
Dal ginecologo 3° Parte
Finalmente
è arrivata la visita di controllo, la terza.
Sono
stato ancora più in eccitazione dell’altra volta, capite bene perché.
Nel
frattempo i nostri incontri sessuali sono sempre stati abbastanza bollenti, con
me che cercavo sempre di fantasticare su quanto accaduto ( lei non sa che io ho
visto le altre due visite).
Più
di qualche volta ho cercato di parlare di queste visite, ma lei, pur dandomi
sempre “corda”, non ha mai detto, per esempio, “perché non vieni anche
tu, così vedi?”.
E
questo mi ha lasciato sempre un po’ perplesso e sempre più eccitato.
Forse
è che mi piace in fondo essere un po’ cornuto, o, diciamo meglio, “cuckold”.
Il problema di come “esserci” l’ ho superato adottando la tecnica della volta precedente.
Comunque ho voluto fare una prova, chiedendole se le serviva di essere accompagnata, ma lei ha detto, come sempre, “non è necessario, hai da lavorare e non voglio farti perdere del tempo, tanto è un normale controllo (sempre cosi!!!). Se mai mi dovesse servire per passare a riprendermi, ti avviso io. Tu non chiamare perché potrei avere difficoltà a rispondere, capisci da solo perché.”.
Le domando, per conferma, l’orario. E lei mi dice alle ore 19. Lo sapevo già!!!
Le dico: “ ma sempre a quell’ora? Prima non può mai?”.
Mi risponde “e che ne so io, è lui che decide gli appuntamenti”.
Così
anche quel giorno verso le 18.45 sono andato allo studio e mi sono messo ad
attendere per strada, nascosto, l’arrivo di lei.
Dopo
cinque minuti dal suo ingresso, sono salito. Ho atteso sul pianerottolo come
l’altra volta l’uscita della signora
che mi ha riconosciuto, mi ha salutato e prontamente mia ha detto “Buonasera,
la sua signora è entrata poco fa, se vuole bussi allo studio del prof. Xxxx o
se preferisce attenda in sala, tanto sa dov’è”.
“Non
si preoccupi”, le ho detto “vada tranquilla, faccio da solo, grazie”.
Ho
pensato “accidenti che memoria, è peggio di un portiere”.
L’ho
salutata e sono entrato in sala d’attesa. Anche questa volta non c’era
nessuno.
Stessa
storia delle volte precedenti. “Ci risiamo” mi sono detto.
Ho
atteso qualche minuto seduto prima di muovermi.
Questa
volta però sentivo, diciamo, “più confusione”.
Mi
avvicino verso lo studio, e anche
stavolta la porta era chiusa.
Sentivo
la voce del ginecologo che parlava (ormai la riconosco bene) e poi sentivo
un’altra voce maschile che, anche se non capivo bene cosa dicesse, sembrava
“seguire” quella del ginecologo.
Mi
sono chiesto chi potesse essere, ma non mi veniva una risposta, mentre mi stava
letteralmente salendo il sangue alla testa.
Mi
era tornata la solita agitazione addosso, indescrivibile. Ancora una volta
le mani mi tremavano. Ancora in preda al panico, alla gelosia e
all’eccitazione perché non capivo la situazione. Tutto questo in aggiunta
alla solita gelosia nel sapere che le mani del medico avrebbero “ripassato”
per bene il corpo di mia moglie.
Ma
questa volta era ancora diverso, un’altra voce da uomo. Chi era? E cosa faceva
lì?
Mi
sono abbassato e ho guardato dal buco della serratura.
Ma
non vedevo nessuno.
Si
vedeva solo il lettino, vuoto, il paravento che non lo copriva ed era spostato
rispetto all’altra volta.Ma non vedevo nessuno.
“Dove
cazzo stanno, porca troia”.
Intanto
però sentivo ancora parlare, e allora mi sono rialzato e ho appoggiato con
delicatezza l’orecchio alla porta per sentire meglio.
E
ho sentito le ultime parole del ginecologo che diceva “avrai modo anche tu di
vedere e accertarti di quanto ti ho detto. E’ abbastanza frequente, ma non
crea particolari problemi, e una pillola anche a
basso dosaggio, è sufficiente”.
Poi
l’ho sentito rivolgersi a mia moglie e
dire “come le ho detto prima, il dott. YYYY è un collega che si è
specializzato lo scorso anno e mi affianca in clinica. Ho ritenuto opportuno
farlo venire anche in studio per assistermi. Se non le dispiace vorrei farlo
partecipare alla visita. Se si sente in imbarazzo me lo dica pure, anche se
essendo un collega non dovrebbero esserci problemi”.
“Cazzo”
mi sono detto “questo adesso che c’entra. Pure i colleghi adesso!”.
E
mia moglie “Se è un collega non mi sembra carino farlo uscire, non si
preoccupi. Se lei lo ritiene opportuno può restare”.
Ho
pensato “ma tu guarda questa grandissima troia, non solo non si vergogna, ma
non ha avuto neanche una benché minima esitazione”.
Io
ero ancora più incazzato ma anche ancora più eccitato nello stesso tempo.
Mi
sentivo una sensazione di rabbia addosso. Ho pensato anche “che sia un
collega, chi lo dice?” e sono stato tentato di
entrare e mettere fine alla “
storiella”.
Ma
avevo paura di fare una brutta figura ed ero come bloccato dalle mille
sensazioni di gelosia e piacere che sentivo.
Sono
rimasto in attesa, come uno scemo.
Ho
sentito il ginecologo dire a mia moglie di prepararsi e di andare in bagno se ne
aveva bisogno.
Mi
sono abbassato per vedere dal buco della serratura ed ho visto mia moglie
passare davanti la porta e poi chiudersi in bagno.
Sono
rimasto li ad attendere, e sentivo uno dei due parlare con voce molto bassa. Non
capivo cosa dicessero, ma si sono quasi subito zittiti.
Mi
aspettavo che il porco si avvicinasse alla porta del bagno, per fare quello che
aveva fatto alla prima visita. Ma non si mosse nessuno. Non li vedevo dal buco.
Ho
pensato, forse essendoci un collega, non si permette di fare porcherie.
Poco
dopo sento la porta del bagno aprirsi e vedo mia moglie ripassare, ancora
vestita con la gonna e il maglione.
Il
ginecologo le dice “signora, si
dovrebbe spogliare”
E
lei: “sono pronta, le mutandine le ho tolte”.
Solo
queste parole mi hanno fatto eccitare ancora di più.
“si
accomodi sul lettino” le dice il medico.
Vedo
mia moglie salire su una specie di gradino e stendersi sul lettino, coperta.
Vedo
avvicinarsi il ginecologo e mettersi davanti
a mia moglie.
Chiama
il suo “collega?” che si mette accanto a lei.
Il
dott. YYYY era più giovane, sui 34-36 anni, snello, di media statura.
Insieme
le fanno alzare le gambe per metterle divaricate sui ferri e le alzano la gonna
fino sulla pancia e sotto il culo, “aiutandola” con le mani.
Mia
moglie, grandissima zoccola, era venuta ancora una volta con le autoreggenti.
Non
potete immaginare il mio gusto nel vedere questa scena.
Ero
sempre più eccitato e nello stesso tempo incuriosito.
Lo
spettacolo era per me stupendo.
Lei
era tra due uomini, completamente nuda nelle sue parti intime, distesa a gambe
divaricate con la fica completamente aperta davanti agli occhi dei due.
Il
ginecologo prende un guanto, se lo infila sulla mano destra mentre con le dita
della sinistra inizia a divaricare
le labbra della fica di mia moglie.
E
dice “vedo che è già lubrificata, non è necessaria neanche la crema”.
Ho
pensato, e avuto la certezza, che mia moglie fosse proprio una gran puttana.
E
il medico, diceva così, sapendo già con quale tipo di troia aveva a che fare.
Mi
sono eccitato ancora di più e il cazzo mi si è ingrossato ancora e ho sentito
la necessità di tirarlo fuori. Ero già completamente bagnato.
Il
medico inizia la sua visita infilando il dito medio nella fica di mia moglie.
Mentre
la visitava, diceva qualcosa al suo collega.
Poi
gli dice di prendere un guanto e
dopo aver tolto le sue “porche dita” dalla fica di mia moglie, invita il
collega a visitare.
Questi
si mette in mezzo le gambe di lei e, come il collega, apre la fica con la
sinistra, senza guanto, e infila due dita, l’indice e il medio, nella sua
sorca.
“Andiamo
bene!” mi sono detto. Questo è peggio del collega o meglio, lo stesso gli ha
detto con chi ha a che fare.
Con
quelle dita faceva avanti e indietro, lentamente, chiedendo a mia moglie se
sentiva dolore.
Lei:
“no, non mi da fastidio”.
“Non
ti da fastidio o ti piace, troia?” penso io.
Il
dott. YYYY dice al collega “si, sento quello che dicevamo prima, e anche per
me l’infiammazione è allo stadio finale”.
Continua
a “sollecitare” la fica di quella troia di mia moglie, e dopo un bel po’
toglie finalmente quei due “piccoli cazzi” dalla sua fregna.
Il
dott. XXXX riprende la sua posizione tra le gambe di mia moglie e
allargandogliele bene mette le dita sulle labbra della fica e comincia a toccare
come se volesse fare un massaggio al clitoride di mia moglie.
Ci
sta un pò e dice “mi scusi signora, ma vorrei far notare al mio collega una
particolarità dell’infiammazione che ha avuto” continuando a massaggiare
con due dita il clitoride.
Il
porco stava attuando il suo sottile gioco, e questo mi stava facendo ribollire
il sangue per la gelosia. Mi stavo sentendo anche la pressione salire al
cervello, mi sentivo arrabbiato un po’ con mia moglie perché stava
soggiacendo a questo gioco in un modo che non era dovuto alla vergogna che in
qualche modo, anche se fino ad un certo punto, la poteva bloccare sotto i voleri
del medico, questa figura “potente”. Mi stavo incazzando. Ma ero talmente
preso dall’eccitazione che non riuscivo più a staccare gli occhi da quella
scena mentre mi stavo già menando il cazzo che era bagnatissimo.
Il
ginecologo continuava il suo “ditalino-porco” ma in modo professionale, e
vedevo mia moglie che aveva chiuso gli occhi e mi sembrava un po’ abbandonata,
zitta, quasi a godersi il massaggio. Anzi, non quasi.
Fa
avvicinare il suo collega e, accesa una lampada e indirizzata la luce verso la
fica, gli dice di guardare.
“Se
tu noti bene, vedrai che la quantità del liquido è superiore alla norma, ed
anche la densità è maggiore”.
“Si,
vedo” risponde l’altro.
“Prova
a sentire anche tu”, fa il primo.
E
così anche il collega comincia a fare lo stesso giochetto con le labbra della
fica.
Mia
moglie aveva ben sentito tutto, come me, ma non mosse un pelo, continuando
tranquillamente distesa, con gli occhi chiusi, probabilmente a godersi il gusto
di quel sottile ditalino. Non la vedevo per niente a disagio, imbarazzata.
Il
giochino va avanti un altro minuto scarso.
Poi
il ginecologo dice a mia moglie: “ora, mi perdoni, ma dobbiamo procedere ad
una visita rettale. Capisco che non le sarà simpatica, ma, come la volta
scorsa, è necessario un controllo”.
Quella
puttana invece di dare “almeno” la parvenza di fastidio, risponde:
“non
si preoccupi dottore, capisco e me ne rendo conto. Fate quello che è
necessario. Vi prego solo di essere delicati, capirete”.
Che
troia. “fate…..delicati….”. Quella gran puttana, ci stava prendendo
gusto e aveva usato il plurale perché contava non una sola visita, ma due.
Il
ginecologo “aiuta” con le mani mia moglie a scendere, le fa togliere la
gonna e la fa mettere “a pecorina”.
Intanto
l’altro si era piazzato a fianco di mia moglie. Si toglie il guanto, prende un
po’ di crema da un tubetto, se la mette sulla punta del medio.
Con
le dita della mano sinistra allarga il solco
ed inizia a spalmare la crema sul buco del culo di mia moglie.
Mi
sono trattenuto a stento dallo schizzarmi in mano.
Si
rimette a fianco di mia moglie e appoggiandosi un po’ sulla sua schiena, con
le due mani le allarga i glutei e il ginecologo le infila il medio dentro il
buco del culo in un sol colpo.
“cazzo
che bella azione di coppia” mi sono detto.
Vedo
mia moglie avere un piccolo sussulto, e il dottore le fa “mi scusi signora, ma
non potevo fare altrimenti”.
“un
cazzo non potevi, sei proprio un gran maiale” ho pensato. “ tu e l’altro
compare”.
E
mia moglie, sempre più puttana:“va bene, pazienza, fate pure”.
Ancora
una volta quel “fate” mi è sembrato come un invito ai due, una sorta di
permesso ad “abusare” delle sue parti intime.
Non
ho retto più, mi sono dato quattro botte e mi sono schizzato in mano.
Mi
sono frettolosamente ripulito e mi sono rimesso a guardare dal buco, con
l’ansia di essermi perso qualche scena.
Infatti,
ora nel buco del culo di mia moglie c’erano le dita del collega del
ginecologo.
“Si,
se la stavano proprio passando e ripassando a vicenda i due porconi”.
Anche
questo andava e veniva, avanti e indietro con le dita nel culo di lei come se la
stesse inculando con il cazzo.
Il
ginecologo fa al collega “hai sentito?” e il secondo “si, si, ho sentito,
hai regione, è evidente”.
A
loro sarà stato evidente non so cosa, ma a me era evidente che si stavano
divertendo.
E
anche la puttana non mi sembrava fuori gioco, anzi il contrario.
E
io ero come bloccato da tutte le sensazioni positive e negative che quelle scene
mi procuravano.
Ero
un po’ arrabbiato, un po’ ferito. Ma la mia mente continuava anche a
ribattere sullo stesso tasto.
Il
ginecologo dice a mia moglie “abbiamo finito, si sentirà più tranquilla
ora” e porgendole una salvietta
di carta le dice di ripulirsi.
Lei
fa “abbiamo finito?” , con un tono che, ( io sarò pure fuori di testa, però!)
mi è sembrato un po’ di delusione.
Vedo
il ginecologo che rimane qualche secondo zitto e poi le risponde “no signora,
dovrà avere ancora qualche minuto di pazienza, devo controllare un’ultima
cosa con lo speculum”.
Noto
anche che guarda per un attimo il collega, il quale sparisce quasi subito dalla
mia visuale.
Il
ginecologo si toglie il guanto della visita rettale, prende un divaricatore
leggermente più piccolo del normale, spalma un po’ di crema e dice a mia
moglie: “faccia un bel respiro e non trattenga la muscolatura interna, devo
inserirle il divaricatore, ma se lei collabora, non le farò male”
Il
ginecologo infila prima le dita, senza guanto.
Inizia
a sditalinare il culo di mia moglie, facendo avanti e indietro con il medio.
Dopo
tre-quattro volte inizia ad infilare quella specie di cazzo metallico nel buco
del culo di mia moglie.
Lei
si irrigidisce un po’, lui le dice di stare calma e di rilassarsi.
Poi
passa il braccio sinistro davanti la pancia di mia moglie, come per trattenerla
e spinge il divaricatore a fondo.
“Ah…”
fa lei cercando di avanzare per sfuggire alla spinta dell’attrezzo.
E
lui “stia ferma, altrimenti è peggio”. E intanto continuava a trattenere
mia moglie da davanti continuando a spingere il divaricatore come fosse il cazzo
di uno che ha una gran voglia di montare un bel culo come quello che aveva
davanti.
Sento
il collega uscire dal bagno. Ecco dove era finito.
Si
mette accanto al ginecologo che stava continuando a fare la visita rettale.
“ma
che cazzo doveva visitare ancora” penso.
Mia
moglie ora si era un po’ distesa e tranquillizzata, aveva gli occhi chiusi e
mi sembrava che si muovesse lentamente, con movimenti simili ad un rettile che
al sole si gode il calore dei raggi.
L’altro
dottore mi stava rivolto di spalle.
Ad
un certo punto il ginecologo si toglie da dietro mia moglie e lascia il posto al
collega.
Io
avevo ripreso ad eccitarmi e a toccarmi. Il cazzo si era indurito di nuovo ed
era sempre più paonazzo.
Ho
pensato “adesso che fanno, avranno finito? ”
Mentre
penso questo, vedo il secondo medico aprirsi il camice.
Con
sorpresa vedo che ne esce un cazzo già bello dritto.
Ora
capivo cosa era stato a fare in bagno.
Mentre
il cazzo del ginecologo, per come l’avevo visto la volta precedente, era
abbastanza normale, questo del collega era molto più lungo e grande.
Quel
porco del ginecologo se l’era trovato bene il collega (sempre che lo fosse per
davvero), adatto per fare una vera “monta” da guardare.
Si
perché dalle volte precedenti (guardò dal buco della serratura mia moglie in
bagno, si fece una mezza sega mentre la visitava, ecc., mi viene da pensare che
sia un tipo abbastanza cerebrale, che ama coinvolgere le pazienti diciamo
“adatte”, per poi organizzare certi giochetti.
Mia
moglie piegata sul lettino a pecorina con gli occhi chiusi, non aveva visto
questa manovra.
Lui
prende il suo bel cazzone in mano,
lo punta sul buco del culo e con delicatezza
e lentamente comincia ad infilarglielo dentro.
Mia
moglie appena lo sente apre gli occhi, tira su la testa, la gira guarda il
medico e fa “Ma…..” .
Ma….ma….Ma
non dice altro la troia.
Anzi.
Rimette giù la testa , e con le braccia attaccate ai lati del lettino inizia a
muoversi per aiutare il dottore ad entrare meglio, accompagnandolo ad ogni
pressione che questo con il cazzo le faceva dentro il culo.
Il
medico se la stava inculando proprio come una puttana. La teneva per i fianchi e
usciva lentamente quasi del tutto dal buco per rientrarvi con una spinta sola,
di botto, tirandosi addosso lei.
Che
porco!!!
Quando
lui si tirava dietro e usciva, si poteva vedere bene il cazzo in tutta la sua
lunghezza e larghezza. Un bel pisellone davvero.
Lei,
che sentiva bene di che arnese si trattava, provava a girasi per guardarlo ma
non riusciva a vedere bene.
Aveva
però una faccia da troia che esprimeva bene tutta la voglia che sentiva.
Io
comincio a menarmi con una foga impressionante
Il medico prosegue a pomparla così, in piedi.
Lei
continua a muoversi avanti e indietro per sentire più cazzo possibile dentro.
Ho
pensato “quanto sei porca, con me fai la difficile a prenderlo in culo e
adesso ti stai facendo sfondare da
quel palo”.
Sento
lui iniziare a dire parole sconce: “sei proprio una gran bella fica, me
l’aveva detto il collega, ti meriteresti un cazzone ancora più grande” .
Sento
lei aumentare il numero dei respiri, ma in silenzio.
Il
ginecologo intanto guardava la scena e si menava il cazzo.
Erano
tutti e due infoiati. E lei li seguiva.
A
quella scena non ho retto e mi sono venuto in mano per la seconda volta.
Continuo a guardare per non perdermi nulla. E’ tutto immensamente eccitante.
Il
medico aumenta il ritmo delle pompate, se ne viene e quasi urlando dice:
“troia,
troia, sei una grandissima troia. Che culo, sei splendida. Mi piacerebbe
incularti per ore”.
Quasi
subito il collega lo tira via per un braccio, e questi tira fuori il cazzo
ancora dritto e lungo, e continua a menarselo sgocciolando per terra.
Mia
moglie con la testa all’indietro fa “no, no, che fai!”
Ma
subito il ginecologo interviene a rimpiazzare il buco lasciato libero dal
collega.
Anche
lui la prende saldamente per i fianchi e inizia a sbatterla per bene.
Si
sentiva la sua pancia sbattere sulle chiappe di mia moglie.
Dava
delle botte violente.
Lei
aveva la faccia della donna infoiata, ingorda di cazzo nel culo.
Mugolava
di piacere.
Lui
la sbatteva come una puttana di strada.
Lei
completamente adagiata e succube fa “si, siete due gran bei porci e a me
piacciono gli uomini maiali come voi, si sbattetemi ancora, voglio godere
anch’io. Voglio ancora quel gran cazzo di prima”.
Scarico
delle due seghe fatte, pensando ancora a quanto lei è stata
puttana, mi sale una rabbia indescrivibile. E penso “ora basta, che
cazzo, mica è una prostituta”
Mentre
il ginecologo se la sta montando di brutto, mi allontano senza far rumore e vado
sul pianerottolo.
Chiamo
lei sul cellulare. Questo squilla un bel po’ e poi sento lei che risponde con
voce dimessa.
Le
chiedo “dove sei, ancora dal medico?”
Lei
fa “si”
Le
dico “Io sono uscito prima e sono davanti lo studio, salgo così andiamo via
insieme”.
Lei:
“Aspettami giù tanto ho quasi finito e scendo subito, è inutile che sali”.
Io:
“no, salgo tanto qui che faccio, fa anche freddo” e senza aspettare una sua
risposta chiudo la telefonata.
Immagino
la scena di panico che sta accadendo in studio.
In
meno di un minuto salgo e suono alla porta.
Mi
apre il collega del ginecologo.
Non
so se per mia convinzione per quanto visto o per altri motivi, vedo il suo viso
abbastanza arrossito e lui imbarazzato.
Quella
troia di mia moglie gli avrà detto chi ero e che stavo salendo.
Mi
presento e lui fa “Venga, il dott. XXXX mi ha avvisato. Io sono un collega.
Sua moglie è ancora in studio, ha quasi finito. Si accomodi in sala d’attesa
e pazienti ancora qualche minuto”.
“Mi
scusi” dico “lei è il cardiologo dello studio?”.
Lui
“mi scusi, non ho capito, cosa ha detto”
Ripeto
la domanda e lui dice “si, si. Mi scusi però ora, devo andare nel mio studio,
ho una paziente. Avviso il dott. Xxxx che
lei è qui”.
Il
maiale aveva capito bene la domanda, aveva solo voluto guadagnare tempo, e stava
mentendo perché non c’era nessun’altra paziente, ma non voleva far sapere
chi era.
Vedo
che bussa allo studio del ginecologo che però non risponde.
Allora
dice “il dottore sta sicuramente visitando e non può
interrompere”.
Attenda
qui in sala ancora qualche minuto. La saluto.” E sparisce lungo il corridoio.
Che
porco.
Mentre
sono seduto penso che quell’altro
maiale si starà finendo in pace di inculare mia moglie, oppure si sarà
sbrigato mentre salivo. Magari lui si sta ripulendo il cazzo, o meglio ancora
glielo starà ripulendo lei con la lingua.
Dopo
qualche minuto vedo lei uscire dallo studio e lui dietro.
Mi
saluta e fa “non mi aspettavo che passassi a riprendermi, eravamo d’accordo
che ti avrei chiamato io oppure sarei tornata sola”.
“ho
fatto presto ed ho pensato di venire, anche per capire come va la situazione”
Il
ginecologo mi saluta, e fa “non si preoccupi, la sua signora è in buone mani.
Abbiamo trovato la cura giusta e presto sarà completamente guarita”.
Fa
anche lo spiritoso. Certo, il maiale l’ha trovata si la cura giusta ed inoltre
sembra che a lei faccia pure bene. Quindi che problema c’e’?
E
adesso che comincia ad organizzare pure con i “colleghi”, cosa succederà?
Quanti “colleghi” potranno esserci da oggi? Quanti cazzi nel culo mia moglie
dovrà ancora prendere?
Allora
dico a lei “scusa ma non avevi terminato con oggi?”.
Lei
“pensavo di si, ma da quello che dice il medico…..”
E
lui “ma si, ho detto che presto sarà guarita, non è un gran problema. Potrà
proseguire la cura tranquillamente a casa e solo se lo riterrà necessario, mi
farà una telefonata e valuteremo insieme se sarà il caso di prendere un
appuntamento”.
Lei
era imbarazzata e lui, più furbo, aveva preso in mano le redini.
Si
stava preparando con attenzione il terreno per un successivo “incontro”.
“Va
bene” dico “la saluto dottore e
mi saluti anche il suo collega”.
Usciamo
e dopo cinque minuti entriamo in auto.
Dopo
qualche minuto trascorso in silenzio (ero incazzato nero ma eccitatissimo) le
dico: “mi sembri un po’ dimessa, come molto stanca, è stata una brutta
giornata al lavoro o ti sei stancata per la visita?” con tono un po’
polemico.
Lei
mi guarda un po’ stupita e fa “ma che stai dicendo?”
E
io “dico che forse a forza di farti penetrare ti sarai stancata e forse ti farà
anche un po’ male”.
“Male
cosa? “ fa lei.
“La
fregna e il culo” dico io, “so che i ginecologi devono visitare anche
dietro, o sbaglio?
Lei
imbarazzata fa “si, ma non è così trascendentale”.
E
io “certo, però te lo dovrà aver allargato bene per vedere dentro”.
Lei
“ma che dici, lo sente con un dito”
“solo
con il dito?” faccio io guardandola in viso.
“Si,
di solito si. Qualche volta usa uno strumento per allargare, ma non è un
problema, non capisco dove vuoi arrivare”
“da
nessuna parte”, dico io, “sono solo curioso, dal momento che non ho mai
potuto vedere. Anzi, mi fai sentire come stai “sotto” dopo una visita del
genere?”
Lei
“ma dico, ma sei scemo, che ti viene in mente?”
Io:
“niente, voglio solo curiosare. Dai fermiamoci un attimo, adesso, così lo
sento subito dopo che è successo”.
“Ma
guarda che sei strano” fa lei.
Ma
io senza far caso al resto che diceva, mi avvio verso una stradina che si infila
tra alcuni alberi e cespugli, che si trova in una zona semideserta vicino lo
studio.
Era
quasi completamente buio e mi fermo sul bordo
della strada, vicino alcune piante di oleandro.
Comincio
a mettere le mani addosso a mia moglie, che aveva ormai capito che mi ero
eccitato, e le dico “dai, togliti le mutandine, voglio vedere e sentire i
buchi dove ti ha messo le mani il medico”
Alzata
la gonna e sfilate le mutandine, lei rimane in bella mostra davanti ai miei
occhi.
Inizio
a toccarle la fica e sento che le lebbra sono caldissime, quasi bollenti, e
molto bagnate.
Le
infilo prima uno, poi due dita dentro e la sento fradicia.
Le
dico “cazzo, sei bagnatissisma!”.
E
lei: “E’ normale, lo sai, quello deve toccare dentro e questo fa si che il
fisico reagisca in modo da facilitare la penetrazione”.
Poi
le dico di girarsi su un fianco e passo a vedere il buco del culo.
Fuori
era bagnato, troppo, ma sapevo cosa era successo. E poi si sentiva il viscido
dello sperma.
Le
dico “sei bagnata di un liquido che è viscido, non può essere liquido
tuo”.
Lei
fa “ è la crema che usato”.
“Non
è crema” dico io “sembra un’altra cosa”.
Prendo
le mutandine, le guardo e vedo che c’è una discreta quantità di sperma nella
parte posteriore.
Penso
ai due porconi che se la sono inculata e le hanno scaricato dentro tutto lo
sperma che avevano. Sarà piena.
Mentre
mi giro per rimettere le mutandine sul sedile posteriore, mi accorgo che c’è
un uomo che sta vicino al vetro posteriore dell’auto, che sta guardando.
Lei
non lo ha visto.
Mi
balena un’idea.
E’
puttana? E farà la puttana.
Le
dico “questo liquido che hai sul culo, e che sta in abbondanza sulle
mutandine, è sperma. Io credo che tu sia una gran troia e che lo sei stata per
il tuo bel dottore. Ora sarai troia anche per me”
Mi
guarda e fa “ma dico, sei impazzito?”
“No”
le faccio io “non sono impazzito, ma neanche tanto scemo. Credo che tu abbia
il culo pieno di questa roba, e visto che non hai fatto in tempo a pulirti e non
puoi continuare a portartelo addosso, adesso scendi dall’auto e ti metti
accucciata a terra e lo fai scolare dal culo, come se dovessi fare pipì”.
Lei
capisce dal tono della voce che non sto scherzando e che ho capito, forse
tutto, e fa “Ma….qui per strada?”
“Si,
per strada, come una puttana”.
Apre
lo sportello, ed esce.
L’uomo
dietro, fa in tempo a nascondersi dietro l’auto.
Lei
si accovaccia per terra, ma io, siccome non riuscivo a vedere bene, la faccio
alzare e le dico di mettersi in pedi, a gambe bene aperte.
La
faccio girare con il culo verso di me, accendo la luce interna, le divarico le
chiappe e vedo di uscire lo sperma dal culo.
Le
dico di spingere.
Ne
esce una quantità notevole.
I
due se l’erano inculata per bene. Era piena come pensavo.
L’uomo
intanto faceva capolino dalla parte posteriore dell’auto.
Lo
vedevo. Aveva il cazzo di fuori, dritto, e se lo menava guardando mia moglie
seminuda.
Le
dico di girarsi, con il culo verso la parte posteriore dell’auto.
Tiro
fuori il cazzo che era mezzo dritto e le dico di farmi un pompino.
Lei
piegata a pecorina comincia a succhiarmelo.
Vedo
l’uomo sporgersi ancora di più dall’auto.
Tiro
su la gonna di mia moglie in modo che il guardone potesse vedere bene il culo e
la fica.
Lui
guarda con occhi increduli lo stupendo spettacolo, e si mena ancora di più il
cazzo.
Mi
fa cenno come per chiedere se può avvicinarsi.
Gli
rispondo di si con il capo.
Si
avvicina e guarda ancora di più.
Lei
sente un rumore e fa per alzarsi, ma io le tengo ferma la testa dicendole “non
è nulla, non ti preoccupare, controllo io, tu continua a succhiarmi il cazzo
brutta troia”.
Il
guardone continua a menarsi sempre più velocemente.
Mi
fa cenno se può toccare. Annuisco.
Lui
infila una mano tra le cosce di mia moglie che ha uno scatto di paura.
La
tengo ancora ferma con la bocca sul cazzo e le dico “non ti preoccupare, è
uno, fa finta che sia il tuo bel dottore”.
Cerca
di svincolarsi, ma la tengo e aggiungo “ti sei fatta trombare come una vacca e
adesso fai la ritrosa per una mano tra le cosce?”
Lei
capisce e si ferma.
L’uomo
si eccita ancora per tutto questo. Mi fa capire che vorrebbe farsela.
Gli
faccio segno di si e gli dico, “ok, ma te la devi inculare”.
Lei
si toglie il cazzo dalla bocca e fa “senti, ora basta, stai esagerando”
“Ora
basta lo dico io. Ti sei fatta inculare da due porci che con la scusa della
visita hanno abusato di te, ma tu ci sei stata, e pure molto volentieri. Ti sei
fatta riempire il culo di sperma. Ora farai quello che voglio io”.
La
ripiego sul mio cazzo.
Il
guardone si cala i calzoni a mezza coscia.
Le
tocco il buco del culo per sentire se era ben lubrificato dallo sperma dei due
porconi.
Visto
che era pronto ho detto al guardone “dai, puntaglielo sul buco e spingilo
dentro tutto.”
Lui,
con il cazzo che quasi scoppiava, appoggia la punta sul buchetto, aiutato da me
che allargo le chiappe di mia moglie.
Aveva
un cazzo non grande come quello del collega del ginecologo, ma comunque bello
duro, adatto ad una penetrazione anale.
Comincia
a spingere piano.
Io
gli dico “dai, devi infilarglielo con un colpo”.
Lui
spinge con forza in avanti e la infilza come con una spada.
Lei
caccia un urlo soffocato.
“Mi
fa male” dice.
“Certo”
le dico io “il tuo culo sarà rovente dopo tutto quello che ti ci hanno fatto,
ma a questo punto un cazzo in più non è un problema”.
L’uomo
comincia ad incularla per bene.
Ma
non fa a tempo a starci molto, pochi secondi e le schizza dentro godendo come un
maiale.
Appena
finito si tira indietro, si ripulisce velocemente, si tira su i calzoni,
ringrazia, saluta e scompare.
Io
intanto ero eccitato al massimo per quello che avevo visto e per come avevo
fatto interpretare la parte di puttana a mia moglie.
Stavo
per venire. Mi fermo e faccio poggiare mia
moglie con le mani sul sedile, con lo sportello aperto.
Così
a pecorina, con il culo all’aria, mi è parsa ancora più arrapante.
Le
vado dietro e le dico “ora non ti vorrai rifiutare proprio a me?”
Lei
“basta…..mi fa male, me l’avete rotto tutto”
Ma
io incurante dei lamenti, le metto un dito dentro per sentire come è largo dopo
tutto quello che le è stato fatto.
Sento
un tunnel, una caverna calda, aperta, piena di sperma.
Mi
eccito ancora di più.
Le
infilo il cazzo in culo e comincio a pomparla.
Lei
implora “basta, mi fai male……”
La
tengo per i fianchi e la sbatto come un matto.
Me
ne vengo quasi subito e finisco di riempirla.
Quando
mi tolgo, la faccio girare verso la luce e le guardo il
buco del culo che assomiglia ad una fica aperta, sgocciolante dei liquidi
seminali dei maschi che se la sono fottuta.
Le
porgo un fazzoletto per farla ripulire.
Mi
pulisco anch’io.
Risaliamo
in auto e andiamo via in silenzio.
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I migliori riceveranno la foto di lei in “posa da visita”