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A cena dopo il corso

Tutto cominciò una sera a cena assieme… Eravamo io, la mia moglie ed i suoi “alunni”; sì, proprio così, infatti ero stato invitato alla cena della fine del corso che mia moglie aveva tenuto per quanto riguarda l’ “Economia europea nell’inizio del nuovo millennio”.

Erano ormai le 23 passate e, poco a poco, i corsisti cominciavano ad andarsene a piccoli gruppetti, chi più e chi meno “allegro” (il vino servito era infatti ottimo)… Per ultimi, rimanemmo io e mia moglie, ed altri cinque ragazzi (tre ragazzi e due ragazze); ad un certo punto, uno di loro si alzò e propose: “Beh… ragazzi, il corso è finito, tutto è andato bene, ma io non ce la faccio più: ho voglia di tornarmene a casa e di dormire fino a domani sera; chi mi ama mi segua!”.

Una ragazza ed un altro ragazzo, si alzarono subito e fecero per seguirlo: gli altri due (un ragazzo biondino e non particolarmente alto, ed una ragazza morettina, capello corto ed abbastanza “in carne”, che nel frattempo si erano accomodati vicini a noi due, non colsero il movimento e rimasero seduti. Naturalmente, per cortesia, chiesi: “Se non abitate molto distante, vi possiamo accompagnare noi…”

“Va bene, grazie…” rispose la ragazza prontamente “tu forse non lo sai, ma questo (verso il biondino seduto) è il mio ragazzo, e questa sera dormiamo a casa sua; sai, i suoi genitori sono in vacanza ed io abito ad un’ora da qui…”

Mia moglie nel frattempo era andata a pagare, e quando tornò le spiegai quanto appena deciso.

Il biondino, tranquillamente, disse: “Se siete d’accordo, possiamo fermarci un po’ a casa mia: facciamo un tuffo in piscina e finiamo tranquillamente il corso; è d’accordo anche lei, nostra bellissima insegnante?”

Mia moglie, prontamente, rispose: “Io non ho problemi, e tu?” nei miei confronti…

Salimmo in auto ed in dieci minuti eravamo già nel parcheggio della villetta di Luca; però!... mica male il posticino… in mezzo al verde, piscina illuminata, aria frizzante estiva, insomma, eravamo tutti impazienti di farci un tuffo ristoratore…

Mentre le due ragazze stavano cambiandosi nello spogliatoio, Luca mi chiese: “Senti, Alberto, non te la sei presa prima quando ho apprezzato Cristina, vero?”.

“Assolutamente no”, dissi; “anzi, Cristina ha piacere quando qualcuno la apprezza!”.

In effetti, in tutta sincerità, Cristina era una donna squisita ma, secondo me, assolutamente nella normalità: castano chiaro, occhi scuri, fisico non particolarmente curato (qualche segno di cellulite di troppo sulle cosce), seno ancora sostenuto…

“Sai…”, disse Luca, “non offenderti, sarà perché troppo vino scioglie la lingua, ma cosa ne pensi tu di Mara (la sua ragazza)?”

“Beh… è una ragazza molto carina, ma non mettermi in imbarazzo, sai… è troppo giovane per me!”

“Sai”, aggiunse, “quando è su di giri, anche se non è ancora del tutto sciolta in certe pratiche, non ha proprio nessun freno… ti piacerebbe provarla? Ma rispondimi sinceramente, perché prima al ristorante ho visto come le guardavi le tette, eh?”

“Non ti nego che questa notte, anch’io un po’ alticcio, mi lascerei andare ai desideri… ma non penso che Cristina approvi; e poi, anche Mara potrebbe non gradire un vecchietto come me…”

“Non preoccuparti, se sei d’accordo ho un’idea che…”

“Allora, cosa fate ancora seduti? Prima tutti attivi, e adesso il tuffo lo dobbiamo fare solo noi?” chiese Mara, aveva una mano sul gluteo di Cristina, e nell’altra teneva una bottiglia di Vodka al limone aperta…

“Andate subito a cambiarvi”, aggiunse Cristina, con un bicchiere mezzo vuoto in una mano, mentre nell’altra teneva tre bicchieri per noi.

Una volta tornati dagli spogliatoi, io e Luca le trovammo già in acqua, nella parte della piscina più bassa, sdraiate con la testa appoggiata sul bordo e sempre più “allegre”.

“Lascia fare a me…” disse Luca.

“Ragazze, propongo un gioco diverso dagli altri, vista la serata in compagnia…; ognuno deve pescare una carta dal mazzo, la più bassa paga pegno… un bicchierino di Vodka oppure un pezzo di costume che se ne va’. Evidentemente, voi ragazze siete avvantaggiate, dato che avete più pezzi di noi… ma a me e ad Alberto, il rischio piace, no?...”

“Sono d’accordo”, risposi.

“Anch’io… anch’io…” dissero Cristina e Mara.

Il primo giro di carte, colpì Cristina (notevolmente sfigata al gioco…)

“Bevo un bicchierino”, disse, pensando di aver scelto la strada migliore… E giù…

Il secondo giro di carte, stranamente, toccò a Mara, la quale tranquillamente disse: “Io non voglio essere da meno”, e si riempì un bicchiere (doppio di quello di Cristina) e lo bevve in un sol colpo…

L’alcol, però, se Mara lo reggeva abbastanza, dimostrò i suoi effetti su Cristina, che cominciò a ridacchiare e si appoggiò con la testa sul seno di Mara.

Per fortuna, il giro successivo toccò a Luca, che si sfilò il costume lasciando cadere un uccello molle di dimensioni imponenti; la cosa non sfuggì a Cristina, che ammutolì ed abbassò lo sguardo a disagio, rivelando la sua natura falsamente puritana…

Poi toccò ancora a Mara, che questa volta optò per il reggiseno; ad occhio doveva trattarsi di una quarta abbondante, o quinta… stupendo, pelle liscia, areola molto larga e capezzolo già leggermente turgido…

“Non guardatemi troppo, però…” aggiunse, “è la prima volta che lo faccio…”

A ruota seguimmo io, che mi tolsi i boxer e svelai il mio uccello normodotato ma “onesto”, e per due volte a Cristina, la quale ormai semiubriaca si spogliò completamente, non rendendosi conto che tutti avevamo accettato di “subire” qualsiasi pegno nel caso di perdita…

Luca e Mara confabularono un po’ e dissero: “Noi proponiamo uno scambio di coppia, oppure Cristina finisce la bottiglia; cosa scegliete?”

“Cristina, ormai annebbiata, disse subito che di Vodka non ne voleva più sapere, non pensando che si stava cacciando laddove gli altri due volevano probabilmente condurla…”

Mara si alzò e mi raggiunse, sfilandosi gli slip… svelò un pelo nero accuratamente accorciato…

Luca aveva già sdraiato Cristina sul bordo della piscina e, approfittando del suo torpore, le leccava avidamente i capezzoli… il seno di Cristina, diversamente da quello di Mara, era leggermente rilassato sui fianchi, confermando però due capezzoli sempre super-turgidi.

Cristina, infatti, data l’età (vicina ai 50) ed i due parti (uno dei quali abbastanza complicato), non poteva competere con Mara in quanto a fisico; ma ero sicuro che, alcol permettendo, avrebbe dato una lezione di sesso al più giovane alunno Luca (appena più che ventenne…)

Mara aveva già cominciato a scappellarmi ed a succhiarmi l’uccello con una velocità che dimostrava completamente la sua poca esperienza in materia; le sfilai l’uccello di bocca, la stesi a terra vicina a Cristina, e cominciai a mia volta ad esplorare la sua fica già bagnata e completamente schiusa. L’odore che ne usciva era così intenso e penetrante che mi ricordò quando, trentenni prima, alla sua età (20 anni), solamente annusando la fica di Cristina, avevo delle erezioni che duravano ore…

Cristina stava subendo l’opera di lingua di Luca che, con una certa abilità, bagnava ed inumidiva la fica di Cristina: potevo di tanto in tanto vedere che la mia Cristina stava arrivando al punto di non ritorno, giunta al quale per Luca sarebbe stata dura tenerle testa.

Mara, intanto, era sempre più bagnata, mugolava e si contorceva chiedendomi di regalarle il mio uccello ormai pronto alla prova.

Cristina a sua volta stava ultimando la “preparazione” dell’uccello di Luca, ancora più grosso e duro; lo staccò dalla bocca e, tenendolo in mano, lo avvicinò alla ficona che per anni avevo riempito con molto piacere. Cogliendo l’attimo, Luca entrò in mia moglie facendole trattenere il fiato con la schiena inarcata sino al suo completo inserimento; lui mi guardò, mi strizzò l’occhio e cominciò a stantuffare pesantemente nel ventre di mia moglie.

A mia volta, scostai le labbra di Mara ed appoggiai la cappella alla sua fica, spingendo leggermente ma deciso; notai le areole decisamente più piccole rispetto a poco prima, i capezzoli completamente turgidi che sembravano chiamare la mia bocca, la quale non si fece pregare… Con un movimento lento ma “pesante”, continuai a riempire aritmicamente quel giovane ventre, e mordicchiando e strizzando quei capezzoli vulcanici, mi resi conto che Mara stava già venendo: il respiro sempre più corto ed affannoso, il ventre prese a tremare, il suo capo si piegò all’indietro ed all’improvviso, urlò e si bagnò letteralmente a tal punto da inzupparmi le palle!!! Aprì gli occhi, e, resasi conto che io ero ben lontano dal venire, prese l’uccello in bocca, e mi fece il più lungo bocchino della mia vita; arrivato al godimento, le tenni ferma la testa e dal mio uccello uscì un fiume di caldo sperma che lei, senza alcun movimento, bevve completamente…

Ci sdraiammo entrambi a guardare gli altri due corpi che erano ancora nel pieno del loro gesto sessuale; Cristina era seduta su Luca il quale, sfilando l’uccello, la girò e la mise alla pecorina, entrandole da dietro completamente. Mia moglie non aveva più molto fiato ma emise ugualmente un urlo, chiedendo a Luca di non entrare completamente perché le faceva male.

Luca dal canto suo, completamente “partito” e nel pieno del suo gesto, le afferrò i capelli e, facendole piegare la testa all’indietro bloccando ogni movimento di Cristina, le rispose che il dolore faceva parte del godimento.

Così, facendo urlare mia moglie ad ogni suo colpo pelvico, di sfuggita le chiese se poteva venirle dentro perché era vicino al culmine della scopata; Cristina si zittì dando involontariamente la risposta a Luca, il quale con un colpo a fondo decisamente potente, sborrò nella fica di Cristina, facendole emettere un urlo più acuto dei precedenti…

Mia moglie, ancora con il cazzo di Luca infilato nella fica, perse i sensi e si lasciò andare con la testa appoggiandola a terra, consentendo a Luca di svuotare le sue palle giovani nel suo ventre maturo…

Luca estrasse l’uccello, non sapendo che mia moglie era priva di sensi; Cristina, grottescamente, sbattè il ventre a terra, non muovendosi. Fu allora che lui, resosi conto che qualcosa non andava, si calò istantaneamente su di lei e mi guardò terrorizzato; ancora grondante sborra, girò Cristina sotto-sopra lasciando una scia di liquido dal pube sino al seno di mia moglie, la quale aprì gli occhi e ricominciò a muoversi…

“Tranquillo” gli dissi, “un tempo accadeva anche con mè, quando veniva in maniera completa… Adesso non più, sino ad oggi con tè… non preoccuparti…”

Luca si tranquillizzò e Mara, avvicinatasi a Cristina, la accarezzò passandole un asciugamano bagnato sul corpo. “Incredibile”, disse guardando il suo ragazzo e poi noi, “non ti avevo mai visto venire a quel modo, complimenti Cristina, sei stata stupenda, io non riesco a farlo entrare così… fino in fondo dico… sei stata veramente superlativa, vieni con mè, su, dài…”

Prese mia moglie per mano e si incamminarono assieme dentro casa, nella saletta immediatamente oltre la vetrata; io e Luca non capimmo cosa Mara avesse intenzione…

Guardando dalla vetrata potemmo assistere ad una notte di sesso lesbico come non avremmo mai potuto pensare…

Da allora, senza nessun impegno, ogni tanto ci incontriamo a casa di Luca od a casa nostra in montagna, e trascorriamo delle giornate intere in completa libertà…

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