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Chat

Avevo sentito parlare spesso i miei amici delle chat e qualche volta avevo chattato dal pc di un  mio amico non avendo ancora comprato un computer e potermi collegare a internet.

Quando comprai il mio computer una delle prime cose che feci fu quella di entrare in una di queste chat.

All’inizio una noia mortale, poi pian piano arrivarono le prime amicizie e i primi incontri.

Con una di queste amiche dopo un po’ di tempo fissammo un appuntamento anche perché dai discorsi che facevamo avevamo entrambi voglia di conoscerci dal vivo, lei era qualche anno più grande di me e questa cosa mi eccitava molto.

Quindi quella sera andai a prenderla a casa sua, suonai, lei scese ed era più bella di come si era descritta in chat e della foto che mi aveva mandato, ci salutammo con i classici baci sulle guance.

Andammo in giro per la città e poi in un locale a bere qualcosa e fare quattro chiacchiere.

A fine serata la riaccompagno a casa dicendole di aver passato una bella serata e la stessa cosa valeva per lei, infatti mi chiese di uscire un’altra sera assieme.

E così fu.

Dopo qualche giorno sono di nuovo sotto casa sua lei scende e andiamo in giro, e infine in un locale a bere un po’ di vino.

Dopo un’oretta, tra una parola e l’altra, lei si ferma di parlare e inizia a baciarmi prima sulle labbra, poi si scatenano le lingue. Insomma era arrivato il momento di andarcene a casa. 

Il tragitto per arrivare a casa sua fu tutto un frugare tra cosce, tette e mezzo pompino. Salimmo a casa sua  e la temperatura era già incandescente così ci buttammo sul divano, iniziai a spogliarla: via gonna e calze. Le lecco la figa con la punta della lingua percorrendo lungo la fessura e le grandi labbra facendola impazzire. Mi concentro sul clitoride: si trasforma in un lago di umori che succhio e passo dalla mia lingua alla sua. Ormai era partita, le tolgo di dosso le ultime cose e mi accanisco con i suoi capezzoli grossi come un dito, una favola da succhiare. Infoiata com’era mi gira e mi sbatte sul divano dicendomi: “ora tocca a me!”

Mi strappa i pantaloni e mi esce il cazzo di fuori e inizia a leccarlo con maestria, mi succhia le palle, mi lecca il culo facendomi venire i brividi, poi si concentra sul cazzo facendolo diventare duro come un bastone. Mi sdraio sul divano col cazzo all’insù e lei ci si impala sopra emettendo dei gemiti indescrivibili simili al pianto, scendendo lentamente per godersi ogni centimetro, dopo accelera i colpi. Raggiunge così il primo orgasmo, poi si gira mettendosi a pecorina sul divano pregandomi di prenderla in quel modo: mi metto dietro le strofino il cazzo su e giù per le natiche e vedevo che il suo buchetto vergine si contraeva e si dilatava ad ogni mio passaggio ma lo infilai nella figa che ormai era allagata. Mi misi a pomparla come un forsennato e lei lo voleva sentire sempre più forte, più in fondo possibile, voleva sentirlo sbattere nell’utero. I suoi orgasmi erano a ripetizione e la cosa mi faceva eccitare ancora di più, il mio cazzo rimaneva duro come il marmo così lo uscì dalla figa e mi misi a leccarle il buchetto. Ormai ero arrivato al punto che avrei potuto farle tutto quello che volevo e infatti ne approfittai: con una buona dose di saliva iniziai ad infilarle un dito nel suo buchetto vergine, poi due, poi misi un bel po’ di saliva sulla punta del cazzo ormai grossa e arrossata e iniziai a spingere un po’ alla volta finchè la punta entrò. Lei rimase senza fiato per qualche secondo poi inizia a piacerle e mi chiede di spingere ancora, e ancora fino a quando le palle le sbattevano sulla figa. Raggiunse un orgasmo così travolgente che le tremarono le gambe e la cosa mi stimolò a tal punto che la sborra  salì dalle palle e le inondai il budello di tanta crema calda. 

Uscì il cazzo grondante e lei lo ripulì per bene facendomi provare delle sensazioni mai avute. Era proprio una gran donna e sapeva benissimo come far godere un uomo.

Ci siamo dati una rinfrescata e accese un paio di sigarette ci rilassiamo un po’. Ma lei voleva ancora giocare col mio cazzo un po’ abbattuto ed infatti da brava pompinara lo ha tirato subito su. Andiamo sul lettone, lei continua a succhiare e leccare come una matta, io non resistevo e lo stesa a pancia in su le ho aperto le cosce e le ho leccato la figa facendola impazzire mentre il mio cazzo si calmava un po’. L’ho fatta godere ancora una volta con la lingua ma i suoi orgasmi erano continui e così entro nella sua figa gocciolante ma era così bagnata da scivolare troppo. Allora esco il cazzo e con la punta bagnavo il suo buchetto dei suoi stessi umori molto copiosi e pian piano le sono nuovamente conficcato in fondo al culo. Lei da troia che è mi dice che lo vuole prendere a pecorina, io le dico che potrebbe farsi un po’ male ma insiste dicendomi che lo vuole prendere come una porca, facendomi salire la libidine fin sopra i capelli. Quindi ci mettiamo a pecorina e le affondo il cazzo nel culo, lei inizia a contrarsi dai ripetuti orgasmi, io sempre da dietro mi alzo un po’ e glielo affondo in perpendicolare al culo: che piacere ragazzi, da sballo! In questa posizione il piacere era ormai troppo e non ero capace di controllarmi e così le ho sborrato nel culo, sulle chiappe e sul buco in modo che la crema scivolasse dentro cosa molto eccitante ai miei occhi! Sdraiati e ormai esausti ci siamo addormentati nel lettone.

I nostri incontri sono continuati ed ogni volta era sempre più bello scopare con lei anche perché avevamo trovato un’ottima intesa sessuale.

Ne parlerò anche io un gran bene delle chat.

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