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IL MATRIMONIO

Vorrei raccontarvi un fatto vero a me accaduto. Una mesata fà, in occasione del matrimonio di una coppia nostra amica, io e la mia compagna partecipammo all'avvenimento. Da tempo non si andava a ricevimenti o ad avvenimenti. Tre bambini, il lavoro, la casa , il mutuo ecc. ecc.. Avevo appena regalato, per il compleanno, un abito carinissimo alla mia dolce metà, purtroppo mai potuto vedere indossato.

Per l'occasione, ai preparativi d'uso, la maialina si inguaina in questo gioiello e mi si presenta priva di reggiseno, dotata di scarpe di grande buon gusto e reggicalze. Nemmeno io, mi si conceda un pò di vanità, mancavo di fascino vestito di prada dalla testa ai piedi. Insomma, come tutti gli ometti, dall'alto del mio metroenovanta e dei miei dieci anni di nuoto agonistico mi sentivo un piccolo rè. Errore, amici miei.

Già mentre scendiamo le scale per arrivare in macchina ed andare alla cerimonia mi domando se è il caso di prenderne parte o se, forse, sarebbe il caso di fermarsi nel primo viottolo di campagna per calmare l'eccesso di irrorazione sanguigna. Lei è bellissima, mentre si siede in macchina la gonna, come per magia, dal ginocchio, giunge a mezza coscia. La serata è fresca e convolgente, come solo la primavera sà fare. Vedo i suoi capezzoli, duri, turgidi. Lei, mentre metto in moto e ci avviamo, mi si gira e mi dice con faccia da maialina: ti piaccio così?. Accidenti darei qualsiasi cosa per non andare al matrimonio. Un bacio, appassionato e pieno di sesso, una scivolata tra le gambe con la mano che mi trema dal desiderio, una leggera toccata al cazzo che mi stà per esplodere, poi, a malinquore, mi dirigo all'evento. Tralascio la funzione, pessima, se non per dirvi che guardavo, di nascosto, se qualche altro figone, presente in chiesa, poteva arraparmi di più della mia compagna. Assolutamente nò!.

Tranne una mia ex, sempre intrigante, sempre maialina. Comincio, addirittura e sfregarle le gambe con la mano, le tocco il culo, sento che stò per dare di matto. Per fortuna la funzione finisce in fretta. Ci dirigiamo verso la villa presso la quale è stato preparato il ricevimento. I miei, innumerevoli, tentativi per fare un pò di sano sesso non approdano a nulla se non alla frase: quando siamo a casa ti faccio morire.

Giungiamo alla villa. Il rinfresco è organizzato all'aperto. Lei si siede sopra un divanetto di vimini, appoggiando, sulle gambe, una giacca di pelle a completo dell'abito. La maiala. Accavalla le gambe, l'abitino fà il suo mestiere e la giacca, posta sulle ginocchia dà il classico effetto del vedere non vedere. Non vedere stò cazzo. Si vedeva tutto ciò che un uomo desidera. Le scarpe con il tacco altissimo, la coscia inguainata in uno stupendo reggicalze, la gonna che quasi non esiste. Cazzo, non ha le mutande!

Gli amici e le amiche della compagnia notano la questione. Le amiche sdrammatizzano, inizialmente, i loro compagni, come me, del resto, cercano di mettersi nella posizione migliore per godere di tanto ben di dio. Un amico, sale al primo piano della villa e, spudoratamente, dalla finestra del bagno dice, riferito alla mia compagna:, le tonsille tutto bene. Lei è sempre più a suo agio, anche i camerieri hanno notato, e quando la servono si dilungano in complimenti. E' un attimo. Incrocio gli occhi della mia ex, sembra una stronzata, però entrambi sappiamo cosa desideriamo. Salgo anche io al primo piano della villa, voglio anche io vedere e godere della vista. La mia ex mi segue, la invito a venire in bagno assieme a me.

Apro la finestra, vedo la mia compagna attorniata da amici e camerieri. Non ce la faccio più. Mi slaccio i pantaloni, la mia ex non aspettava altro. Il mio cazzo duro viene preso dalle sue labbra. La lingua si arrotola attorno alle palle. Ed intanto guardo la mia compagna. Le stanno offrendo un bicchiere di champagne. Il cameriere è un bel ragazzo, alto; si dilunga con lei. Intanto la mia ex, come sempre, mi dimostra quanto una donna può fare godere un uomo. Ho il cazzo che mi stà per esplodere. Il cameriere finge, e lo si vede, di fare cadere un goccio di champagne addosso alla mia compagna. Lei, la maiala, finge di aver paura e si sporge in avanti. Le esce un capezzolo dall'abitino. Il cameriere, mentre lei si ricompone, accorgendosi della tetta, le passa una mano sul seno. E' un solo momento. La faccia da maiala della mia compagna, la sborrata nella bocca della mia ex. Fantastico!. Andiamo a cena. Non sono sazio. Non me ne frega nulla del mangiare, tra l'altro, pessimo. Sono troppo eccitato.

Ci sediamo vicini. Non ce la faccio, avrei voglia di succhiarle i capezzoli e di sbatterla sul tavolo. Intanto, la mia ex, anche lei non soddisfatta, si presenta spesso al nostro tavolo. La mia compagna mi domanda chi è quella stronza che mi viene a rompere i coglioni con quella gonna così corta. Allungo, come sempre, le mani, mi piace troppo, è troppo arrapante. La mia compgna è bagnata come una troia. Porto la mano alla bocca ed al naso, sento il suo umore, il suo sapore di figa. Lei mi guarda e mi dice: aspetta un pò, abbi pazienza. Finisce la cena. Rimane soltanto il taglio della torta. Siamo all'aperto, la musica degli orchestranti, bravissimi, mi eccita, se possibile, ancora di più. Il parco che attornia la villa è stupendo, il profumo dei tigli è inebriante. Gli orchestranti ci invitano a ballare. Cazzo, andiamo a casa, mi dico!

Ed invece, come sempre, accidenti, si rimane. La mia ex mi si avvicina, si vede che ha la bocca piena di voglia. Lei dice che vuole ballare. La mia compagna si incazza come una bestia: questo è mio, dice. Cominciamo a ballare; prima qualche ballo ritmato, poi un lento dei mitici Queen. Mi stò sfregando, tutto, addosso alla mia compagna. Lei, la maiala, mi tocca il cazzo, ogni tanto, mi sfrega, ogni tanto.

Mi bacia, ogni tanto. Siamo in mezzo ad un casino di gente ed avrei voglia di darle tanto di quel cazzo...... Continuiamo con i lenti, lei comincia a succhiarmi il collo, la faccia, le labbra. Andiamo via, ti prego, le dico. Finalmente, anche lei si decide. La scopo nemmeno dieci metri fuori dall'uscita della villa.

Non ne potevo più!. Torniamo a casa. Giunti a casa lei mi si rivolge dicendomi: sono stata abbastanza maiala, questa sera?. Si cambia, si mette un sottoveste nuovo di seta e mi dice: dì la verità, quando mi hanno toccato il seno, e tu guardavi, hai goduto?.

Sììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììììì

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