
Una sera al club
Il tutto e' successo solo pochi giorni orsono e la memoria e' cosi' vivida ancora che mi sembra di sognare.
Da lungo tempo sognavo un incontro di gruppo ma la mia lei non ne ha mai voluto sentir parlare per cui navigavo fra gli annunci ma sopratutto sognavo.
Quel giorno un amico mi racconto' che nei prive' poteva accadere ma
io sono stato sempre molto settico in proposito.
Ci andai ugualmente tanto per vedere cosa e' un prive' e per dare conferma ai miei
dubbi. Fui abbordato da una signora non bellissima, di mezza eta', vestita molto bene e di
classe. Lei senza tanti preamboli mi chiese cosa cercavo in un locale come quello e mentre
cercavo di articolare una risposta di senso compiuto arrivo' il marito.
Anche lui di mezza eta' molto signorile. Parlammo a lungo e bevemmo poi ci salutammo ma nel salutarci lui mi chiese il mio telefono. Un paio di giorni dopo ricevetti una telefonata da lui e mi invitavano a cena a casa loro. Fui colto di sorpresa da quella telefonata ma ccettai di buon grado sperando che l'invito a cena fosse solo il pretesto per avere un incontro privato a tre.
Al mio arrivo a casa loro ebbi la conferma delle mie speranze. Lui venne ad aprire la porta e mi invito' ad entrare e lei era in sala vestita da capogiro. Bevemmo qualcosa e si parlo' per un po' ma i miei occhi non potevano distrarsi da quelle gambe inguainate in calze nere e tutto d'un tratto lui disse:"cara, togliti la gonna cosi' il nostro amico puo' vedere meglio". Io arrossii come uno scolaretto ma lui mi tranquillzzo' subito dicendomi molto apertamente che quello che volevano era proprio quello.
Lei si tolse i vestiti e rimase in reggiseno, calze autoreggenti e scarpe alte mi si avvicino' e chiese al marito :"posso succhiarglielo". Il mio cazzo era talmente duro che sarei venuto in men che non si dica ma non fu cosi'. Lei era una pompinara di quelle giuste, sapeva come trattare un uccello con la lingua senza farti venire.
E lui era li' che guardava la moglie spompinare un altro uomo, si era calato i calzoni e si masturbava davanti a me. Lentamente e dolcemente come solo un uomo sa fare su se stesso. Ci spostammo in camera da letto dove lei si sdraio' per farsi leccare la figa fradicia. Non me lo feci chiedere due volte, amo leccare la figa.
Ero pronto per chiavarla e il fatto che il marito fosse li' a guardare mi eccitava ancora di piu' se possibile. Avevo ragione, quella figa era la tana perfetta per il mio uccello, me lo risucchiava dentro con tale forza che sembrava fatta su misura per me. La stavo chiavando e mi girai a guardare cosa faceva lui.
Era salito sul letto ed era vicinissimo a noi, in ginocchio sul letto con l' uccello duro in mano. Lei glielo prese in bocca e lo inizio' a spompinare mentre io la chiavavo ed io potevo vedere il tutto. Se lo sfilo' dalla bocca, mi guardo' e me lo porse. In tutti questi anni non avevo mai pensato a me stesso come gay o bi, ma lo feci. Succhiai quel cazzo che con mia grande sorpresa aveva un sapore acre ma buono ed eccitante. Mi sborro' in bocca e io venni nella figa di sua moglie.
Avevo il suo sperma che mi colava ai lati della bocca e lei mi lecco per non perdere nemmeno una goccia di quel liquido prezioso. Quando io mi scostai da lei lui le lecco a lungo la figa bevendo tutto lo sperma che avevo riversato dentro quella meravigliosa tana.
E' stata la rpima volta per me ad evere un rapporto a tre ed e' stata la prima volta che ho fatto un pompino ad un uomo. Se potessi lo rifarei. Se mi chiameranno ancora ci andro' di corsa. E se mi dovessero chiedere di rinunciare alla mia verginita' anale credo proprio che accetterei.