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Estate 66

Di mattina presto il rumore infernale, ma festoso al tempo stesso, della macchina sgranatrice per la battitura mi sveglia: è il segnale d’avvio di una nuova e lunga, faticosa giornata di lavoro, a cui neanche noi ragazzini potevamo sottrarci.  Inizia così una giornata particolare, che rimarrà impressa per sempre nella mia mente.

Un ricordo al quale di tanto in tanto, mi piace far tornare la memoria, per seguitare a fantasticare e riprovare a sentire dentro il mio animo le stesse sensazioni. Abbandonarmi al ricordo di un pomeriggio trascorso sopra di un letto, di quelli alti di una volta con le testiere madreperlate, sui quali a noi ragazzini per salirci sopra, occorreva prendere la rincorsa.

La mattina trascorse tra la distribuzione del dare da bere agli uomini e portar loro la colazione. Un rito che aveva una sua sacralità, in quanto significava anche ospitalità e profondo rispetto per il lavoro svolto dai vicini che erano venuti a dare una mano: un segno concreto di solidarietà.

Una mattinata quindi, trascorsa insieme ad altri ragazzini come me uno in particolare, Gianni di 17 anni, quindi un po’ più che adolescente. Il più grande, quello a cui molti di noi ancora poco più che bambini, guardavano con una certa ammirazione. Gianni cominciava ad essere un ragazzo e la barba pronunciata, il gonfiore della patta, erano i chiari segni che il suo corpo aveva già subito quella trasformazione naturale, che ti fa sentire grande e che porta a sentire il sesso come un bisogno da soddisfare.

Con chi e come, non ha alcuna importanza e questo io lo capii poco prima di andare a pranzo, quando ci mettemmo tutti insieme sotto una doccia improvvisata, a lavarci i nostri giovani corpi, liberarli dalla polvere della battitura.

Non ricordo con precisione quanti eravamo esattamente, ma ricordo bene le sensazioni strane che cominciai a provare alla vista di tutti quei corpi lisci (in particolare quello di Gianni, che oramai uscito dalla prima adolescenza cominciava ad essere scolpito e ben delineato), sodi e risplendenti, le mutandine bagnate poi mettevano ancora più in risalto i nostri piselli appena adolescenziali, che tutti ci guardavamo come per scrutare chissà cosa, sotto il sole torrido di luglio.

Questo mio osservare attentamente i corpi, era il segno che anche io stavo per iniziare a subire quella bellissima metamorfosi naturale che in Gianni s’era gia materializzata e che me lo faceva apparire, come una cosa bella da assaporare, sentii per la prima volta un fremito in mezzo alle gambe, non riuscivo a capire cosa era, ma era bello avercelo.

Il pranzo volò via veloce e festoso, con le donne indaffarate a servire gli uomini e noi ragazzi che ancora non eravamo rapiti dalla TV, intenti a scherzare tutti insieme. Finito il pranzo, gli uomini riprendono a lavorare ma, a noi ragazzi, ci aspettava un pomeriggio di riposo sopra i letti, ed anche quel pomeriggio andai nella stanza di una mia vecchia zia e con le sole mutandine mi stesi sopra le lenzuola, che mi procurarono una piacevole sensazione di freschezza.

Era normale stare in più d’uno sopra il letto, ed anche quel giorno fu così. Solo che quel giorno venne Gianni a sdraiarsi accanto a me, l’aveva fatto altre volte, ma quel pomeriggio accadde che entrambi scoprissimo il piacere sessuale.

Gli scuri accostati delle finestre crearono una penombra all’interno della stanza molto intima, che fini per divenire la principale complice di quanto avvenne. Si cominciò con il leggere i giornalini e in quel silenzio, rotto solo dallo sfogliare, Gianni cominciò a toccarsi il pisello.

In un primo momento non mi accorsi di tutto ciò, quando ad un tratto, con la coda dell’occhio, vidi il suo membro, questo era gia bello rigido e la mano di Gianni lo accarezzava con sapienza, a quella vista non mi ritrassi indietro anzi, ricordo bene che quella visione mi procurò istantaneamente piacere.

Si vedere quel coso duro e grosso mi eccitava. Lui se ne accorse e dopo aver indugiato alcuni istanti, mi disse se glie lo avessi accarezzato anch’io. "dai fammi un po’ su e giù". Ricordo che senza alcuna esitazione, con naturalezza, allungai il braccio e cominciai a toccare, a stringere fra le dita il suo pisello. "Hai fai più piano, più lentamente". Non l’avevo mai fatto prima di allora, ma fu spontaneo estremamente naturale cominciare a stringere quel pisello caldo, liscio e duro.

Carezze a cui quel membro rispondeva con un irrigidimento sempre maggiore, mi piaceva stringere fra le mani quel coso e piaceva anche a Gianni il quale disteso con le mani dietro alla nuca, aveva cominciato ad ansimare: il suo corpo stava vibrando e fu a quel punto che mi accorsi che anch’io avevo qualcosa di duro tra le mie gambe.

Con una mano stringevo il suo pisello, con l’altra accarezzavo il mio. Altre volte avevo accarezzato il mio, ma quel pomeriggio il piacere mi parve essere più intenso, più maturo, stavo scoprendo i piaceri sessuali in modo del tutto naturale.

Come fu naturale ad un certo punto, girarmi sopra lui, portare la mia bocca vicino al pisello, e cominciare a succhiare, a leccare. Non me l’aveva chiesto, forse neanche lui conosceva tutto ciò, fu il mio istinto a spingermi a fare quel gesto, allora non potevo certo capire la teoria dei bisogni che si scontrano contro la morale. Ora lo avevo in bocca, caldo e duro, ed il piacere reciproco andò in un attimo alle stelle.

Non so quanto durò, come pure per l’inesperienza, non riuscii ad avvertire il momento che lui stava venendo. Si il suo corpo si contorceva e con più forza, con più ritmo, spingeva il pisello dentro la bocca, tenendomi la testa fra le mani; infine quando il suo sperma mi riempi la gola, fui invaso da un piacere immenso. Quel profumo amaro di mandorle fu inebriante, continuai a succhiare per molti minuti lo ricordo bene, finche il pisello non fu completamente ammosciato.

Poi il silenzio riempì la stanza, avevo fatto il mio primo pompino, ero felice una felicità che esplose di li a poco quando anch’io venni tra le mie dita.  Ora sono sposato, e con mia moglie frequento i club privé, durante tutti questi anni ho avuto di tanto in tanto, storie di bisessualità, ma mi piacerebbe ora poter incontrare un giovane dal fisico asciutto e liscio, con il quale costruire una storia tutta particolare ed intima. Qualcuno vuole scrivermi?

Ciao fabio.

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