
Vacanze in Croazia
Quest' anno io e Mario, mio marito, abbiamo deciso di tornare in ferie in Croazia ma rimanendo però verso il nord e non dalle parti dell' isoletta che tante soddisfazioni mi aveva regalato.
Un mondo tutto nuovo e sempre uguale al medesimo tempo, alloggio più che decente, alimentazione ottima e abbordabile, baie e baiette a non finire.
Dopo averne esplorate un certo numero una in particolare ci piaceva, acqua bella e non troppo profonda, scogli quasi terrazzati per potersi sdraiare a prendere il sole e un piccolo moletto da cui potersi tuffare senza bisogno di entrare in acqua da riva.
Lo abbiamo cominciato a frequentare con molta assiduità e con la medesima assiduità arrivava ogni giorno una bella barca con bandiera italiana abbastanza grande, non me ne intendo, ma di quelle che si guidano da sopra.
A bordo due persone, un signore anziano con una folta barba bianca da lupo di mare ed un ragazzino sui 16 / 17 anni, giuro che il primo pensiero che ho fatto è stato quello di un vecchio gay con la grana e l' amante giovane anche perchè a bordo donne non se ne sono mai viste, poi osservando meglio ho capito che il ragazzo altro non era che l' aiuto di bordo, pranzavano a dire il vero assieme ma preparava tutto il marinaio e il "boss" si godeva il paesaggio, faceva i suoi bagni ed in pratica guidava solo la barca.
Non era gay l'uomo, più di una volta l' ho visto col binocolo in mano esplorare con attenzione la fauna femminile seminuda che si trovava sulle rocce, me compresa. Quando mi accorgevo di essere guardata cominciai a rispondere con un sorriso, Mario se ne è accorto quasi subito e mi ha detto - Scommetto che ti piacerebbe visitare quella barca vero?- - Beh sì, non ne ho mai vista una dentro non sarebbe una brutta esperienza - Mentivo e lui lo sapeva.
Sorrise e ancora una volta capii che avevo il semaforo verde, nel fare i miei bagni tendevo ad avvicinarmi sempre di più a quella barca, e quando reputavo di essere alla giusta distanza mi mettevo a nuotare a dorso, a buon intenditore ........., il primo giorno ci fu solo un intenso scambio di sorrisi e occhiate più o meno furtive ma partendo dalla baia il signore con la barba mi fece un saluto con la mano e ruotò più volte l' indice come per darmi un appuntamento per il giorno appresso.
- Domani giornata piena e promettente - Fu il sarcastico commento di Mario, - Ma se il primo a goderne sei proprio tu - fu la mia quasi scocciata risposta, ancora una volta mentivo, la prima a goderne ero sempre stata io e se l' indomani fosse accaduto qualcosa ne avrei ancora goduto io per prima.
Quando arrivammo il giorno appresso verso mezzogiorno la barca era già in posizione, non voleva perder tempo l' uomo. Mario fu uno splendore, dopo poco mi disse - Intanto che tu resti qui faccio un salto in paese a fare un pò di spesa, stasera ceniamo in camera - Era come avermi portato a bordo. Giuseppe, questo il nome del proprietario della barca, non aveva perso una delle nostre mosse infatti quando mi immersi e mi diressi verso la barca si alzò dalla sua poltroncina e dal bordo quando fui a portata di voce mi chiese di salire a bordo per bere qualcosa assieme, fece abbassare la scaletta da bagno al marinaio ed io con le mie belle poppe al vento sono salita a bordo, mi fece portare subito un bel telo da bagno di spugna fresco di bucato e mi chiese se volessi fare una doccia calda per togliermi l' acqua salata di dosso, accettai con molto piacere anche perchè la doccina era lì a due passi a portata di mano, ci sedemmo ed io usai il telo per ricoprire le mie nudità, ci presentammo e mi presentò anche il ragazzino, Gianni, davvero molto giovane, parlammo a lungo davanti a due calici di champagne poi all' improvviso disse - Gianni prendi il gommone e fai un salto in paese a comprare del gelato - Bravo, mica lo stavo capendo io che era tutta una scusa per restare solo con me. Gianni ubbidì. Come il gommone si allontanò dalla barca mi chiese se avessi piacere di visitare gli interni, lo guardai dritto negli occhi e gli dissi - Posso fidarmi?- Sorridemmo entrambi sapevamo benissimo che la risposta era .... NO! Entrai e mi ritrovai in un bel saloncino con sedie un tavolo ed un divano che a me parve enorme, dal saloncino partivano due corridoi, Giuseppe mi spiegò che quello di sinistra portava alla cucina, al suo bagno e alla sua camera da letto, quello di destra alla camera e al bagno di eventuali ospiti, mi fece scendere i gradini di sinistra e come fummo con i piedi sul pavimento di cucina mi fermò, mi appoggiò ad una parete di legno e tenendomi le braccia tese verso l' alto mi baciò in bocca con una furia che mai prima avevo provato, intanto la sua gamba si era insinuata tra le mie ed il suo ginocchio di fatto mi stava masturbando la figa. Il mio telo di spugna si era di fatto volatilizzato ed io avevo le mie tette che premevano contro il suo petto villoso, gli piaceva molto baciare in bocca e lo sapeva fare anche molto bene, quando dai miei sospiri capì che stavo "partendo" smise di giocare col ginocchio mi prese per le natiche e mi schiacciò contro il suo enorme cazzo, era davvero enorme, con Sergio avevo pensato di essere arrivata ai massimi, mi ero sbagliata. Mi sollevò letteralmente e sempre baciandomi mi portò nella sua camera da letto. Senza farmi toccare terra mi tolse il perizoma e mi adagiò con la schiena sul letto mentre le mie gambe erano a penzoloni e a fatica toccavo il pavimento, non mi sono accorta quando si è tolto i pantaloncini mi sono solo accorta di avere davanti alla mia figa una cappella enorme che mi ha subito impuntato e mi ha lentamente infilato per non farmi male ma era un rischio inesistente ero fradicia che gocciolavo, mi sono resa conto in fretta che l' uomo oltre ad essere superdotato era anche molto pratico di come usare la sua "arma", era in piedi davanti a me e mi penetrava con la sola cappella che faceva roteare al mio interno tenendosi l' asta con una mano ed era un continuo uscire e rientrare, mi faceva impazzire, aspettavo con ansia la penetrazione totale ma si faceva attendere al di là dei miei desideri, intanto però venivo in continuazione, ad un certo punto non ne potevo proprio più, - Ti prego dammelo tutto, sfondami - Si è sdraiato su di me e con un colpo secco mi ha accontentata, mi è mancato il respiro per qualche attimo, non so quante volte sia venuta era un continuo, quando ha capito di avermi stroncata mi ha tirata tutta sul letto e si è sdraiato al mio fianco, - Soddisfatta? - - Sì molto ma tu.....? - - Tranquilla verrà anche il mio turno, vuoi farti una doccia? - Ne sentivo il bisogno e ho usato quella sua personale, poi sono tornata in camera dove Giuseppe mi aspettava ancora col cazzo in tiro, mi sono avvicinata e mi sono chinata per prenderglielo in bocca, - No, aspetta, non hai sentito che è tornato Gianni?- ed io ingenua - Gelato?- - Veramente non pensavo al gelato, mi ha risposto, ma a Gianni - -Coosa? A Gianni? Non vorrai mica che mi faccia sbattere anche da un bambino?- -Ha 16 anni, non è più un bambino e chissà quante volte si è sognato di avere una figa come te tra le mani -
- Tu sei matto - gli ho risposto, e di rimando mi ha detto - Forse, ma a te piace molto fare la troia e al tuo compagno piace che tu lo faccia, un cazzo è un cazzo non è questione di età, ritengo tu saresti la prima donna della sua vita - Questa ultima frase mi ha arrapata e mi ha convinta, - Dai, vai ma ricorda che non hai finito con me - Sono andata e quando ho aperto la porta della cameretta del "bambino" l' ho trovato intento a farsi una sega, - Ci penso io Gianni, cosa vuoi fare con me? Continuo quello che facevi tu, vuoi che te lo prenda in bocca o vuoi scoparmi?- Con un italiano un pò stentato, è croato lui, mi ha risposto - Voglio scopare, mai fatto fino ad ora - L' ho accontentato, mi sono sdraiata nella cuccetta al suo fianco e me lo sono fatta venire sopra, era talmente inesperto che ho dovuto impuntarmi il cazzo da sola, le sue mani mi tormentavano tutto il corpo ma la cosa, lo immaginavo, è stata di una brevità impressionante, non più di una decina di colpi e mi ha sborrato nella figa -Scusa mia velocità ma voglia era tanta, grazie- - Non preoccuparti Gianni crescendo farai sempre meglio - Tre gradini su e tre gradini giù ed ero nuovamente nella camera di Giuseppe. Mi ha accolta con un sorriso e mi ha detto - Con i ragazzi si fa presto vero, è più dura con noi anzianotti eh? - -Ora è il mio turno, me lo prendi in bocca e lo bagni bene bene - Avevo capito e un piccolo brivido di paura mi percorse la schiena, - Non vorrai mica mettermi quel palo della luce nel culo spero? - - Stai serena Luisa, questo palo come lo definisci tu di culi ne ha sfondati parecchi e nessuna è mai finita in ospedale poi sono certo che tu non sia nemmeno più vergine nel culo vero?- Non mi restava che assecondarlo, è stato davvero molto bravo ed escluso un piccolo attimo dolore non ne ho provato ma il porco mentre nella figa me lo dava a rate nel culo me lo ha sbattuto dentro tutto e subito, la dolcezza che aveva usato davanti era sparita, mi inculava come un forsennato mentre mi mungeva le tette e nel momento in cui mi ha detto - Sei una splendida lurida vacca - ho sentito il suo sperma scoppiarmi nelle viscere e inondarmi tutta, quando mi ha tolto il cazzo dal culo le mie cosce ne erano piene.
Si è offerto di farmi accompagnare a terra da Gianni col gommone ma ho preferito una sana ristoratrice nuotata, quando mi sono tuffata ho sentito gli sguardi di tutti coloro che erano sulle rocce puntati su di me era evidente che tutti avessero immaginato cosa era successo ma non me ne fregava proprio niente il mio unico problema sarebbe stato ancora una volta raccontare a Mario la sera tutti i dettagli di un meraviglioso pomeriggio.
Luisa