contolla? Teme una trappola?

Boh... Passano altri cinque anni mi compro un ristorante in citta' il mio socio scopa come un riccio, allora mi do' da fare anch'io. Richiamo Gianna e ricomincio da capo.
"Ciao, ti ricordi di me?" Mi vuole vedere, questa volta mi presento a mani vuote? No, un bel foulard per una bella cinquantenne. Sono maturato anch'io, adesso so come prenderla e un bel giorno la invito al ristorante.

Lunedi, riposo settimanale. Nel ristorante chiuso aspetto chiedendomi se verra'.

Invece e' puntualissima, e nella giornata di calura emana un dolcissimo profumo dalle sue ascelle. Le mostro il locale, le offro un caffe' e stampa il suo rossetto sulla tazzina (una prova per il mio socio) poi ci gustiamo un dolce e lo mangiamo con un cucchiano solo, che figata. Mi avvicino a lei e comincio a baciarla tra una cucchiaiata e l'altra poi ci alziamo in piedi e mi sfrego a lei. Per oggi sarei gia' contento, baciarla, annusarle i capelli, schiacciarci dentro la faccia, magari il prossimo incontro si scopa. Invece si lamenta e dice: "ma come, cosi' senza un letto...." Bhe, dico possiamo andare di la'.... Nell' altra saletta butto per terra tutti i cuscini e lei comincia a spogliarsim in tutta fretta, poi mi dice di togliermi le calze... ma certo.

Che sogno, mi sembra di volare, non ci credo ancora che e' qui nuda e tra le mie braccia, emana un profumo arrapantissimo, la vorrei leccare ma non vuole, ha sudato un po', la tocco ed e' bagnata come una ragazzina, scotta letteralmente. I peli della sua figa sono chiarissimi e bagnati dei suoi umori, una stretta allo stomaco mi sta facendo morire. Sono dentro di lei ma e' come se fossi anche fuori e dappertutto, mi sembra di essere bagnato persino sui fianchi, stiamo sudando e sono veramente bagnato anche li' dove ci sono le sue gambe. Mi bacia, mi morde, mi lecca, la sua pelle e' bianchissima, esplodo e lei ulula "dimmelo...", cosa? "dimmelo che ti faccio scoppiare". Non si e ' accorta che sono gia' venuto? Rallento il ritmo e riprendo a pompare e sono li' per venire un altra volta, questa volta mi sente, i nostri corpi sono un tutt'uno, lo tiro fuori e questa volta le sborro in faccia e in quella chioma di capelli rossi. Ci sono voluti quasi quindici anni ma quel sogno si e' realizzato. 

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