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La mia prima volta SM

Avevo conosciuto Faw in palestra, dieci anni meno di me, una faccia da bravo ragazzo e un corpo scolpito niente male. Lo avevo visto allenarsi e staccare 200 kg senza aiuto, aveva una forza incredibile in quei bicipiti.

Sapevo che usciva con una ragazzetta insipida ed io ero in un momento di crisi in cui cercavo conferme.

Dopo un pò di volte che ci incontravamo mi invitò nella sua casa sul mare.

Sapevo benissimo per quale motivo, ma mi andava bene, niente complicazioni, solo sesso.

Quando ci incontrammo arrivò con una borsa, che posò accanto al divano, mi parve strano perchè in palestra non ci eravamo incontrati, ma pensai che forse ci sarebbe andato dopo.

Non c'era bisogno di fare molti discorsi, aprì il divano e ci spogliammo a vicenda.

Mi fece sdraiare sulla pancia ed iniziò a massaggiarmi la schiena, era molto rilassante e piacevole e stavo quasi x addormentarmi. Un brutale sculaccione mi riportò sulla terra, rimasi senza fiato e feci per protestare, non articolai più di una parola che mi ritrovai le braccia bloccate senza potermi muovere. Con una mano mi teneva ferma e con l'altra armeggiò nella borsa.

Un lampo di paura mi passò sul viso quando tirò fuori una lunga corda, nessuno sapeva dove fossi, capì che stavo x urlare, ma con calma mi spiegò che non mi sarebbe servito, era un palazzo di seconde case, quindi in inverno disabitate, qualcuno di passaggio avrebbe anche potuto sentirmi, ma mi consigliò di stare zitta, altrimenti mi avrebbe imbavagliata. Quella prospettiva non mi piaceva per nulla quindi ammutolii e tacqui. Mi girò sul dorso e mi portò le mani sopra la testa, fischiettava mentre mi legava alla rete del divano. Avevo ancora le gambe libere e pensai di sferrare un calcio, per quanto i miei movimenti non potessero essere fluidi, visto che avevo le braccia legate. Mentre pensavo cosa fare mi piegò le gambe verso il petto e me le aprì, fece passare la corda sotto le cosce e le ginocchia e mi ritrovai legata come una ranocchia senza possibilità di muovere. le corde tiravano ed era meglio che stessi ferma se non volevo aumentare il dolore. Era una posizione scomoda e mi sentiì inerme come non mai, avevo le parti intime esposte e vulnerabili e avevo una gran paura.

Ormai ero nelle sue mani. Dalla borsa estrasse diversi oggetti e me li posò accanto, tenendomi per i capelli mi obbligò a girare la testa per costringermi a guardare e quello che vidi non mi piacque per niente. C'erano un vibratore, più o meno di 20 cm, alcuni cetrioli, un flacone di crema fluida, parecchie mollette da bucato, un barattolino di Tiger Balm, una sciarpa ed un bavaglio.

Mi lasciò i capelli e mi disse "Questa è l'ultima cosa che vedi, da adesso sentirai solo, e non saprai cosa accadrà , cerca di non gridare perchè altrimenti mi toccherà metterti il bavaglio." Annuii, non avevo neppure il coraggio di parlare, era troppa la paura di essere ulteriormente resa inerme.

Prese la sciarpa e mi bendò, era una sensazione strana, sentivo i rumori della strada, il battito del mio cuore ed i rumori di lui che si muoveva, ma non sapevo cosa sarebbe successo, lo strano era che la cosa cominciava a piacermi.

Udii dei rumori, ma non capivo, poi sentii un odore di canfora e menta, le sue dita sul clito ed una sensazione prima di freddo poi di bruciore, sentivo il clito gonfiare sotto il suo massaggio e capii, mi aveva spalmato il Tiger Balm, bruciava e lui continuava a toccarmi lentamente, poi improvvisamente mi colpì con la mano aperta, sobbazai e soffocai un gemito, mi aveva fatto un male terribile, ma stranamente mi era piaciuto, alternò così schiaffi e massaggi per un po' e il mio povero clito doveva essere davvero rosso e gonfio. All'improvviso mi sentii penetrare con violenza con due dita, lo sentii ridere, estrasse le dita e me le mise in bocca da succhiare, mi disse "Sei una vera troia, ti sei bagnata tutta per così poco, allora ti piace!" Scossi la testa, sentivo le lacrime che cercavano la strada bloccate dalla benda. Mi vergognai ma la cosa mi eccitava davvero. Sentii le sue mani sul seno stringere dolcemente i miei capezzoli, poi un dolore sordo mi trafisse, mugolaii, miei capezzoli erano stretti come in una morsa, capii che mi aveva messo due mollette. Il dolore era davvero terribile, ma la paura del bavaglio mi attanagliava e mugolavo piano. Riprese a massaggiarmi il clito e piano piano il dolore si attenuò, ogni tanto tirava una molletta con le dita ed il dolore riprendeva più forte.

Ad un certo punto mentre mi accarezzava sentii un ronzio e il vibro venne spinto nella mia passerina, entrò bene perchè mi sentivo molto bagnata. Con una mano mi toccava il clito e con l'altra muoveva il vibro che ronzava alla massima velocità .

Era una sensazione strana, il dolore ai capezzoli si alternava al piacere provocato dai due massaggi, quello interno del vibro e quello esterno delle dita, mugolavo senza sosta, ma era per il piacere.

Sapevo ormai di dovermi aspettare qualcosa di doloroso, e in effetti arrivarono diverse mollette a stringere le piccole labbra, le tirava fino alla massima estensione e le rilasciava, ma quando ne mise una sul clito mi lasciai scappare un grido, immediatamente arrivò uno sculaccione, poi disse "Ti devo imbavagliare?" Scossi il capo con le lacrime che si erano fatte strada oltre la benda.

La molletta sul clito mi stava provocando un dolore insopportabile.

Ma la mia tortura non era finita.

Il vibro continuava a ronzare nella mia passerina ormai gocciolante, lo sentii scivolare fuori, me lo aveva tolto, me lo infilò in bocca e mi disse "Succhialo troia, senti il tuo sapore, bagnalo bene di saliva" e tutto bagnanto iniziò a passarlo intorno al mio buchino. Rabbrividii, il mio culetto era solo per una persona ed ero terrorizzata da quello che Faw avrebbe potuto farmi. Lo puntò contro il buchino, ma spinse appena, poi lo infilò nuovamente nella passerina che ormai era bollente, pensai che il culetto fosse salvo ma mi sbagliavo, mentre mi accarezzava con una mano, sentii un altro dolore fortissimo e qualcosa venne spinto senza troppo lubrificarlo, nel mio culetto. Non vedevo nulla, ma sentivo una cosa dura e ruvida andare su e giù, immaginai che fosse uno dei cetrioli.

Staccò le mollette dalle piccole labbra tirandole via senza aprirle, mentre con l'altra mano teneva ben fermi il vibro ed il cetriolo. Ormai dolore e piacere si sovrapponevano senza sosta. Non sapevo quanto avrei ancora potuto sopportare. Quando tirò via la molletta dal clito credetti di morire e gridai, ma non mi disse nulla, si limitò a ridacchiare. Quelle sul seno invece le lasciò ancora. Sentii che si spostava, le sue gambe vicino al mio viso, il vibro e il clito continuavano a torturarmi le carni, mi ritrovai un cazzo durissimo in bocca, quasi soffocai e dovetti iniziare a succhiare. Mentre lo succhiavo con la mano muoveva alternativamente i due oggetti poi iniziò nuovamente la tortura delle carezze e degli schiaffi. Quando l'orgasmo esplose il vibro scivolò via per le contrazioni, ma Faw impedì al cetriolo di scivolare via e il mio culetto rimase impalato mentre venivo scossa da brividi incontrollabili.

Mentre continuavo a succhiarlo mi, disse "Fino ad ora abbiamo giocato, ora facciamo sul serio." Ero ancora scossa dai brividi, ma mi chiesi cosa avrebbe potuto farmi di peggio.

Sentii colare della crema sulla mia pancia e poi le sua mano spalmarla sul clito e sulla passerina, il fresco mi diede un breve sollievo, poi sentii un dito penetrare, in confronto alla durezza del vibro era piacevole, lo fece scivolare dentro e fuori diverse volte, poi sentii che ne aveva aggiunto un secondo, mi sentivo un poco più piena, ma era piacevole, intanto continuavo a succhiare, dopo un pò sentii che aveva inserito un terzo dito, cominciavo a provare un pò di fastidio, avevo il clito ancora gonfio e dolorante e non parliamo della passerina, ma mi obbligai a tacere. Continuava a far scivolare le dita che entravano e uscivano con facilità lubrificate dalla crema e dai miei umori, quando sentii che spingeva con tutte le dita gemetti, ora capivo cosa intendeva con fare sul serio!! Voleva dilatarmi al massimo!

Sentii la mano scivolare quasi completamente nel mio corpo, ma alle nocche si bloccò, aveva una mano troppo grande e nonostante la crema e le spinte non riuscì e penetrare completamente dentro di me. Estrasse il pollice ma continuò con le quattro dita e nel momento in cui mi venne in bocca io esplosi in un secondo orgasmo, quasi più devastante del precedente. Lo sentii ridere e rilassarsi, aveva un brutto sapore ma ingoiai, temendo che se lo avessi sputato chissà cosa avrebbe potuto fare per punirmi.

Prima mi tolse la benda, avevo gli occhi pieni di lacrime per il dolore e la vergogna. Mi staccò le mollette dai capezzoli, e l'indolenzimento era terribile, sentivo più male ora che me le aveva tolte di quando le avevo. Dopo un'ultima spinta mi sfilò anche il cetriolo dal culetto e mi sentii come svuotata, quasi mi spiaceva. Iniziò a slegarmi, ormai non sentivo più le gambe, costrette in quella posizione innaturale per troppo tempo, mi disse "Sei stata brava, non hai gridato e sicuramente ti è piaciuto verò?" Con le lacrime agli occhi annuii. Mi era piaciuto davvero. Alla fine mi liberò anche le mani e mi massaggiò dolcemente e a lungo per farmi riprendere la sensibilità .

Mi accompagnò in bagno e mi lavò, penetrandomi delicatamente per lavarmi anche dentro, era molto tenero.

Avevo perso la cognizione del tempo, mi sembrava di essere lì da un'eternità , invece erano passate solo un paio d'ore.

Quando uscii mi salutò con un bacio e mi disse "La prossima volta sarai meno tesa e ti divertirai ancora di più".

Sapeva che ci saremmo rivisti.

A

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