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Dal ginecologo 3° Parte

Finalmente è arrivata la visita di controllo, la terza.

Sono stato ancora più in eccitazione dell’altra volta, capite bene perché.

Nel frattempo i nostri incontri sessuali sono sempre stati abbastanza bollenti, con me che cercavo sempre di fantasticare su quanto accaduto ( lei non sa che io ho visto le altre due visite).

Più di qualche volta ho cercato di parlare di queste visite, ma lei, pur dandomi sempre “corda”, non ha mai detto, per esempio, “perché non vieni anche tu, così vedi?”.

E questo mi ha lasciato sempre un po’ perplesso e sempre più eccitato.

Forse è che mi piace in fondo essere un po’ cornuto, o, diciamo meglio, “cuckold”.

Il problema di come “esserci” l’ ho superato adottando la tecnica della volta precedente.

Comunque ho voluto fare una prova, chiedendole se le serviva di essere accompagnata, ma lei ha detto, come sempre, “non è necessario, hai da lavorare e non voglio farti perdere del tempo, tanto è un normale controllo (sempre cosi!!!). Se mai mi dovesse servire per passare a riprendermi, ti avviso io. Tu non chiamare perché potrei avere difficoltà a rispondere, capisci da solo perché.”.

Le domando, per conferma, l’orario. E lei mi dice alle ore 19. Lo sapevo già!!!

Le dico: “ ma sempre a quell’ora? Prima non può mai?”.

Mi risponde “e che ne so io, è lui che decide gli appuntamenti”.

Così anche quel giorno verso le 18.45 sono andato allo studio e mi sono messo ad attendere per strada, nascosto, l’arrivo di lei.

Dopo cinque minuti dal suo ingresso, sono salito. Ho atteso sul pianerottolo come l’altra volta l’uscita della  signora che mi ha riconosciuto, mi ha salutato e prontamente mia ha detto “Buonasera, la sua signora è entrata poco fa, se vuole bussi allo studio del prof. Xxxx o se preferisce attenda in sala, tanto sa dov’è”.

“Non si preoccupi”, le ho detto “vada tranquilla, faccio da solo, grazie”.

Ho pensato “accidenti che memoria, è peggio di un portiere”.

L’ho salutata e sono entrato in sala d’attesa. Anche questa volta non c’era nessuno.

Stessa storia delle volte precedenti. “Ci risiamo” mi sono detto.

Ho atteso qualche minuto seduto prima di muovermi.

Questa volta però sentivo, diciamo, “più confusione”.

Mi avvicino verso lo studio,  e anche stavolta la porta era chiusa.

Sentivo la voce del ginecologo che parlava (ormai la riconosco bene) e poi sentivo un’altra voce maschile che, anche se non capivo bene cosa dicesse, sembrava “seguire” quella del ginecologo.

Mi sono chiesto chi potesse essere, ma non mi veniva una risposta, mentre mi stava letteralmente salendo il sangue alla testa.

Mi era tornata la solita agitazione addosso, indescrivibile. Ancora una volta  le mani mi tremavano. Ancora in preda al panico, alla gelosia e all’eccitazione perché non capivo la situazione. Tutto questo in aggiunta alla solita gelosia nel sapere che le mani del medico avrebbero “ripassato” per bene il corpo di mia moglie.

Ma questa volta era ancora diverso, un’altra voce da uomo. Chi era? E cosa faceva lì?

Mi  sono abbassato e ho guardato dal buco della serratura.

Ma non vedevo nessuno.

Si vedeva solo il lettino, vuoto, il paravento che non lo copriva ed era spostato rispetto all’altra volta.Ma non vedevo nessuno.

“Dove cazzo stanno, porca troia”.

 Intanto però sentivo ancora parlare, e allora mi sono rialzato e ho appoggiato con delicatezza l’orecchio alla porta per sentire meglio.

E ho sentito le ultime parole del ginecologo che diceva “avrai modo anche tu di vedere e accertarti di quanto ti ho detto. E’ abbastanza frequente, ma non crea particolari problemi, e una pillola anche a  basso dosaggio, è sufficiente”.

Poi l’ho sentito rivolgersi a mia moglie  e dire “come le ho detto prima, il dott. YYYY è un collega che si è specializzato lo scorso anno e mi affianca in clinica. Ho ritenuto opportuno farlo venire anche in studio per assistermi. Se non le dispiace vorrei farlo partecipare alla visita. Se si sente in imbarazzo me lo dica pure, anche se essendo un collega non dovrebbero esserci problemi”.

“Cazzo” mi sono detto “questo adesso che c’entra. Pure i colleghi adesso!”.

E mia moglie “Se è un collega non mi sembra carino farlo uscire, non si preoccupi. Se lei lo ritiene opportuno può restare”.

Ho pensato “ma tu guarda questa grandissima troia, non solo non si vergogna, ma non ha avuto neanche una benché minima esitazione”.

Io ero ancora più incazzato ma anche ancora più eccitato nello stesso tempo.

Mi sentivo una sensazione di rabbia addosso. Ho pensato anche “che sia un collega, chi lo dice?” e sono stato tentato di  entrare e mettere fine alla  “ storiella”.

Ma avevo paura di fare una brutta figura ed ero come bloccato dalle mille sensazioni di gelosia e piacere che sentivo.

Sono rimasto in attesa, come uno scemo.

Ho sentito il ginecologo dire a mia moglie di prepararsi e di andare in bagno se ne aveva bisogno.

Mi sono abbassato per vedere dal buco della serratura ed ho visto mia moglie passare davanti la porta e poi chiudersi in bagno.

Sono rimasto li ad attendere, e sentivo uno dei due parlare con voce molto bassa. Non capivo cosa dicessero, ma si sono quasi subito zittiti.

Mi aspettavo che il porco si avvicinasse alla porta del bagno, per fare quello che aveva fatto alla prima visita. Ma non si mosse nessuno. Non li vedevo dal buco.

Ho pensato, forse essendoci un collega, non si permette di fare porcherie.

Poco dopo sento la porta del bagno aprirsi e vedo mia moglie ripassare, ancora vestita con la gonna e il maglione.

Il ginecologo le dice “signora,  si dovrebbe spogliare”

E lei: “sono pronta, le mutandine le ho tolte”.

Solo queste parole mi hanno fatto eccitare ancora di più.

“si accomodi sul lettino” le dice il medico.

Vedo mia moglie salire su una specie di gradino e stendersi sul lettino, coperta.

Vedo avvicinarsi il ginecologo e mettersi davanti  a mia moglie.

Chiama il suo “collega?” che si mette accanto a lei.

Il dott. YYYY era più giovane, sui 34-36 anni, snello, di media statura.

Insieme le fanno alzare le gambe per metterle divaricate sui ferri e le alzano la gonna fino sulla pancia e sotto il culo, “aiutandola” con le mani.

Mia moglie, grandissima zoccola, era venuta ancora una volta con le autoreggenti.

Non potete immaginare il mio gusto nel vedere questa scena.

Ero sempre più eccitato e nello stesso tempo incuriosito.

Lo spettacolo era per me stupendo.

Lei era tra due uomini, completamente nuda nelle sue parti intime, distesa a gambe divaricate con la fica completamente aperta davanti agli occhi dei due.

Il ginecologo prende un guanto, se lo infila sulla mano destra mentre con le dita della  sinistra inizia a divaricare le labbra della fica di mia moglie.

E dice “vedo che è già lubrificata, non è necessaria neanche la crema”.

Ho pensato, e avuto la certezza, che mia moglie fosse proprio una gran puttana.

E il medico, diceva così, sapendo già con quale tipo di troia aveva a che fare.

Mi sono eccitato ancora di più e il cazzo mi si è ingrossato ancora e ho sentito la necessità di tirarlo fuori. Ero già completamente bagnato.

Il medico inizia la sua visita infilando il dito medio nella fica di mia moglie.

Mentre la visitava, diceva qualcosa al suo collega.

Poi gli dice di  prendere un guanto e dopo aver tolto le sue “porche dita” dalla fica di mia moglie, invita il collega a visitare.

Questi si mette in mezzo le gambe di lei e, come il collega, apre la fica con la sinistra, senza guanto, e infila due dita, l’indice e il medio, nella sua sorca.

“Andiamo bene!” mi sono detto. Questo è peggio del collega o meglio, lo stesso gli ha detto con chi ha a che fare.

Con quelle dita faceva avanti e indietro, lentamente, chiedendo a mia moglie se sentiva dolore.

Lei: “no, non mi da fastidio”.

“Non ti da fastidio o ti piace, troia?” penso io. 

Il dott. YYYY dice al collega “si, sento quello che dicevamo prima, e anche per me l’infiammazione è allo stadio finale”.

Continua a “sollecitare” la fica di quella troia di mia moglie, e dopo un bel po’ toglie finalmente quei due “piccoli cazzi” dalla sua fregna.

Il dott. XXXX riprende la sua posizione tra le gambe di mia moglie e allargandogliele bene mette le dita sulle labbra della fica e comincia a toccare  come se volesse fare un massaggio al clitoride di mia moglie.

Ci sta un pò e dice “mi scusi signora, ma vorrei far notare al mio collega una particolarità dell’infiammazione che ha avuto” continuando a massaggiare con due dita il clitoride.

Il porco stava attuando il suo sottile gioco, e questo mi stava facendo ribollire il sangue per la gelosia. Mi stavo sentendo anche la pressione salire al cervello, mi sentivo arrabbiato un po’ con mia moglie perché stava soggiacendo a questo gioco in un modo che non era dovuto alla vergogna che in qualche modo, anche se fino ad un certo punto, la poteva bloccare sotto i voleri del medico, questa figura “potente”. Mi stavo incazzando. Ma ero talmente preso dall’eccitazione che non riuscivo più a staccare gli occhi da quella scena mentre mi stavo già menando il cazzo che era bagnatissimo.

Il ginecologo continuava il suo “ditalino-porco” ma in modo professionale, e vedevo mia moglie che aveva chiuso gli occhi e mi sembrava un po’ abbandonata, zitta, quasi a godersi il massaggio. Anzi, non quasi.

Fa avvicinare il suo collega e, accesa una lampada e indirizzata la luce verso la fica, gli dice di guardare.

“Se tu noti bene, vedrai che la quantità del liquido è superiore alla norma, ed anche la densità è maggiore”.

“Si, vedo” risponde l’altro.

“Prova a sentire anche tu”, fa il primo.

E così anche il collega comincia a fare lo stesso giochetto con le labbra della fica.

Mia moglie aveva ben sentito tutto, come me, ma non mosse un pelo, continuando tranquillamente distesa, con gli occhi chiusi, probabilmente a godersi il gusto di quel sottile ditalino. Non la vedevo per niente a disagio, imbarazzata.

Il giochino va avanti un altro minuto scarso.

Poi il ginecologo dice a mia moglie: “ora, mi perdoni, ma dobbiamo procedere ad una visita rettale. Capisco che non le sarà simpatica, ma, come la volta scorsa, è necessario un controllo”.

Quella puttana invece di dare “almeno” la parvenza di fastidio, risponde:

“non si preoccupi dottore, capisco e me ne rendo conto. Fate quello che è necessario. Vi prego solo di essere delicati, capirete”.

Che troia. “fate…..delicati….”. Quella gran puttana, ci stava prendendo gusto e aveva usato il plurale perché contava non una sola visita, ma due.

Il ginecologo “aiuta” con le mani mia moglie a scendere, le fa togliere la gonna e la fa mettere “a pecorina”.

Intanto l’altro si era piazzato a fianco di mia moglie. Si toglie il guanto, prende un po’ di crema da un tubetto, se la mette sulla punta del medio.

Con le dita della mano sinistra allarga il  solco ed inizia a spalmare la crema sul buco del culo di mia moglie.

Mi sono trattenuto a stento dallo schizzarmi in mano.

Si rimette a fianco di mia moglie e appoggiandosi un po’ sulla sua schiena, con le due mani le allarga i glutei e il ginecologo le infila il medio dentro il buco del culo in un sol colpo.

“cazzo che bella azione di coppia” mi sono detto.

Vedo mia moglie avere un piccolo sussulto, e il dottore le fa “mi scusi signora, ma non potevo fare altrimenti”.

“un cazzo non potevi, sei proprio un gran maiale” ho pensato. “ tu e l’altro compare”.

E mia moglie, sempre più puttana:“va bene, pazienza, fate pure”.

Ancora una volta quel “fate” mi è sembrato come un invito ai due, una sorta di permesso ad “abusare” delle sue parti intime.

Non ho retto più, mi sono dato quattro botte e mi sono schizzato in mano.

Mi sono frettolosamente ripulito e mi sono rimesso a guardare dal buco, con l’ansia di essermi perso qualche scena.

Infatti, ora nel buco del culo di mia moglie c’erano le dita del collega del ginecologo.

“Si, se la stavano proprio passando e ripassando a vicenda i due porconi”.

Anche questo andava e veniva, avanti e indietro con le dita nel culo di lei come se la stesse inculando con il cazzo.

Il ginecologo fa al collega “hai sentito?” e il secondo “si, si, ho sentito, hai regione, è evidente”.

A loro sarà stato evidente non so cosa, ma a me era evidente che si stavano divertendo.

E anche la puttana non mi sembrava fuori gioco, anzi il contrario.

E io ero come bloccato da tutte le sensazioni positive e negative che quelle scene mi procuravano.

Ero un po’ arrabbiato, un po’ ferito. Ma la mia mente continuava anche a ribattere sullo stesso tasto.

Il ginecologo dice a mia moglie “abbiamo finito, si sentirà più tranquilla ora” e  porgendole una salvietta di carta le dice di ripulirsi.

Lei fa “abbiamo finito?” , con un tono che, ( io sarò pure fuori di testa, però!) mi è sembrato un po’ di delusione.

Vedo il ginecologo che rimane qualche secondo zitto e poi le risponde “no signora, dovrà avere ancora qualche minuto di pazienza, devo controllare un’ultima cosa con lo speculum”.

Noto anche che guarda per un attimo il collega, il quale sparisce quasi subito dalla mia visuale.

Il ginecologo si toglie il guanto della visita rettale, prende un divaricatore leggermente più piccolo del normale, spalma un po’ di crema e dice a mia moglie: “faccia un bel respiro e non trattenga la muscolatura interna, devo inserirle il divaricatore, ma se lei collabora, non le farò male”

Il ginecologo infila prima le dita, senza guanto.

Inizia a sditalinare il culo di mia moglie, facendo avanti e indietro con il medio.

Dopo tre-quattro volte inizia ad infilare quella specie di cazzo metallico nel buco del culo di mia moglie.

Lei si irrigidisce un po’, lui le dice di stare calma e di rilassarsi.

Poi passa il braccio sinistro davanti la pancia di mia moglie, come per trattenerla e spinge il divaricatore a fondo.

“Ah…” fa lei cercando di avanzare per sfuggire alla spinta dell’attrezzo.

E lui “stia ferma, altrimenti è peggio”. E intanto continuava a trattenere mia moglie da davanti continuando a spingere il divaricatore come fosse il cazzo di uno che ha una gran voglia di montare un bel culo come quello che aveva davanti.

Sento il collega uscire dal bagno. Ecco dove era finito.

Si mette accanto al ginecologo che stava continuando a fare la visita rettale.

“ma che cazzo doveva  visitare ancora” penso.

Mia moglie ora si era un po’ distesa e tranquillizzata, aveva gli occhi chiusi e mi sembrava che si muovesse lentamente, con movimenti simili ad un rettile che al  sole si gode il calore dei raggi.

L’altro dottore mi stava rivolto di spalle.

Ad un certo punto il ginecologo si toglie da dietro mia moglie e lascia il posto al collega.

Io avevo ripreso ad eccitarmi e a toccarmi. Il cazzo si era indurito di nuovo ed era sempre più paonazzo.

Ho pensato “adesso che fanno, avranno finito? ”

Mentre penso questo, vedo il secondo medico aprirsi il camice.

Con sorpresa vedo che ne esce un cazzo già bello dritto.

Ora capivo cosa era stato a fare in bagno.

Mentre il cazzo del ginecologo, per come l’avevo visto la volta precedente, era abbastanza normale, questo del collega era molto più lungo e grande.

Quel porco del ginecologo se l’era trovato bene il collega (sempre che lo fosse per davvero), adatto per fare una vera “monta” da guardare.

Si perché dalle volte precedenti (guardò dal buco della serratura mia moglie in bagno, si fece una mezza sega mentre la visitava, ecc., mi viene da pensare che sia un tipo abbastanza cerebrale, che ama coinvolgere le pazienti diciamo “adatte”, per poi organizzare certi giochetti.

Mia moglie piegata sul lettino a pecorina con gli occhi chiusi, non aveva visto questa manovra.

Lui prende il suo bel cazzone  in mano, lo punta sul buco del culo e con delicatezza  e lentamente comincia ad infilarglielo dentro.

Mia moglie appena lo sente apre gli occhi, tira su la testa, la gira guarda il medico e fa “Ma…..” .

Ma….ma….Ma non dice altro la troia.

Anzi. Rimette giù la testa , e con le braccia attaccate ai lati del lettino inizia a muoversi per aiutare il dottore ad entrare meglio, accompagnandolo ad ogni pressione che questo con il cazzo le faceva dentro il culo.

Il medico se la stava inculando proprio come una puttana. La teneva per i fianchi e usciva lentamente quasi del tutto dal buco per rientrarvi con una spinta sola, di botto, tirandosi addosso lei.

 

Che porco!!!

Quando lui si tirava dietro e usciva, si poteva vedere bene il cazzo in tutta la sua lunghezza e larghezza. Un bel pisellone davvero.

Lei, che sentiva bene di che arnese si trattava, provava a girasi per guardarlo ma non riusciva a vedere bene.

Aveva però una faccia da troia che esprimeva bene tutta la voglia che sentiva.

Io comincio a menarmi con una foga impressionante

Il medico prosegue a pomparla così, in piedi.

Lei continua a muoversi avanti e indietro per sentire più cazzo possibile dentro.

Ho pensato “quanto sei porca, con me fai la difficile a prenderlo in culo e adesso ti stai facendo sfondare  da quel palo”.

Sento lui iniziare a dire parole sconce: “sei proprio una gran bella fica, me l’aveva detto il collega, ti meriteresti un cazzone ancora più grande” .

Sento lei aumentare il numero dei respiri, ma in silenzio.

Il ginecologo intanto guardava la scena e si menava il cazzo.

Erano tutti e due infoiati. E lei li seguiva.

A quella scena non ho retto e mi sono venuto in mano per la seconda volta.

Continuo a guardare per non perdermi nulla. E’ tutto immensamente eccitante.

Il medico aumenta il ritmo delle pompate, se ne viene e quasi urlando dice:

“troia, troia, sei una grandissima troia. Che culo, sei splendida. Mi piacerebbe incularti per ore”.

Quasi subito il collega lo tira via per un braccio, e questi tira fuori il cazzo ancora dritto e lungo, e continua a menarselo sgocciolando per terra.

Mia moglie con la testa all’indietro fa “no, no, che fai!”

Ma subito il ginecologo interviene a rimpiazzare il buco lasciato libero dal collega.

Anche lui la prende saldamente per i fianchi e inizia a sbatterla per bene.

Si sentiva la sua pancia sbattere sulle chiappe di mia moglie.

Dava delle botte violente.

Lei aveva la faccia della donna infoiata, ingorda di cazzo nel culo.

Mugolava di piacere.

Lui la sbatteva come una puttana di strada.

Lei completamente adagiata e succube fa “si, siete due gran bei porci e a me piacciono gli uomini maiali come voi, si sbattetemi ancora, voglio godere anch’io. Voglio ancora quel gran cazzo di prima”.

Scarico delle due seghe fatte, pensando ancora a quanto lei è stata  puttana, mi sale una rabbia indescrivibile. E penso “ora basta, che cazzo, mica è una prostituta”

Mentre il ginecologo se la sta montando di brutto, mi allontano senza far rumore e vado sul pianerottolo.

Chiamo lei sul cellulare. Questo squilla un bel po’ e poi sento lei che risponde con voce dimessa.

Le chiedo “dove sei, ancora dal medico?”

Lei fa “si”

Le dico “Io sono uscito prima e sono davanti lo studio, salgo così andiamo via insieme”.

Lei: “Aspettami giù tanto ho quasi finito e scendo subito, è inutile che sali”.

Io: “no, salgo tanto qui che faccio, fa anche freddo” e senza aspettare una sua risposta chiudo la telefonata.

Immagino la scena di panico che sta accadendo in studio.

In meno di un minuto salgo e suono alla porta.

Mi apre il collega del ginecologo.

Non so se per mia convinzione per quanto visto o per altri motivi, vedo il suo viso abbastanza arrossito e lui imbarazzato.

Quella troia di mia moglie gli avrà detto chi ero e che stavo salendo.

Mi presento e lui fa “Venga, il dott. XXXX mi ha avvisato. Io sono un collega. Sua moglie è ancora in studio, ha quasi finito. Si accomodi in sala d’attesa e pazienti ancora qualche minuto”.

“Mi scusi” dico “lei è il cardiologo dello studio?”.

Lui “mi scusi, non ho capito, cosa ha detto”

Ripeto la domanda e lui dice “si, si. Mi scusi però ora, devo andare nel mio studio, ho una paziente. Avviso il dott. Xxxx  che lei è qui”.

Il maiale aveva capito bene la domanda, aveva solo voluto guadagnare tempo, e stava mentendo perché non c’era nessun’altra paziente, ma non voleva far sapere chi era.

Vedo che bussa allo studio del ginecologo che però non risponde.

Allora dice “il dottore sta sicuramente visitando e non può  interrompere”.

Attenda qui in sala ancora qualche minuto. La saluto.” E sparisce lungo il corridoio.

Che porco.

Mentre sono seduto  penso che quell’altro maiale si starà finendo in pace di inculare mia moglie, oppure si sarà sbrigato mentre salivo. Magari lui si sta ripulendo il cazzo, o meglio ancora glielo starà ripulendo lei con la lingua.

Dopo qualche minuto vedo lei uscire dallo studio e lui dietro.

Mi saluta e fa “non mi aspettavo che passassi a riprendermi, eravamo d’accordo che ti avrei chiamato io oppure sarei tornata sola”.

“ho fatto presto ed ho pensato di venire, anche per capire come va la situazione”

Il ginecologo mi saluta, e fa “non si preoccupi, la sua signora è in buone mani. Abbiamo trovato la cura giusta e presto sarà completamente guarita”.

Fa anche lo spiritoso. Certo, il maiale l’ha trovata si la cura giusta ed inoltre sembra che a lei faccia pure bene. Quindi che problema c’e’?

E adesso che comincia ad organizzare pure con i “colleghi”, cosa succederà? Quanti “colleghi” potranno esserci da oggi? Quanti cazzi nel culo mia moglie dovrà ancora prendere?

Allora dico a lei “scusa ma non avevi terminato con oggi?”.

Lei “pensavo di si, ma da quello che dice il medico…..”

E lui “ma si, ho detto che presto sarà guarita, non è un gran problema. Potrà proseguire la cura tranquillamente a casa e solo se lo riterrà necessario, mi farà una telefonata e valuteremo insieme se sarà il caso di prendere un appuntamento”.

Lei era imbarazzata e lui, più furbo, aveva preso in mano le redini.

Si stava preparando con attenzione il terreno per un successivo “incontro”.

“Va bene” dico “la saluto dottore  e mi saluti anche il suo collega”.

Usciamo e dopo cinque minuti entriamo in auto.

Dopo qualche minuto trascorso in silenzio (ero incazzato nero ma eccitatissimo) le dico: “mi sembri un po’ dimessa, come molto stanca, è stata una brutta giornata al lavoro o ti sei stancata per la visita?” con tono un po’ polemico.

Lei mi guarda un po’ stupita e fa “ma che stai dicendo?”

E io “dico che forse a forza di farti penetrare ti sarai stancata e forse ti farà anche un po’ male”.

“Male cosa? “ fa lei.

“La fregna e il culo” dico io, “so che i ginecologi devono visitare anche dietro, o sbaglio?

Lei imbarazzata fa “si, ma non è così trascendentale”.

E io “certo, però te lo dovrà aver allargato bene per vedere dentro”.

Lei “ma che dici, lo sente con un dito”

“solo con il dito?” faccio io guardandola in viso.

“Si, di solito si. Qualche volta usa uno strumento per allargare, ma non è un problema, non capisco dove vuoi arrivare”

“da nessuna parte”, dico io, “sono solo curioso, dal momento che non ho mai potuto vedere. Anzi, mi fai sentire come stai “sotto” dopo una visita del genere?”

Lei “ma dico, ma sei scemo, che ti viene in mente?”

Io: “niente, voglio solo curiosare. Dai fermiamoci un attimo, adesso, così lo sento subito dopo che è successo”.

“Ma guarda che sei strano” fa lei.

Ma io senza far caso al resto che diceva, mi avvio verso una stradina che si infila tra alcuni alberi e cespugli, che si trova in una zona semideserta vicino lo studio.

Era quasi completamente buio e mi fermo sul  bordo della strada, vicino alcune piante di oleandro.

Comincio a mettere le mani addosso a mia moglie, che aveva ormai capito che mi ero eccitato, e le dico “dai, togliti le mutandine, voglio vedere e sentire i buchi dove ti ha messo le mani il medico”

Alzata la gonna e sfilate le mutandine, lei rimane in bella mostra davanti ai miei occhi.

Inizio a toccarle la fica e sento che le lebbra sono caldissime, quasi bollenti, e molto bagnate.

Le infilo prima uno, poi due dita dentro e la sento fradicia.

Le dico “cazzo, sei bagnatissisma!”.

E lei: “E’ normale, lo sai, quello deve toccare dentro e questo fa si che il fisico reagisca in modo da facilitare la penetrazione”.

Poi le dico di girarsi su un fianco e passo a vedere il buco del culo.

Fuori era bagnato, troppo, ma sapevo cosa era successo. E poi si sentiva il viscido dello sperma.

Le dico “sei bagnata di un liquido che è viscido, non può essere liquido tuo”.

Lei fa “ è la crema che usato”.

“Non è crema” dico io “sembra un’altra cosa”.

Prendo le mutandine, le guardo e vedo che c’è una discreta quantità di sperma nella parte posteriore.

Penso ai due porconi che se la sono inculata e le hanno scaricato dentro tutto lo sperma che avevano. Sarà piena.

Mentre mi giro per rimettere le mutandine sul sedile posteriore, mi accorgo che c’è un uomo che sta vicino al vetro posteriore dell’auto, che sta guardando.

Lei non lo ha visto.

Mi balena un’idea.

E’ puttana? E farà la puttana.

Le dico “questo liquido che hai sul culo, e che sta in abbondanza sulle mutandine, è sperma. Io credo che tu sia una gran troia e che lo sei stata per il tuo bel dottore. Ora sarai troia anche per me”

Mi guarda e fa “ma dico, sei impazzito?”

“No” le faccio io “non sono impazzito, ma neanche tanto scemo. Credo che tu abbia il culo pieno di questa roba, e visto che non hai fatto in tempo a pulirti e non puoi continuare a portartelo addosso, adesso scendi dall’auto e ti metti accucciata a terra e lo fai scolare dal culo, come se dovessi fare pipì”.

Lei  capisce dal tono della voce che non sto scherzando e che ho capito, forse tutto, e fa “Ma….qui per strada?”

“Si, per strada, come una puttana”.

Apre lo sportello, ed esce.

L’uomo dietro, fa in tempo a nascondersi dietro l’auto.

Lei si accovaccia per terra, ma io, siccome non riuscivo a vedere bene, la faccio alzare e le dico di mettersi in pedi, a gambe bene aperte.

La faccio girare con il culo verso di me, accendo la luce interna, le divarico le chiappe e vedo di uscire lo sperma dal culo.

Le dico di spingere.

Ne esce una quantità notevole.

I due se l’erano inculata per bene. Era piena come pensavo.

L’uomo intanto faceva capolino dalla parte posteriore dell’auto.

Lo vedevo. Aveva il cazzo di fuori, dritto, e se lo menava guardando mia moglie seminuda.

Le dico di girarsi, con il culo verso la parte posteriore dell’auto.

Tiro fuori il cazzo che era mezzo dritto e le dico di farmi un pompino.

Lei piegata a pecorina comincia a succhiarmelo.

Vedo l’uomo sporgersi ancora di più dall’auto.

Tiro su la gonna di mia moglie in modo che il guardone potesse vedere bene il culo e la fica.

Lui guarda con occhi increduli lo stupendo spettacolo, e si mena ancora di più il cazzo.

Mi fa cenno come per chiedere se può avvicinarsi.

Gli rispondo di si con il capo.

Si avvicina e guarda ancora di più.

Lei sente un rumore e fa per alzarsi, ma io le tengo ferma la testa dicendole “non è nulla, non ti preoccupare, controllo io, tu continua a succhiarmi il cazzo brutta troia”.

Il guardone continua a menarsi sempre più velocemente.

Mi fa cenno se può toccare. Annuisco.

Lui infila una mano tra le cosce di mia moglie che ha uno scatto di paura.

La tengo ancora ferma con la bocca sul cazzo e le dico “non ti preoccupare, è uno, fa finta che sia il tuo bel dottore”.

Cerca di svincolarsi, ma la tengo e aggiungo “ti sei fatta trombare come una vacca e adesso fai la ritrosa per una mano tra le cosce?”

Lei capisce e si ferma.

L’uomo si eccita ancora per tutto questo. Mi fa capire che vorrebbe farsela.

Gli faccio segno di si e gli dico, “ok, ma te la devi inculare”.

Lei si toglie il cazzo dalla bocca e fa “senti, ora basta, stai esagerando”

“Ora basta lo dico io. Ti sei fatta inculare da due porci che con la scusa della visita hanno abusato di te, ma tu ci sei stata, e pure molto volentieri. Ti sei fatta riempire il culo di sperma. Ora farai quello che voglio io”.

La ripiego sul mio cazzo.

Il guardone si cala i calzoni a mezza coscia.

Le tocco il buco del culo per sentire se era ben lubrificato dallo sperma dei due porconi.

Visto che era pronto ho detto al guardone “dai, puntaglielo sul buco e spingilo dentro tutto.”

Lui, con il cazzo che quasi scoppiava, appoggia la punta sul buchetto, aiutato da me che allargo le chiappe di mia moglie.

Aveva un cazzo non grande come quello del collega del ginecologo, ma comunque bello duro, adatto ad una penetrazione anale.

Comincia a spingere piano.

Io gli dico “dai, devi infilarglielo con un colpo”.

Lui spinge con forza in avanti e la infilza come con una spada.

Lei caccia un urlo soffocato.

“Mi fa male” dice.

“Certo” le dico io “il tuo culo sarà rovente dopo tutto quello che ti ci hanno fatto, ma a questo punto un cazzo in più non è un problema”.

L’uomo comincia ad incularla per bene.

Ma non fa a tempo a starci molto, pochi secondi e le schizza dentro godendo come un maiale.

Appena finito si tira indietro, si ripulisce velocemente, si tira su i calzoni, ringrazia, saluta e scompare.

Io intanto ero eccitato al massimo per quello che avevo visto e per come avevo fatto interpretare la parte di puttana a mia moglie.

Stavo per venire. Mi fermo e faccio poggiare  mia moglie con le mani sul sedile, con lo sportello aperto.

Così a pecorina, con il culo all’aria, mi è parsa ancora più arrapante.

Le vado dietro e le dico “ora non ti vorrai rifiutare proprio a me?”

Lei “basta…..mi fa male, me l’avete rotto tutto”

Ma io incurante dei lamenti, le metto un dito dentro per sentire come è largo dopo tutto quello che le è stato fatto.

Sento un tunnel, una caverna calda, aperta, piena di sperma.

Mi eccito ancora di più.

Le infilo il cazzo in culo e comincio a pomparla.

Lei implora “basta, mi fai male……”

La tengo per i fianchi e la sbatto come un matto.

Me ne vengo quasi subito e finisco di riempirla.

Quando mi tolgo, la faccio girare verso la luce e le guardo il  buco del culo che assomiglia ad una fica aperta, sgocciolante dei liquidi seminali dei maschi che se la sono fottuta.

Le porgo un fazzoletto per farla ripulire.

Mi pulisco anch’io.

Risaliamo in auto e andiamo via in silenzio.

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I migliori riceveranno la foto di lei in “posa da visita”

 

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