
La prima volta di Lucy
La mia mente corre spesso in quei "luoghi di perdizione", nei quali la mia ragione veramente si perdeva nei meandri della perversione, della passione, dell'eccitazione più sfrenata! L'anno scorso con S. siamo andati a festeggiare il capodanno fuori Roma, in una villa molto bella e conosciuta a tutti quelli del settore, di cui però non ricordo il nome.
Ovviamente era un privèe.
La differenza tra quello di Catania e tutti gli altri è abissale, però posso garantirvi che, in un certo senso, preferisco Catania a Roma perchè ho notato molto squallore nel privèe della capitale .
Nulla togliere al locale, molto piccante, elegante, ma le persone non avevano per niente classe, insistenti com'erano ed anche invadenti, volgari.
In quello di Catania, invece, ho avuto modo di apprezzare, oltre il localino molto grazioso ed elegante, osè al punto giusto, la gente che lo frequenta è molto contenuta, discreta, timida,elegante nei modi, ma è proprio questo che mi "stuzzica" la fantasia e non solo…
Mi sono identificata molto in queste persone e so bene che quelle apparentemente timide, riservate, in realtà "racchiudono" una passionalità ed una sensualità da far paura, da brivido! Il massimo dell'eccitazione fisica e mentale, della trasgressione e dell'eleganza estrema, però l'ho conosciuta a Milano.
Ho vissuto delle situazioni piccantissime che ancora se ci penso, altro che brividi…
l'orgasmo è assicurato! La mia "prima volta" al privèe è stato esattamente in giorno del mio compleanno, il 13 dicembre dell'anno scorso.
S. mi ha fatto festeggiare alla grande! Mi ha "avvicinato" a questo mondo in maniera molto graduale, intelligente.
Anche le scene un po' più scabrose, forti, non mi sono mai apparse rozze, grossolane.
La sua e la mia sensualità e raffinatezza, trasparivano e coinvolgevano l'intero l'ambiente, si riflettevano sulle persone e sui giochini che erano intenti a "svolgere".
L'intrigante "spettacolo" iniziava già dalla discoteca.
Le due ragazze immagine invitavano le più "timide" ad esibirsi, con il loro ausilio,davanti al loro partner e a quello delle altre.
Gli uomini, in tutta la loro enfasi ma anche compostezza, sedevano sui divanetti, bevendo distrattamente qualcosa, ma attentamente e piacevolmente rapiti dal sensuale ed improvvisato spogliarello.
S. sedeva in mezzo a loro.
Le due ragazze, prendendomi per mano mi portarono al centro della pista.
La musica mi guidava nei sensuali movimenti.
Loro, una posta davanti e l'altra dietro di me, sempre con fare molto provocante, mi toccavano, mi baciavano e nel contempo mi spogliavano, con molta, molta calma.
Quando mi svegliai da quello stato di piacevolissimo stordimento, mi ritrovai, con alcuni uomini che nel frattempo si erano avvicinati e mi sfioravano, completamente priva di reggiseno.
La mia gonna non molto corta, la ritrovai accartocciata lungo la mia vita.
Le uniche cose che mi rimasero addosso erano il perizoma nero e le calze autoreggenti, compresi ovviamente gli stivali alti .
In quel momento mi vergognai veramente perchè non mi resi conto degli sguardi che avevo avuto addosso per tanto tempo.
Ma l'eleganza e la sensibilità di una persona si vede anche in questo: S. notando il mio momentaneo stato di imbarazzo, si avvicinò, prendendomi per mano dolcemente ma sempre con fare deciso, accompagnandomi "dietro le quinte".
Fatta velocemente una "messa a punto", con il mio fare da "bimba" che ha commesso una marachella, ma ben felice di averla commessa e soprattutto pronta a rifarne un'altra ed un'altra ancora più grossa, su invito sempre del mio compagno e stuzzicata al punto giusto, decidiamo di varcare quella porta, che rappresenta anche una linea di demarcazione tra il mondo "normale", ordinario, da quello occulto, perverso, vizioso.
Percorrendo insieme l'eccitante, silenzioso, profumato ed affollato corridoio, avverto e mi lascio rapire dalle piacevoli sensazioni che mi offrono il contatto di varie mani , calde, fresche, timide che mi sfiorano, o un po più intraprendenti che cercano disperatamente anche un mio segno di conferma.
Con fare distratto che mi caratterizza, mi lascio coinvolgere dai loro contatti senza prendere alcuna iniziativa.
S. spia avidamente e con sicurezza da veterano, dalle fessurine, trascinandomi dolcemente nella visione.
Io mi accosto ad esse con molta prudenza, perchè l'impatto iniziale non debba apparirmi troppo crudo, vero.
Lascio anche che la mia fantasia sminuisca alcune scene veramente forti che i miei occhi sono costretti a "mettere a fuoco".
Finisce il gioco del solo vedere.
In una stanza apparentemente molto piccola perchè affollata, mi stuzzica l'immagine di una donna alle prese con due uomini ed altri due uomini che la seguono con lo sguardo.
Sempre per mano, S. mi trascina dolcemente.
Ho un attimo di tentennamento, ma oramai mi ritrovo dentro.
Cerco di ritrovare la strada per "la retta via" ma… ho già addosso la sensazione di quelle mani, tante e diverse tra di loro, sensazione provata solo qualche ora prima in discoteca o qualche istante prima nel corridoio, ma mai provate in vita mia, prima di allora.
Tra le varie mani di uomo, avverto anche un contatto dolce, femminile, ma deciso.
La mia testa parte e non solo quella…. In quel momento tutta l'attenzione si rivolge a me.
S. riesce comunque a creare un po' di ordine (come sempre), necessario in quelle situazioni.
Mi ritrovo sola con due sconosciuti e con il mio intrigante amore.
Si stabilisce subito un feeling con uno dei due sconosciuti.
Ci vuole poco a ritrovarmi con i vestiti buttati chissà dove e sdraiata sul letto con accanto sempre il mio uomo, di fianco, e lo sconosciuto di fronte.
L'altro è sempre presente ma non lo vedo affatto.
Chissà cosa ha fatto o si è fatto: mi accorgo della sua presenza, ormai diventata assenza, solo dopo aver ritrovato il suo seme ancora caldo lungo i miei seni.
Quanta emozione quella sera: un'altra esperienza nuova, sesso ed amore contemporaneamente.
E la cosa strana è che mi sono ritrovata a fare sesso con S. e l'amore con un elegante e piacevole sconosciuto.
Capirete bene il feeling che si è istaurato con questo intrigante uomo.
Comprenderete meglio anche il contatto che si è creato con le mani, i movimenti coordinati, simbiotici, molto difficili da realizzare quando non ci si conosce, però… sembrava che ci conoscessimo da una vita! Come in tutte le cose,soprattutto quelle belle, purtroppo, c'è anche una fine.
Il desiderio, una volta rivestiti , di rispogliarci e di ripetere fino allo sfinimento, le belle sensazioni che ci eravamo regalati, ma anche di conoscere i nostri nomi, di sapere quale era il nostro lavoro, si ruppe dalla amara realtà: quella dolce mano ma anche forte, autoritaria era ancora una volta là, a prendere la mia, per portarmi via , molto lontano dal piacere, laddove invece mi aveva trascinato...
Lucy