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Scuola di Ballo

Ahimè! E’ successo proprio ció che piú temevo... Dopo la scorpacciata di cazzi neri di quasi 6 mesi fa, (vedi racconto: Una serata in nero) Daniela, la mia dolce mogliettina, in genere così timida e quella sera così scatenata, ora non ne voleva sapere di ripetere l’esperienza... Anzi, addirittura non voleva che ne parlassi nemmeno piú!

E se le accennavo, mentre facevamo l’amore, i dettagli di come si era presa i due cazzi dei nostri amici neri sbrodolando di piacere, si arrabbiava e minacciava che non abrebbe piú fatto l’amore con me!

Mi dava del depravato, diceva che ero un porco e che l’avevo trattata come una puttana e che l’avevo forzata nel fare una cosa tanto disgustosa!

Ci pensai un po’ su... qualcosa non mi convinceva! A letto Daniela aveva sempre una gran voglia, ed ora tutta questa scontrositá...

No... dovevo cercare di capire meglio cosa c’era sotto!

In effetti Daniela aveva raccontato di avere un nuovo allievo di pianoforte (mia moglie dava lezioni private a domicilio) che la faceva stancare molto perchè, a suo dire, era negato e testardo.

Quando rientrava da quelle lezioni, il mercoledi ed il venerdi sera, sembrava stremata e soprattutto, e la cosa mi faceva davvero imbestialire, non aveva piú voglia di scopare!

Un giorno peró notai che aveva furtivamente posato delle mutandine nel cestino della biancheria sporca, tornando da una delle sue lezioni private.

Feci finta di non averlo notato, ma quando piú tardi si addormentó, andai in bagno a controllare. Le trovai quasi subito, perchè erano verde bottiglia e ne aveva solo un paio di quel colore. E poi erano tra le mie preferite, glielo dicevo spesso che con quegli slip il suo culo era davvero arrapante! Ma, con mia grande sorpresa, le mutandine erano bagnate fradice!

Annusai, ma non pensavo che si fosse fatta la pipì addosso..., e infatti l’odore era quello tipico della sborra! Erano inzuppate, quasi fino a gocciolare, di una montagna di sborra! Ci rimasi un po’ scioccato, lo ammetto.

Ma come! La mia mogliettina, così carina e virtuosa, che avevo tanto faticato a convincere ad una bella scopata liberatoria, adesso che aveva trovato qualcuno che se la sbatteva per benino faceva la santarellina?

E no! Non sarebbe finita così. E poi ero anche un po’ curioso ed eccitato all’idea che Daniela si facesse impalare da qualcunaltro. Magari da un altro nero!

Decisi di pedinarla.

E il venerdi successivo, con una scusa, mi presi un permesso sul lavoro.

La vidi uscire di casa, aveva uno dei suoi vestini corti con scollatura per mettere bene in risalto le sue tette favolose! Salì in macchina (ed io dietro) e si diresse verso la collina.

Dopo un paio di chilometri nei quali facevo fatica a starle dietro senza farmi scogere, vidi che rallentó in corrispondenza di una serie di vecchie case della borghesia benestante di Torino.

Case con piccoli giardini, senza appariscenza, ma eleganti.

Parcheggió in un piccolo piazzale e la vidi suonare ad un portone ed entrare.

Non ero purtroppo riuscito a vedere dove esattamente aveva suonato e così rimasi sconsolato ad osservare i campanelli.

Ad un certo punto mi venne un idea: forse quella casa aveva un cortile interno od un giardino dove avrei potuto osservare i movimenti alle finestre, oppure dai pianerottoli delle scale avrei potuto percepire il suono di un pianoforte...

Bussai ad un campanello dall’ apparenza innocua: una ditta di importazione di legnami.

Niente. Nessuno rispose. Riprovai e sentii una voce straniera chiedere chi era. Decisi di rischiare e dissi: “Pubblicitá! Mi puó aprire il portone?”

Mi aprirono e mi ritrovai in uno stretto piccolo androne con delle vecchie cassette per lettere ed una breve scalinata che portava ad un cortile. Al fondo del cortile c’era un magazzino con un vistoso cartello disegnato a mano sul portone in ferro: “Scuola di Ballo”.

Il magazzino aveva delle grandi finestre sul cortile, ma con vetri smerigliati, impossibile vederci attraverso!. Per mia fortuna, girando l’angolo, c’era una finestra anche sul fianco, piú piccola, e soprattutto... semiaperta!

Ci guardai dentro e vidi che era di un piccolo gabinetto, solo lavandino e cesso. Ma, sorpresa! In un certo frastuono di fondo, con musica e molte voci, riuscii a distinguere la risata di Daniela.

Mi sembrava peró che fosse strana, un po’ diversa dal solito... Decisi di aspettare un po’ , nascosto dietro un furgone posteggiato nel cortile, proprio accanto alla finestrina.

Dopo un quarto d’ora mi riaffacciai alla finestra e non sentii piú nessuna voce. Solo musica. Stetti ad ascoltare per un po’ e improvvisamente riuscii a percepire dei mugolii, come un gemito sommesso, e dei respiri.

Poi di nuovo qualche risata sommessa, e di nuovo i mugolii. Decisi, un po’ eccitato per quello che mi aspettavo e speravo di vedere, di rischiare ed entrai velocemente dalla finestra del bagnetto, sperando che nessuno mi vedesse dal cortile.

Il bagno era piccolo ma pulito ed aveva la porta semiaperta. Mi accostai e stetti ad origliare, continuando a sentire gemiti e sospiri.

Di sicuro Daniela si stava facendo trombare da qualcuno! Sempre piú ardito (ed eccitato) spinsi la porta per aprirla di qualche centimetro in piú e vidi una scena che non dimenticheró mai piú, campassi mille anni!

C’era un’unica grande stanza, con effettivamente un pianoforte. Vuoto.

La musica proveniva da una radio posta sopra il piano. E c’era anche Daniela. Era per terra, su un tappeto, in ginocchio.

Per la precisione a pecorina, con il vestitino tiratto in su, sulla schiena.

E un enorme negro (pareva davvero un gigante!) con i pantaloni abbassati e che se la stava scopando con gusto, ansimando e sbuffando.

Anche Daniela doveva provare un gran piacere perchè gemeva e squittiva che era una soddisfazione! E intanto si toccava i grossi seni penzoloni ed oscillanti, sfuggiti dal vestitino poichè le spalline si erano abbassate.

Ma la sorpresa doveva ancora venire!

Davanti a Daniela c’erano 3 ragazzi, tutti di colore, che si stavano masturbando.

Uno era completamente nudo, gli altri avevano la maglietta ma si erano tolti pantaloni e scarpe.

Girai lo sguardo e non credetti ai miei occhi!

Appena dietro la montagna che si stava stantuffando mia moglie c’era un divano con seduti altri 4 ragazzi di colore.

Uno era Niki, lo riconobbi.

Anche loro con il cazzo pronto, se lo stavano menando.

Vidi Daniela con una faccina angelica. prendersi in  bocca uno a uno tutti gli 8 cazzi, mentre a turno gli altri se la scopavano a pecorina!

La sentii implorare di sfondarla, di riempirla di sborra, di spaccarle il culo..... assolutamente irriconoscibile!

Mai avrei pensato potesse arrivare a tanto!

Ad un certo punto, mentre mi stavo masturbando ( e venendo per la terza volta) la vidi sedersi sul negro gigante e guidare il sesso enorme dentro il suo culetto rosa....

Temetti si spaccasse!

Invece Daniela non fece una piega e lasció che quella nerchia gigante le scivolasse tutta nel culo.

Gli altri, eccitati da quella vista, le si pararono davanti masturbandosi mentra mia moglie cercava di portarsi quanti piú cazzi poteva davanti alla bocca.

Vennero in tre, spruzzandole la faccia, e mia moglie succhió avidamente ogni goccia di sperma, cercando di raccogliere anche quelle che le colavano sul collo!

 Dopo mezz’ora erano ancora lì che se la stavano scopando, ma Daniela doveva essere spossata perchè gemeva di meno e cercava di respingere i piú violenti....

Ad un certo punto vidi che cercava di alzarsi,  ma venne subito tenuta ferma dai due che avevano finito prima, mentre gli altri, uno per uno, le vennero nel culo, gridando come bestie.

Mi fece un po’ pena: la mia povera mogliettina, trattata come l’ultima delle troie da quei negroni!

Ma in fondo le stava bene! Se lo meritava! Aveva voluto tenermi fuori, ed allora che se la sbattessero ben bene quella puttanella!

Se me lo avesse detto, non le avrei certo impedito nulla, ma almeno mi sarebbe piaciuto leccarle la figa grondante mentre si faceva sfondare il culo!

E va be’ ! Mi accontentai di venire per la quarta volta,  ed uscii dalla finestra giusto in tempo prima che qualcuno venisse in bagno.

Era Daniela! La vedevo perfettamente da fuori, mentre si stava sciacquando davanti al lavandino e si tirava su le spalline del  vestito.

Ero appena salito in macchina che sentii il mio telefonino squillare.

“Ciao amore! Sono un po’ in ritardo..... sai, quest’allievo mi sta sfinendo!

Vorrei dirgli di smettere, che è negato,  ma non me la sento....  mi fa pena, poverino!

Non ti preoccupare per la cena, tornando ti porto una pizza e ce la mangiamo solo tu ed io, davanti alla tv. Ti adoro! Non vedo l’ora di vederti! Smac!”

Certo piccola troietta! Mia fantastica mogliettina.....

Torna dal tuo maritino dopo esserti fatta riempire di sborra!

Se solo sapessi quanto mi hai fatto godere! Mercoledi peró torno qui con una telecamera per filmarti! 

E poi voglio vederti a negarmi qualunque cosa io ti chieda..... basterá minacciarti di spedire la cassetta alle tue amiche, alle tue colleghe o ai tuoi cari amati genitori!

Ti ho in pugno, puttanella!

Ho giá il cazzo duro al pensiero di infilartelo nel  culo ben lubrificato dalla sborra di quei negroni! 

E di farti sbattere da chi voglio e come voglio, ogni volta che mi pare!

Alessandro

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