
Santo Domingo Gennaio 2002
Siamo una bella e giovane coppia di 35 e 39 anni, del centro sud, era da un po’ che non vi era stata la possibilità di poterci riposare, avendo lavorato per tutto il 2001, avevamo deciso di iniziare il nuovo anno con una vacanza, restava il problema di dove andare, dopo non poche scelte si decide per Santo Domingo. Stupendo, località incantevole, un villaggio dove potevamo rilassarci per 15 giorni senza poter essere afflitti dai soliti problemi, erano gia passati alcuni giorni di assoluto relax e a pochi km da noi vi era una zona deserta, scogli e spiaggette dove potevamo metterci completamente nudi, nulla di più invitante.
Avevamo scelto una di queste al centro di un lungo tratto di rocce, eravamo li gia da qualche ora, io leggevo un libro mentre lei riposava, vedo passare un ragazzo in canoa poco a largo che fermatosi scende nuotando verso di noi tirandosi la canoa , giunto in spiaggia trascinò la canoa di spalle, non ebbi modo di notarlo bene ma era nudo, sul bagnasciuga si chinò per constatare i danni,non prima di averci salutato e chiesto scusa in inglese.Armeggio per qualche minuto, curioso mi avvicinai e appresi che in acqua aveva urtato una roccia, infatti, riportava una lieve crepatura sul lato sx.
Era un tipo veramente carino di aspetto, sui 35 anni, parlava un buon italiano lo invitai a consumare una cocacola, solo quando si alzò notai che tra le gambe aveva un cazzo che moscio misurava circa 17-18 cm. e consistente di diametro, fu a quel punto che mia moglie si sveglio ma senza ancora notare la cosa, la misi al corrente dell’accaduto, era passato qualche minuto quando mi accorsi che mia Carla aveva notato il coso, non riusciva a toglierci gli occhi di dosso, lui si accortosi gli face un sorriso, Carla voleva morire, divento di un rosso fuoco, non sapeva più cosa fare, si distese per prendere gli occhiali in borsa che era dietro di lei, fu a quel punto che inconsapevole mise in mostre le sue bellezze ( 1,74 x kg 54, 3-tg, capelli neri tipica bellezza mediterranea, un culo tondo da sballo una fica con labbra non molto accentuate e peluria poco folta rasata, il tutto condita da un’abbronzatura di lampade artificiali precedenti e cosparsa di olio solare).
Lele ( cosi si chiamava il ragazzo ) aveva notato quel ben di dio non riuscendo a trattenersi dall’eccitarsi, fu a quel punto che mise in mostra tutta la sua doti, il suo cazzo era cresciuto a dismisura, penso sui 25-26 cm x un diametro non da poco, lei non fece in tempo a girarsi che ebbe davanti quello spettacolo, lo fisso per qualche secondo, Lele era diventato peggio di lei, rosso gambero, fu lei che questa volta ripresasi ricambio con un sorriso, e io ?, io ero eccitatissimo anche il mio cazzo scoppiava ( solo 21x17). Stavo pensando che sino a quel momento non era mai capitato nulla di simile, nelle nostre fantasie erotiche era ricorrente farlo con un altro uomo, lei aveva sempre detto che se ci fosse stata l’occasione non si sarebbe tirata indietro. Ritornato alla realtà vedo Carla china su Lele, con quel cazzo enorme in bocca sembrava quasi non farcela a tenere e col culo diretto verso me, aveva le labbra bagnatissime, sembrava che avesse goduto da sola, non mi feci pregare la infilai senza esitare, era calda e bagnata sembrava che lo stessimo facendo da ore. Lele ormai era disteso a terra rilassato a godersi quel pompino, Carla che continuava a spompinarlo gustandosi cm x cm quello che riusciva a ingoiare di quel coso sotto i mie colpi sempre più forti. All’improvviso Carla si sfila facendomi restare col cazzo duro e girandosi verso di me si punta sul cazzo di Lele, afferrandosi alle mie mani come se volesse reggersi, la vedo calare sopra quel pezzo di carne, quelle labbra che sino ad oggi sembravano piccole le vedo dilatarsi e crescere, la vedo che a occhi chiusi si fa penetrare lentamente, a ogni cm la sento gemere,la discesa sembrava non aver mai fine, solo dopo aver lasciato fuori qualche cm e dopo che sicuramente sarà arrivato alla fine dell’ùtero la vedo riaprire gli occhi accompagnato da un sussulto, la vedo chinarsi verso di me con una smorfia di dolore quasi sicuramente impossibilitata nel muoversi, prima di prendere il mio cazzo in bocca, la sento avvertire Lele di stare fermo, di non muoversi, i suoi gesti sono lenti ma senza segni di cedimenti o ripensamenti, solo dopo qualche minuto facendosi forza sulle gambe e sollevandosi di qualche cm da quel palo i suoi movimenti diventano più liberi, e avvertendoci di non venire.
Eravamo tutti presi, io e Lele sembravamo un tutt’uno con Carla, ormai era lei che gestiva, da quando avevamo iniziato, ancora dovevamo spostarci di un millimetro
aveva gia cambiato due posizioni quale sarebbe stata la terza, detto e fatto, staccatasi da me si sollevava da quella nerchia che le stava dentro emettendo un lieve schiocco alla fuoriuscita. E Carla che dritta davanti a me mi bacia appassionatamente i nostri sguardi sono fissi tra noi, i suoi occhi sono lucidi, le sue gambe fanno fatica a reggerla.La sua mano e dentro la sua fica i suoi umori la ungono le dita che accuratamente cosparge sul mio uccello, il gesto e ripetuto questa volta passandosele sul buco del culo. Dandomi di nuovo le spalle si risiede sul cazzo di Lele, questa volta scompare dun botto facendo ben attenzione a lasciarne un pò fuori, piegandosi sul petto di Lele e portando entrambe le mani sulle natiche spalancandole mostrandomi cosi il buco del culo, esclama: dai mettimelo dentro.
Dopo le prime difficoltà di entrata ben presto superate, sentivo il cazzo di Lele quasi toccasse il mio se non fosse per quella piccola parete che divide la fica dal culo, Carla ormai era arrivata al massimo i suoi gemiti erano sempre più forti, i suoi movimenti diventavano sempre più veloci sino a sentirla esclamare a voce alta ORA ORA, sembrava essere la parola d’ordine io e Lele la inondammo completamente lo sentivamo entrambi uscire, ne sono sicuro e soprattutto Carla che emano un SIIIII,SIIIIIIIIIIIII, COSIIIII, restammo stesi uno sull’altro per non so quanto tempo, lo avevamo ancora quasi duro quanto ci sfilammo da lei, Carla si era poggiata di spalle sulla sabbia a gambe aperte e divaricate, era uno spettacolo aveva ancora i buchi visibilmente aperti da dove colavano ancora i nostri umori.
Durante quella permanenza abbiamo rivisto Lele altre tre volte di cui l’ultima di comune accordo e col consenso di Carla e con grande stupore da parte mia, quasi a volermi ricompensare, con una sua amica e stato il massimo