
Un spiaggia dell'Adriatico
Vivo
in una città affacciata sull’Adriatico.
Qui
sole e mare fanno da padroni nel periodo estivo, una manna per un ragazzo
giovane che dopo gli studi può rilassarsi in spiaggia, se non fosse per le
belle donne che affollano il litorale e, inevitabilmente, i pensieri.
Senti
un pò dove può arrivare la sfacciataggine femminile, a volte:
Sono
un ragazzo normale, almeno penso, anche se molto spesso ricevo telefonate
anonime e trovo scritte sui muri vicino casa o nei locali della città (non ti
dico nell'ultima cosa c'èra !!); quindi non capisco a volte cosa succeda, mi
capita d’incontrare ragazze talmente determinate nel loro scopo da farmi
credere di avere un qualcosa fuori dal normale... e credimi a volte crea
problemi.....
L'estate
scorsa ho iniziato un corso di wind-surf tanto per.... in uno stabilimento
balneare tranquillo, poco affollato, per lo + famiglie; ed è lì che l' ho
vista la prima volta.
Stavo
tranquillamente camminando sul bagnasciuga e lei mi apparve di fronte:
bellissima,
capelli biondo-castano riflessati dal mare, lisci le ricadevano sulle spalle ben
definite, e giocavano spesso con le sue labbra. Pelle abbronzata di un lucido
perla, labbra che si ritagliavano il loro posto su un viso consapevole di quello
che provocava nell’ammiratore di turno. Costume nero in contrasto con la pelle
che delineava spudoratamente ogni parte del suo corpo. Aveva quel languore
erotico ed ingenuo posseduto dalle bionde migliori. Aveva raggiunto quell’età
in cui pare il tempo si fosse cristallizzato, possedeva la carica erotica di una
20enne e la classe di una 40enne. Lo giuro: mi stendeva!
Da
subito iniziai a fantasticare sulla sua persona, sulle mille situazioni
tramandate dai film osè della mia infanzia, e forse è proprio per quel genere
di filmografia che il mio sogno erotico è avere una storia con una donna di
trent’anni.
Ma
che fare!? Lei sicuramente con altro a cui pensare, una famiglia, un marito
molto premuroso ammirato in spiaggia, non mi rimaneva che guardarla e
immaginare, ma così facendo sono caduto nel suo sottile gioco. Era cosciente di
quel ragazzo, che tutti i giorni era in spiaggia, la stava spogliando con gli
occhi; e lei, piena del suo potere, si metteva in posa e mi mandava sguardi da
agitare i miei sonni e alimentare i miei sogni erotici.
Ma,
a conferma che tutto sarebbe rimasto tale, il primo contatto, un pomeriggio...
Giornata
ventosa perfetta per uscire con il wind-surf, la spiaggia era deserta. Lascio la
mia roba sotto la palma di lei vuota, un posto valeva l’altro, pensavo solo ad
entrare in acqua.
Al
mio ritorno il vento si era calmato e i bagnanti erano arrivati. La trovai lì
sdraiata che prendeva il sole di schiena.
Sola,
era sola! Completamente rilassata sdraiata e senza nessun altro intorno, in una
spiaggia che vedeva me e lei come uniche forme. La condizione non si sarebbe
ripetuta, dovevo approfittarne.
Mi
avvicinai:
"Scusi
ho lasciato la mia roba qui xkè pensavo non ci fosse nessuno..."
Lei,
alzandosi sulle braccia inarcando la schiena e girando il collo lanciò uno
sguardo ipnotizzante, mi fece rimanere lì ad ammirare il suo corpo in tensione:
“
ahhh... era tua, il “surfista”,...come vanno le lezioni?!!”
“
bene grazie... ma vado ancora a stento è uno sport difficile, ci vuole molta
attenzione...”
Il
mio sguardo la percorreva, ero ammagliato la sua voce vibrava e io volevo
toccarla… ero tanto vicino da sentire l’odore della sua pelle, sapeva di
cocco e permeava l’aria. Respiravo profondamente e il cuore mi era salito in
gola, quella era la fragranza che sin da bambino aveva svegliato in me i primi
istinti sessuali. Non si sarebbe mai più cancellato dalla mia memoria.
Lei
sorridendo con uno sguardo compiaciuto:
“e
sì ... immagino, ma non è che c’è qualcosa che ti distrae.. ti vedo un
po’ deconcentrato!”
Mi
aveva colto in fallo alludeva alle mie continue attenzioni verso di lei. Sapeva
del suo potere e si divertiva.
“
Direi qualcuno/a… colpa del panorama... spero solo di non dar fastidio!”
“
ci mancherebbe, siamo in paese libero… ma conosci quel detto… guardare, ma
non toccare….”
“Toccare?
No, semmai le servisse un massaggio o una spalmata di crema solare….”
“
Ah, pensavo peggio, temevo volessi andare a parare da qualche altra parte .Cmq i
massaggiatori li scelgo io….. ”
Risi
non sapendo che dire per via della sua sfrontataggine. Aveva colpito nel segno,
ripresi fiato:
“
io cmq mi chiamo Giovanni e cmq i massaggi sono il mio forte, rimarresti
sorpresa di me, ho doti nascoste.
”
mi misi a sedergli di fronte.
“
Nadia, piacere. E si ,….. doti ne hai sicuramente, ma nascoste… non
tanto!” Mi
stese la mano per stringere la mia, di colpo guardò all’altezza del mio
costume e rise con fare ironico e divertito.
“
faresti bene a metterti dei boxer… i tuoi ormoni si troverebbero meglio!”
La mia mascolinità si era presentata!
Di
nuovo, colpito e affondato. Ancora + confuso risi, non sapevo ke dire. Allargai
le braccia in segno di resa:
“non
fraintenda. Mi scusi ma lei mi ha messo in imbarazzo mi guarda sempre, è un
po’ sfrontata, mi ha spiazzato...sarà lei a farmi quest’effetto, e poi sono
sempre pronto a qualsiasi evenienza, anzi……”
Subito
di colpo mi bloccò, si fece un po’ + severa:
"
mi sembra invece ke tu stia correndo troppo! Ci sono un sacco di ragazze della
tua età qui.... sarebbe meglio per te, sai…"
Squillò
il suo telefonino e iniziò a parlare. Mi strizzò l’occhio e con un gesto mi
fece cenno di aspettare un attimo e si allontanò per trovare un pò di intimità.
Dalla passerella vidi le sue amiche arrivare, presi l’occasione per
raccogliere la mia roba e allontanarmi.
Tutto
finito non c'èra niente da fare..... si divertiva così farsi guardare e
sentirsi desiderata. Si eccitava a morte nel giocare con un ragazzo mezzo
ebetito, si vantava del suo fascino, si sentiva la regina della spiaggia.
Era
pienamente soddisfatta e questo mi faceva andare in bestia. Quei pochi minuti e
già mi era venuto duro. Avevo fatto la figura del deficiente. Per il resto
della giornata sembrava avesse vinto un olimpiade, era tutta piena di se,
sovreccitata.
I
giorni passarono e io continuai con il gioco di sguardi sempre + penetranti
deciso a non mollare, a bruciarla con i miei occhi e vedere fino a che punto
sarebbe arrivata.
Lei
dal canto suo sempre + divertita mi torturava e ricambiava con piccole torture
psicologiche:
Docciandosi
per allentare i suoi bollenti spiriti e dicendomi:
“caldo
oggi… ehh.. una bella doccia e via…”
sfoggiando
mini-costumi colorati (che corpo sinuoso!), nuotando e uscendo tutta gocciolante
con la pelle accarezzata dall’acqua, facendosi abbracciare dal marito e
lanciandomi risatine compiaciute…. Succhiando gelati per farmi svenire!
Che
troia!
Ma
un bel giorno ecco la mia rivincita: Loredana (Morena)
Una
ragazza 23enne mora, universitaria, slanciata e formosa. Una della mia stessa
“razza” con cui avevo molto in comune, insomma per dirla con Nadia: una
ragazza della mia età.
La
vidi subito come fece il suo ingresso in spiaggia, la segui con lo sguardo, non
era il tipo che passava inosservata.
Scendendo
la passerella si avvicinò a Nadia e chiese:
“scusi
sa dirmi con chi parlare per i corsi da wind-surf!?”
Nadia
la guardò, la squadrò e alla fine vidi che indicava verso di me.
La
ragazza si avvicinò, non l’avevo ancora vista bene, capelli lunghi ricci
portati dal vento su labbra pennellate di un rosa chiaro, lentiggini su di una
carnagione brunita che si
ritagliava il suo spazio dal paesaggio intorno come a dire “ECCOMI”.
Aveva uno sguardo non ben definito a metà tra una intellettuale e una gatta
all’inizio di una notte di sesso. Ti rapiva e ti poteva illudere nello stesso
tempo, ad una sua dichiarazione non avresti mai saputo se diceva una bugia o la
verità.
Indossava
una magliettina che scendeva fino all’ombellico inarcandosi proprio sul seno
mettendo in evidenza la forma dei capezzoli, e una gonna nera che le fasciava
tutto il sedere fino alle ginocchia leggermente corrugate, incredibilmente
sensuali se ci si lasciava rapire dall’immaginazione e si pensava al
resto……
Una
cosa era certa: il mio primo desiderio fu di leccarla tutta, mi sarebbe piaciuto
assaggiare il suo sapore.
Venendomi
incontro e stendendomi la mano:
“Ciao
mi chiamo Loredana, mi hanno detto di chiedere a te per i corsi di wind-surf”
“si…
ciao io mi chiamo Giovanni, vuoi iniziare un corso?”
parlammo e mi raccontò del suo desiderio per quello sport, lei era di Roma e si
trovava come tutti gli anni in vacanza. Ci scambiammo un paio di battute e alla
fine:
”io
pratico. La tavola è mia, però i corsi ci sono tutti i giorni…..potresti
iniziare già da domani. Ne parlo con il responsabile. Lasciami il tuo numero di
telefono, ti chiamo io.”
“Ok,
tieni, ma ci conto fammi sapere al + presto!”
si allontanò e rimasi li ad ammirare il suo passo: sesso!!!
Avevo
il numero di una ragazza bellissima, senza sforzo per puro caso, ma non sapevo
assolutamente che fare! Non si era capito tanto dalla chiacchierata, non sono il
tipo da facili illusioni.
Da
li nacque la nostra amicizia. Tutti i giorni sarebbe stata lì con me, per
imparare e io parlandogli l’avrei dovuta guardare in quegli occhi, che si
perdevano nella mia mente tra le fantasie di sesso e amore, ma che non avrei mai
osato di fissare troppo allungo.
Invece,
come mi accade spesso,
fu lei a dimostrarmi il suo interesse.
Il
vento fu nostro complice. Una sera al tramonto, ritirando l’attrezzatura, si
levò di colpo frizzante, come a primavera e non c’era più il sole a
scaldare. Lei si strinse divertita e forzando un brivido per scaldarsi, io la
cinsi con il telo per coprirla.
Mi
venne naturale stringerla. Eravamo in due, protetti dal telo in intimità.
Gli
eventi corsero davanti i pensieri sospinti dal vento. Non ne potetti fare a
meno, le mia labbra cercarono le sue e non trovarono resistenza.
L’intera
scena vedeva me e lei soli sulla spiaggia, tutti si erano ritirati.
Ero li a contatto con un sogno, era nelle mia braccia e sentivo addosso
tutta la sua femminilità.
Non
ci vidi più dalla foga. Dovevo approfittarne, le mie mani corsero sulla sua
schiena seguendone la curva fino al sedere, passandoci sopra toccai il costume e
scesi fino alle dolci labbra già gonfie.
Era
incredibile la carica erotica che sprigionavamo. Le sue mani non attesero oltre
andarono dritte sul mio costume e liberarono il cazzo dal constringimento della
stoffa, le sue fredde dita sulla sua lunghezza mi fecero vibrare. Simulò un
pompino con le dita chiudendole sulla cappella gonfia e bagnata.
Iniziò
a passarci sopra le sue unghia e in prossimità del glande mi vibrava tutto,
sembrava volesse staccarsi dal corpo. Lei lo strinse forte e nel mentre mi morse
le labbra! Le mie dita erano bagnate dal suo eccitamento e le muovevo sul
costume creando un solco in cui la sua figa risucchiava e bagnava la stoffa.
Mi
guardò fisso si guardò intorno e disse:
“
non c’è nessuno!”
Individuai
una sdraio isolata ben riparata dal grande corpo dell’ombrellone :
“
andiamo su quella sdraio”
Poggiata
lì subito le tirai di lato il triangolino liberando il seno con i capezzoli
inturgiditi più neri rispetto al resto del corpo, la mia lingua si fece spazio
percorrendo l’intera circonferenza, succhiandoli con foga e sentendo lei
ansimare, e intanto le sue mani mi passavo sui fianchi graffiandomi.
L’altra
mano si fece spazio tra le sue gambe, davanti stavolta. Il costume era tutto
lubrificato e il calore forte, il mio uccello si era inumidito e immaginavo la
sua bocca scendere su di lui e bagnarlo con la sua saliva.
In
così poco tempo eravamo al massimo della carica sensuale, io e lei pronti per
farci del male a vicenda, sentivo un richiamo animalesco, lei mi voleva.
La
mia lingua scese lungo il suo collo alternando piccoli morsi a lunghe leccate
come se fossi un leone sulla preda, la sentivo stringere, si mise due dita in
bocca e bagnandole fino a farne scendere saliva scostò il
telo prese la cappella tra indice pollice e medio iniziando a sfregarla.
Sentii l’odore della figa salire dall’incavo del telo, le sua mano lavorava,
mi
salì il sangue agli occhi, feci girare il mio braccio sulla schiena la strinsi
forte e la tirai a me.
La
figa sul mio cazzo e lei che continuava imperterrita sulla cappella ormai
lubrificata mordendosi le labbra
in spasimi di godimento.
Sentivo
il cazzo esplodermi non sapevo che fare, scoparla con un colpo deciso o spingere
la sua dolce bocca sul membro che non aspettava altro. L’idea di un bel
pompino mi eccitava e non calcolavo neanche il rischio di essere visti, il telo
ci avrebbe fatto da scudo e l’imbrunire avrebbe confuso la scena.
Proprio
nel dubbio, una voce:
“Scusatemi!
Disturbo? Devo prendere il giornale che ho lasciato!”
Di
colpo tirammo il telo, con uno scatto Loredana ritrasse la mano e si tirò su il
costume uscendo dalla mia presa, lasciandomi l’asciugamano per coprire la mia
erezione.
Mi
girai: era Nadia. Era tornata indietro appositamente per rompere l’intimità
come mi disse poi. La vergogna mista a paura scomparve subito non appena vidi il
volto che sognavo di imbiancare con il mio sperma.
Non
nascondevo la mia erezione in bella mostra sotto il telo, volevo proprio vedere
che effetto gli avrebbe fatto.
Ero
incazzatissimo ma il mi cazzo gonfio + di prima. La situazione mi aveva
eccitato, ero sorpreso, non capivo come mai, ma era la trentenne a farmi sangue.
Nadia
con il suo sorriso ironico per nulla imbarazzata, ma imbarazzante per noi, si
fece spazio, recuperò la rivista ci guardò e disse:
“In
spiaggia e molto romantico, ma ci sono troppi inconvenienti!!”
Loredana
la bruciò con uno sguardo ma lei era concentrata su di me, mi guardò sorpresa
e diverta come a chiedermi cosa pensassi di fare con quella ragazzina.
Le
bruciava aver perso la leader-ship nei miei sogni erotici o era solo una
grandissima troia egocentrica!?
La
sera stessa avrei avuto la mia risposta.
Intanto
arrivava anche il bagnino ad ammazzare definitivamente tutto.
Loredana
si ricompose:
“Quella
signora, non ha il senso della misura…. È possibile che non si sia resa
conto?”
Io
la guardai stringendole una coscia:
“ke
sfiga, guarda un po’ ke roba. E adesso…?!?” guardai
verso il basso scostando il telo e mostrando il mio uccello gonfio ma di lato
pronto come un atleta sui blocchi di partenza.
Loredana
guardò divertita e disse con espressione languida:
“Che
spreco!! Ma dai adesso è arrivata gente… tanto so come rifarci,
pazienta…..”
Si
sedette vicino, coprendomi il cazzo con il telo mettendoci una mano sopra e
schiacciandolo con il peso del corpo proteso verso di me in modo aggressivo, mi
fissò negli occhi:
“stasera
c’è la festa qui allo stabilimento, la notte è lunga e la spiaggia è
deserta….”
Arricciò
le labbra si chinò e mi diede un bacio simbolico proprio li. Tornò in
posizione eretta.
Ero
impazzito, la strinsi, l’abbracciai portandola con me verso l’alto mentre mi
alzavo. Attaccata al mio corpo le feci sentire il mio eccitamento mettendolo a
contatto con la sua pancia, volevo penetrarla da tutte le parti, sentivo il
calore della sua passera sul mio basso ventre.
Era
tardi, lei doveva scappare. Ridendo risalimmo dalla spiaggia e ci lasciammo con
un appuntamento per la sera. Ma io non ero in condizioni, i miei ormoni erano a
briglie sciolte, entrai nel casotto degli attrezzi e feci partire la mia mano
con l’odore di Loredana ancora sulla mia pelle, immaginando cosa avrei potuto
fargli, ma stranamente a darmi il massimo eccitamento fu il pensiero d’avere
Nadia lì dietro, mentre vedeva come mi davo da fare con una ragazza. Avrei
voluto ci fosse lei al posto di Loredana: rimaneva nei miei sogni e proprio su
di lei, venni in un lago!
Come
ogni estate che si rispetti le feste erano affollate musica ad alto volume, e in
sintonia con la moda dominante di quel periodo, molto glaumor.
Le
persone facevano sfoggia dei lori fisici preparati per le esibizioni estive,
dopo un inverno passato a modellarlo in palestre più o meno di grido od ore, in
orizzontale, sotto il sole in spiaggia sperando di catturare il + possibile i
suoi caldi raggi tanto agognati. Seni prorompenti sotto magliettine bianche con
capezzoli in tiro, gambe oliate e scure abbarbicate su tacchi variopinti, cosce
tornite coperte da gonne, attillate o larghe, ma sempre molto eccitanti.
Bicipiti
stretti in maniche corte, petti muscolosi e abbronzati che si facevano largo tra
la stoffa delle camice male allacciate. Tutto si muoveva a ritmo di musica sotto
le luci colorate e la temperatura saliva ad ogni brano.
Un
bello spettacolo per entrambi i sessi.
Tutti
in passerella perché è di notte che si mettono in atto i piani per la
seduzione reciproca! Si è pervasi da un’euforia contagiosa e se ci si sente
“fuori” basta qualche bicchiere per “entrare”. Questa è l’estate da
noi, e i miei ormoni ne sanno qualcosa!!
Mi
feci largo tra la folla per arrivare al banco, mi ritagliai il mio spazio e
ordinai un gimlet. Volevo perdere un
po’ dei miei freni inibitori, aspettavo la mia bella e desideravo essere il più
sciolto possibile. Mentre ero al mio terzo cocktail una mano mi cinse la spalla,
vibrai, l’avventura pomeridiana aveva lasciato i suoi segni e volevo dissetare
il mio eccitamento troppo a lungo in attesa di esplodere. Mi voltai certo di
vedere la chioma nera, ma nel mentre un forte odore di cocco mi arrivò al naso
e in men che non si dica fece il suo effetto nei miei pantaloni.
Era
Nadia:
“Ciao!
Che bevi di bello!?” mi
prese la mano che teneva il bicchiere, la portò alla sua bocca e in un attimo
ne bevve un lungo
sorso. Una goccia cadde sul dorso della mia mano e lei la leccò
d’istinto.
“Mmmm…
Buono!” si
passò la lingua sulle labbra guardandomi fisso e mi strizzandomi l’occhio.
Fece qualche passo di danza, voltò su se stessa e tornò fronte a me
fissandomi.
La
osservai per un attimo: indossava una piccola maglia bianca fasciante che le
lasciava scoperta una sola spalla, i suoi seni liberi da supporti erano
perfettamente delineati, all’insù come nei sogni + reconditi. Non c’èra
spazio per l’immaginazione, si capiva tutto, ma l’oscurità rendeva la cosa
intrigante.
Ombelico
scoperto e una gonna leggermente larga a frange nera. Le sue gambe ambra oliate,
venivano slanciate dagli immancabili tacchi da signora.
L’alcol
doveva aver svolto il suo compito, mi passarono in testa tutte le situazioni
provate in spiaggia, tutto il mio desiderio si trasferì nella la mia mano che
andò dritta verso le sue gambe.
Le
percorsi tutte fissandola negli occhi per carpire qualche sua espressione. Di
colpo salii verso la sua figa e con due dita le accarezzai gli slip di raso. Fu
un’azione veloce, istintiva, come uno schiaffo o un bacio.
Cosi
stretti in mezzo alla folla e in penombra nessuno poteva notare il mio gesto.
Era un segnale solo per lei!
Quel
gioco le piaceva, era rimasta sorpresa dalla mia audacia e non era riuscita a
dire niente.
La
situazione doveva eccitarla a morte, si avvicinò ancora di più e rise, prese
ancora la mia mano, bevve e passò la sua lingua sulle mie dita.
La mia mano non si fece scrupoli, andò sulla sua figa sempre + gonfia.
“ti
sei divertito oggi in spiaggia?” chiese
fissandomi.
“ke
strano pensavo ke eri tu quella ke si era divertita! Io sono rimasto…. come
dire… un po’ teso!!” Presi
la sua mano e la forzai sul mio cazzo già in tiro, che pulsava nei pantaloni.
In un primo momento rimase stupita, i suoi occhi si strinsero a fessura e cercò
di capire le mie intenzioni. Io non mi fermai, rincarai la dose e mi feci +
vicino, la sua mano prese vita e con il palmo mi percorse il cazzo per tutta la
sua lunghezza:
“oohh
ohho!! Fai sul serio!” Disse
con aria di sfida.
“Mi
piace divertirmi…. Non perdo un’occasione d’oro!” La
mia mano passo sul suo sedere. La pizzicai…
“Che
cosa pensi di fare!? E’
pieno di gente qui!! ”
“Dimmi
tu quali sono i tuoi desideri…. Io una mezza idea l’avrei… niente di
strano voglio solo farti divertire!!! Diciamo che mi metterei nelle tue mani!!
Cmq, se ti và,
scendiamo
in spiaggia e ti faccio vedere io!!”
Non
curante di chi c’era intorno a noi mi chinai sulla sua spalla scoperta e la
leccai mordendola. Non si ritrasse e non si oppose, anzi chinò indietro la
testa e di colpo si girò. Il suo sedere a contatto con il mio basso bacino, il
mio petto con la sua schiena. Seguimmo per un po’ la musica ballando
avvinghiati. Il suo odore mi entrava dentro, il cuore mi pulsava… avevo una
voglia irrefrenabile di scatenare la mia lingua su tutto il suo corpo. La
toccavo e le mie mani non trovavano posa, ormai avevo due dita fisse tra il suo
culo e la sua figa bagnata.
La
situazione di perfetta in sospettabilità la eccitava a morte, emetteva
gridolini divertiti e io le ansimavo in un orecchio. Sapeva che la desideravo a
morte e ogni tanto mi stuzzicava strisciando il suo sedere sui miei pantaloni.
Mi guardava sorridendo per vedere l’effetto che mi faceva! Ero al culmine, ma
una cosa mi fece riflettere: lei non sembrava volesse muoversi di li.
Forse
stava vagliando la mia offerta, non capivo, quando di colpo disse:
“Vado
in bagno…… ”
lo fece con fare complice.
Non
me lo feci ripetere due volte. La spinsi e le dissi:
“Vai!!”
La
seguì con lo sguardo e poi mi diedi un’occhiata intorno, c’erano altre
coppie che avevano pressappoco lo stesso menagè, tutti pensavano a divertirsi.
Nella confusione pochi ci avevano notato anche se non avevano capito bene cosa
stessimo facendo. La folla copriva i nostri ardori, la cosa era estremamente
rassicurante ed eccitante!
Cercai
di calmarmi, feci mente locale. Ordinai due tequile, una la bevvi d’un sorso,
l’altra la portai con me. Dopo l’ultimo controllo partii facendomi largo a
stento tra la moltitudine di corpi, avevo una strana sensazione d’ansia, mi
sentivo invisibile, inosservato in mezzo a tanta gente.
Arrivato
in prossimità dei bagni la vidi di lato, agganciai il suo sguardo e le indicai
la strada che avrei percorso con la testa.
Si
lasciava guidare, non aveva timore era sfrontata e questo mi piaceva.
Tirai
dritto, ero diretto alla spiaggia perfettamente buia. Non eravamo soli, facile
da immaginare, altri hanno sempre la stessa idea, nelle notti d’estate le
spiagge si trasformano in piccoli privè di trasgressione!
Mi
voltai per vedere se mi seguiva, la sua maglia bianca spiccava, ma dietro di lei
un po’ più lontano notai un’altra sagoma, avrei dovuto pensarci, ma era
tale l’eccitazione mista ad alcol che passò inosservata.
Arrivai
sotto una palma, e mi sedetti su un lettino. La musica arrivava di rimbalzo e si
mescolava allo sciabordare delle onde, la salsedine saliva lentamente alle
narici. Di colpo si mescolò all’odore di cocco, mi voltai e senza guardare mi
alzai di scatto e cinsi un corpo da favola!
La
strinsi e baciai le sue labbra di colpo. Si lasciò andare tra le mie braccia,
poi mi morse, la sua lingua iniziò una lotta con la mia. Le mie mani andarono
sui suoi seni: perfetti sodi come li immaginavo, a stento entravano nei miei
palmi. Le strinsi forte i capezzoli. Emise un gridolino, mi passò una mano
dietro la nuca e mi tirò i capelli.
Fu
una colpo per il mio uccello che sussultò e uscì verso l’alto dai pantaloni,
la sua mano scese a cercarlo, lo prese in mano. Lo strinse forte, lo guardò per
un po’ e compiaciuta contrasse il viso. Sembrava avesse trovato un giocattolo.
Non riusciva a togliersi quel sorrisetto di soddisfazione che la rendeva ai miei
occhi una troia.
Doveva
piacerle il mio affare e il fatto che facesse una stima mi eccitava. Mentre mi
baciava lo accarezzava tutto e lo strinse a modo di manopola:
“Sei
messo bene!! Hai un bel cazzo…”
Il
complimento mi fece un effetto euforico ero lusingato, ancora + forte scesi
lungo il suo corpo e le strinsi il sedere alzandola da terra. Le mie mani da
dietro scostarono il perizoma di raso e affondarono nella figa. Bagnatissima!!!!
Ho
voglia di leccarla tutta. Dalle sue labbra passo al collo, la mordo, la succhio,
la lecco. La mia lingua segue la sua pelle, passo sulla maglia che vela i seni e
arrivo al ventre. Mi soffermo, pianto le ginocchia sul morbido terreno e con la
lingua
inumidisco tutta la sua pancia. Il suo intimo di raso nero sembra uscito
dalla mia fantasia, con i denti glielo afferro. E’ tutto umido, e lo tiro
verso l’alto. Si infila tra le sue labbra gonfie lasciandogliele fuori. Inizio
a leccarle con la punta della lingua, sono enormi, con delicatezza le mordo
entrambe, le succhio. Ho voglia di sentirla urlare!
“Siiii….
Ahhh” inizia
a mugolare! Incredibile!
Forte
mi arrivano odore e calore, prendo il bicchierino di tequila che mi ha
accompagnato nel mio viaggio e lo verso tutto all’altezza dell’ombelico di
Nadia.
“Ahhh…
siiii” grida
stupita e divertita.
L’alcol
scende lungo le sue carni. Mi spinge la testa verso il suo clitoride inarcandosi
per facilitarmi il compito. Le sfilo gli slip. Deve bruciarle un po’. Si agita
forte e con la mano mi affonda la testa. La mia lingua non trova sosta, le
scandaglio tutte le pieghe e mi soffermo sull’inguine. La sua figa è
inteminabile, morbida e spugnosa. Posso sentirne la conformazione con la lingua
e affondo il mio naso tutto dentro, le labbra sono diventate enormi!!
Gli
odori si mescolano su di lei in un mix incontenibile, la sua pelle, il profumo
di cocco, la sabbia, i miei e i suoi umori, la salsedine, il ginepro della
tequila. Mi tiro su, le offro il rimanente del distillato, e cerco le sue
labbra. Una lotta + che un bacio, sono intenzionato a trasmettergli la mia foga.
Ero come uno squalo che aveva appena dato il primo morso alla sua preda.
Avevo
perso qualsiasi freno inibitore, ogni mia paura era passata. Divenni sfacciato:
“
Sei una topa incredibile. Sei il mio sogno, voglio sfondarti tutta! Il tuo odore
mi eccita a morte! Lo vuoi!??”
stringendolo lo indirizzo verso di lei. Nadia guardandomi fisso e contraendo le
labbra:
“Lo
decido io quando….. pazienta!! Hai detto che ti mettevi nelle mie mani, oh
no…!!! “ si
tirò indietro i capelli e si inumidì le labbra.
Di
colpo senza + perdere tempo si mise in ginocchio, slacciammo insieme i pantaloni
e lei si divertì a scendere i miei slip con calma e sensualità degna della
migliori spogliarelliste.
Ero
in piedi, i pantaloni e gli slip scesi con l’arnese al vento che puntava sul
suo viso. Lei rimane un attimo a contemplarlo quasi come ipnotizzata.
”Mamma
mia è tutto pieno di vene!! Dritto e duro proprio come lo voglio io!!”
Non avevo mai sentito una donna dire quelle cose!!
Metto
le mie mani sulla sua testa per dettare dall’alto il ritmo, ma lei subito me
le scosta e me le costringe sui fianchi, non voleva essere guidata, era lei la
padrona. Ora quello era il suo personale divertimento e io non avevo voci in
capitolo. La cosa non mi andava, guidarla significava averla in mio potere, lei
invece non era tipo da sottomissione sceglieva lei come e quando divertirsi. Non
smentiva il suo carattere da primadonna.
“
Sto impazzendo, sono al culmine! Voglio le tue labbra!! Bacialo! ”
“Zitto!!
Non preoccuparti… stai calmo, ora ci penso io…. Tu goditi il
privilegio… sei molto fortunato sai…??!”
“Lo
so!!” annuisco
con la testa.
Contrae
il viso di piacere e inizia a graffiarmi le gambe nude, mi morde gli addominali
e mi affonda le unghia nelle natiche. Si struscia come una gatta in calore. La
sua lingua passa dal pube all’attaccatura del membro. Mi inarco cerco di poter
vedere quello che mi farà, è una cosa fondamentale per me.
"Voglio
vederti in faccia mentre mi spompini!!"
"Come
vuoi tu!! Certo che hai proprio dei bei muscoli… sei duro!!"
“
Non c’è la faccio +!!!!”
Alzo le mani per prenderle la testa
“Ah
aah, fermo con le mani…. ”
lo dice guardandomi e stringendolo con foga come per richiamare un cavallo
disobbediente
con gli speroni. Si divertiva da matti…. Le piaceva essere la padrona!
Ero
frastornato e di colpo in men che si dica lo mette tutto in gola. Appena iniziò
mi resi conto che sarebbe stato superfluo qualsiasi mio intervento, non avevo
mai provato sensazioni così intense!
Lo
spinge fino in fondo all’ultimo cm in maniera inverosimile, le riempie tutta
la bocca, era una contorsionista del cavo orale. Arrivata fino in fondo lecca le
mie palle. Non avevo mai visto nulla di simile, guardavo e stentavo a crederci!
E’ l’inizio di un pompino da favola!
”Come
pulsa….mmmhhh!! Godi!!!?”
"Da
morire!! sei incredibile!!"
La
sua lingua inizia a percorrere tutta la lunghezza del cazzo, la passa alla base
della cappella, proprio nell’interstizio, e di nuovo su dal frenulo fino alla
punta. Arrivata in cima emette una grossa quantità di saliva che ricopre
l’intera cappella. Una dolce sensazione di calore mi scivola lungo l’asta
fino alle palle e lei prontamente si diverte a succhiarmele senza far cadere
neanche un goccio del suo sputo.
I
suoi mugugni fanno da contro canto ai miei sospiri e al mio ansimare, il mio
arrapamento sale alle stelle, il mio uccello sembra voglia prendere il volo,
staccarsi dal mio corpo ed entrarle dentro.
Sto per venire, devo guardare il cielo per non farlo subito, sarebbe
troppo presto! Nadia si accorge della situazione e rallenta.
Cerco
il sostegno dell’ombrellone, tutto il mio essere è nelle sue mani, piego le
gambe. Lei inizia a mordermi la coscia massaggiandomi il membro. Avvinghiata si
strofina su di me con un movimento armonico, tutto il suo corpo si muove in
maniera sinuosa, strusciandosi mi trasmette tutto il suo calore. Sento il suo
caldo ansimare, da predatore sono diventato preda, sento prendermi tutto, mi
vuole, mi desidera fino al culmine, con una mano si fa un ditalino, pare in
trans. E’ affamata!!
Le nostre carni si fondono, il suo odore mi rimane sulla pelle.
Mi
trasmette quell’incredibile carica erotica. Con una mano impugna l’asta alla
base e la fa sbattere sulle sue labbra, le apre per bene e lo ingoia lentamente
per intero. Nello scendere mi fa sentire i suoi denti che passano sulla mia
grossa vena! Inizia un su e giù ritmico accompagnato dai mugugni di piacere, la
visione della sua testa mi ipnotizza, i suoi capelli si muovo insieme a ritmo e
mi sbattono sulle gambe.
Lo
tira fuori ci sputa sopra e ingoia nuovamente. Poi si ferma, lo tiene in bocca e
inizia a succhiarmelo per bene. Io scosto il bacino, voglio che mi succhi la
cappella proprio in punta, è li che noi godiamo di +. Nadia lo sa bene e
raccoglie la sfida, conclude ogni profondo risucchio con un sonoro bacio che mi
eccita a morte:
"
Smack!!! mmm..."
Mi
sta facendo sentire il calore vellutato delle sue dolci labbra. E' talmente
abile che mi sento risucchiare, inizio quasi a non sostenere più la sua foga!!
La
mia mano pizzica un suo capezzolo ,turgido e grosso come una ciliegia, per
richiamare la sua attenzione:
”Piano!!
Continua così, ma fai piano! Sennò vengo subito!!”
Alza
la testa, è tutta rossa in volto sento il suo calore sulla mia cappella:
“Cos’è
non tieni il ritmo!?? Non credevo ti arrendessi… ora sei mio e faccio ciò che
voglio!! Ti faccio venire per bene, fino all'ultima goccia!”
Anche
lei è eccitata al culmine, e mi guarda per vedere il ivello del mio godimento.
La mia mano continua a toccare i suoi capezzoli e lei non dice niente. Abbassa
la sua testa e si fionda sulle palle, le umidisce bene e poi inizia a leccarle
per bene con tutta la lingua. Sento che gli passano sul naso e poi le succhia
con avidità, me le sta staccando!!
E'
intenzionata ad arrivare fino in fondo: risale l'intera lunghezza del cazzo con
la lingua. La guardo incredulo, non si ferma un attimo.
Piccoli
brividi mi percorrono la schiena, stringo forte i seni e iniziò a incitarla:
"Sei
bravissima!!!! Dai così, leccalo per bene, passa la lingua.... si daii... sei
una gran troia, non ho mai goduto così tanto!"
Sono
sincero, in altre situazioni non avevo mai detto simili cose,
è riuscita a farmi scoprire un lato di me che non sò di avere. I
complimenti le fanno l'effetto di un eccitante. Aumenta il ritmo con la mano, lo
scappella con violenza, di nuovo la sua saliva lubrifica l'asta, e lo succhia
con passione. Si sta muovendo tutta a ritmo, il seno, la testa, i capelli. Il
suo ansimare lo sento sul cazzo, ancora più veloce affonda colpetti con la
lingua mentre va su e giù con la testa, sono vicinissimo all'orgasmo la mia
mano stringe forte il seno.
L'altra
si sovrapponne alla sua e troviamo insieme il giusto ritmo.
Di
colpo un caldo fiotto di sperma esce dalla mia cappella, Nadia di colpo si
sposta, solo un pò le finisce in bocca, per il resto indirizza il membro
lontano dal suo viso, ma tiene gli occhi fissi,
guarda con vidità il fuoriuscire del mio seme soddisfatta grida:
"Vieni
vieni cosi! Dai bel cazzone.... Sborra!! Ti piace?! Dai...."
Non
finisco +, appena credo di essere vuoto un'altra copiosa uscita atterra sulla
sabbia. E' lei che detta il ritmo e spreme il mio cazzo fino all'ultima goccia!
La sua faccia è il massimo della troiaggine, non si ferma con la mano vuole
strizzarlo per bene!!
Di
colpo, come al suo solito si alza e inizia a ricomporsi. Lo lascia, ancora
dritto in attesa di essere accudito, sono ansioso. Voglio sentire le sue dolci
labbra:
"Leccamelo
tutto!! Dai approfitta della sborra calda!!"
"Ehh…
Ora basta, è tardi…. ti sei divertito no..!?? E cmq non sono una troietta di
20anni, se vuoi chiama la tua amichetta surfista!"
Con
la testa indica dietro di me. Il sangue mi si gela, la gola mi si secca. Di
colpo mi irrigidisco e la mia mente lancia un grido di disperazione. Di colpo
tutto mi diventa chiaro.
Avrei
dovuto pensarci, fare mente locale. Quella sera avevo un appuntamento, ero lì
per quello. La figura che era apparsa scendendo in spiaggia avrebbe dovuto farmi
svegliare dall’incanto, indurmi alla ragione. Niente di tutto ciò era
accaduto. Ero completamente rapito da Nadia, stregato, o meglio arrapato a
morte!!
Mi
volto piano, piano
e scopro la conferma alla mia idea:
a
pochi metri
vedo Loredana che aveva assistito a tutta la scena. Mi trovo in una
situazione inverosimile, Nadia si alza, si riveste guardandomi per vedere la mia
reazione, con il suo sorrisetto ironico del cavolo pieno di soddisfazione in
volto. Non sò che fare, sono ancora frastornato dall'esperienza. In men che non
si dica la mia meretrice è
pronta per andare via.
Mi
guardò in volto:
"Ciao
bel cazzone!! E' stato un vero piacere!!"
Lo
disse con voce sostenuta per farsi sentire, diede un'ultima occhiata all'uccello
ancora duro, e come se le pesasse lasciarlo solo, mi accarezzò lungo l’asta e
andò via sorridendo.
Ancora
nudo con il mio piacere tra le mani incrociai lo sguardo di Loredana: infuocato.
Si
avvicinò e con disprezzo:
"STRONZOOO!!"
Mi
diede una sberla a mano aperta e andò via! Mi bruciò + delle labbra di Nadia,
+ del fatto che non si era fatta venire in gola, di + di non averla potuta
scopare per bene….
Rimango
imbambolato, non riesco ad articolare pensieri e parole, mille sensazioni si
accavallano. I miei due sogni erotici si allontanano, vengono assorbiti dalla
sensuale oscurità della notte che si estende fino alla mia mente.
Devo
ragionare, trovare una luce, capire. Di colpo un disegno prende vita davanti ai
miei occhi:
In
pratica la cara trentenne non accettava che una ventenne le potesse rubarle la
scena, io ero capitato li per caso.
Ero
il mezzo per l’affermazione del suo protagonismo.
Tutto
era stato fatto perché lei sapeva che Loredana ci spiava.... mi aveva dato una
lezione! Mi sentii una vero bastardo e un ingenuo!!
Nadia
si era divertita! Loredana era stata “battuta”. Io usato.
Il
resto dell'estate scorse pieno di rimorsi, ripensavo sempre a quella sera.
Persi
irrimediabilmente Loredana che per ripicca iniziò a farsela con il bagnino
davanti ai miei occhi. Nadia ogni tanto mi lanciava occhiate per poi ridere tra
se, in un gioco a due, me e lei.
Ero
rimasto come uno scemo, In poche ore avevo perso tutto!!
il
pompino rimane la + bella esperienza della mia vita di sesso orale, ma aver
perso una bellezza come Loredana fa male.
Ad ogni modo di ogni esperienza si fà virtù, e per dirla con Oscar Wilde:
“il
pompino è il tipo di piacere perfetto. E’ squisito e lascia insoddisfatti.
Che cosa si può volere di +!??”