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Giulia
di vir6@virgilio.it

Con Giulia ci siamo lasciati circa sei mesi fa.

Non nascondo che, in questi sei mesi, più volte ho pensato e ripensato alle porcate che facevamo insieme. A letto eravamo veramente compatibili! Ci piaceva davvero tanto scopare da matti.

La scorsa settimana, a causa delle elezioni, ho fatto ritorno nella mia città (per lavoro vivo ormai lontano dal mio luogo natale). Mentre passeggiavo con una mia amica, incontro la mia ex che fa finta di nulla. Anche se mi è sembrato strano (lei era gelosissima), ho lasciato perdere la cosa.

Il giorno dopo, a conferma del mio pensiero, ho ricevuto un sms in cui Giulia mi faceva i complimenti per la mia nuova fiamma e mi chiedeva se era possibile parlarmi per chiarire la situazione.

Forse perché ancora innamorato forse perché consapevole della sua porcaggine, non esitai a chiamarla. Al termine della telefonata, le dissi che le avrei fatto uno squillo quando sarei stato nei pressi di casa sua. La troia, prendendo la palla al balzo, incalzò: “così ti apro il portone!”.Immediatamente capì le sue intenzioni.

Preparatomi mi recai a casa sua per “parlare” con la mia ex.

Come d’accordo, le feci lo squillo e lei mi aprì.

Entrato in casa, con sommo dispiacere, la vidi sul lettone intenta ad allacciarsi le scarpe.

Allora avevo frainteso! Non era come pensavo io! Niente scopata!

La salutai e mi sedetti sul letto accanto a lei. Cominciammo a parlare del più e del meno.

Ad un certo punto, la fatidica domanda. Ti va se continuiamo a scopare anche se non stiamo più insieme?

CERTO!

A questo punto la stendo sul letto, le tiro su la magliettina e comincio a baciarla sul collo.

Giunto all’altezza del seno, comincio a mordicchiarlo senza toglierle il reggiseno. Il seno di Giulia è piccolo ma ben fatto. Il pezzo forte sono i capezzoli che hanno una dimensione ed una forma veramente sborranti. Conoscendo la mia ex, so che avrei dovuto aspettare la sua volontà per levarle il reggiseno. Così fu, dopo qualche istante. Giulia sollevò il reggiseno scoprendo i due meravigliosi capezzoli. Nei sei mesi di mia assenza, la troia si era fatta fare un percing. Non posso spiegare il mio livello di eccitazione a quella vista. Le mie sensazioni aumentarono quando comincia a leccarle i capezzoli. Sentì che si era cosparsa di profumo. La troia voleva sfottere col mio o senza il mio consenso. Glielo feci notare! La chiamai troia! E notavo che lei era compiaciuta di questo.

Mentre scendevo con la lingua verso l’inguine, mi confessò che durante i sei mesi di mia assenza si era sditalata tre o quattro volte. Aggiunse anche che era disposta a farmi vedere come aveva fatto visto che sapeva essere un mio desiderio assistere ad una performance simile.

Cominciò ad accarezzarsi i seni e poi, dopo essersi inumidita il dito con la mia saliva, scese fino al perizoma che indossava, infilò la mano di sotto e cominciò un ditalino magistrale. Le feci notare che non vedevo niente a causa del perizoma. Con molta naturalezza lei mi rispose, allora strappalo!!! Così feci. Scoprì la sua bionda peluria al cui interno si perdeva il dito.

Ad un certo punto, notando che la mia eccitazione aumentava, infilò l’altra mano sotto il cuscino e vi tirò fuori una bottiglietta della coca, sistemata apposta lì per l’occasione.

Dopo averla inumidita fra le sue labbra, la passò sul suo seno, scese verso l’ombellico e quindi verso la figa. Dapprima giocò strofinandola, poi cominciò con la penetrazione. A quel punto non ho resistito ho preso la bottiglia e ho cominciato a penetrarla con quella.

Lei, notando che avevo in mano la situazione, cominciò a spompinarmi a dovere. Notavo che lo faceva in modo diverso. Chiesi spiegazioni e mi rispose che in sei mesi cambiano tante cose.

Eccitato dall’idea che aveva spompinato un altro uomo, chiesi se si era fermata fermata al pompino o si era spinta oltre. Naturalmente si era spinta oltre.

Smisi di penetrarla con la bottiglia e le chisi di mettersi sopra di me a smorza candela (la posizione che preferisce – poi capirete il perché).

Mentre si muoveva e godeva, le chiesi di raccontarmi la sua scopata con un altro uomo.

Lei si muoveva e raccontava che una sera, un po’ brilla, venne accompagnata a casa da un suo collega. A causa dell’alccol, i due finirono a letto. Mentre mi raccontava nei dettagli il pompino e la successiva inculata, io eccitato ma anche arrabbiato la stringevo per provocarle dolore. Sapevo che a lei piaceva, ma non lo facevo per farla godere. Ma per causare dolore ad una troia, la più grande del mondo. Lei si eccitava sempre di più per il dolore a questo punto, come al solito, mi disse di infilarle un dito nel culo (ecco perché lo smorza candela). Ubbidì subito. Lei non contenta mi disse: “ancora, ancora!”. Uno, due tre. Ma lei non si saziava. Mi ricordai della bottiglietta di coca. Era la prima volta che usavo un corpo estraneo nell’ano, ma non mi feci problemi. Quella troia meritava solo questo. Impugnai la bottiglia, la portai alla sua bocca, feci inumidire il collo e gliela infilai. Ora il dolore era sufficiente. Cominciava a piacerle veramente. Dopo un po’ venne. Aveva veramente una faccia soddisfatta.

Come al solito, a questo punto, la misi sotto e cominciai a pompare. Dopo qualche istante le venni in pancia. Adora sentirmi sul suo corpo. Adora spalmarsi di me. Adora leccarsi le dita dopo essersi spalmata.

Questa è stata la mia prima volta con la mia ex.

Spero che questa settimana si ripresenti l’occasione.

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