
Le foto di Irene 2
Un nome non sarà mai tanto complesso quanto l'individuo che lo porta. Allo stesso modo, nessun titolo potrà dirvi quanto il racconto stesso. Per questo motivo, ho deciso di continuare la mia storia, senza modificarne il titolo.
Siete ancora lì?
..ok, andiamo avanti!
Il nostro rapporto aveva subito una metamorfosi definitiva. Vivevamo i nostri giorni immersi in una passione incontrollabile, non potevamo stare nella stessa stanza senza toccarci e saltarci addosso, avremmo fatto qualsiasi cosa l'uno per l'altra. Anche il mio rapporto con suo marito era diverso, ormai mi considerava una persona di famiglia e non mancava d'invitarmi per cenare insieme o per occasioni speciali. Ovviamente, il mio ruolo di fotografo andava avanti.
A volte, Irene cambiava molti vestiti e altrettante pose per poter realizzare tutto il materiale fotografico possibile, da mostrare un pò per volta. Tutto questo per riuscire ad avere molto tempo da dedicare a noi e alla nostra voglia.
Nella nostra coppia non esistevano limiti, insieme potevamo fare qualsiasi cosa, realizzare ogni fantasia e provare giochi nuovi. Una volta, dopo averlo fatto sul pavimento, le dissi che volevo andare in bagno, lei mi domandò se dovevo fare la pipì, alla mia risposta positiva seguì la sua proposta: "mi piacerebbe sentirmi tutta bagnata dalla tua pipì calda, perché non me la fai addosso?" Mi chiese d'aspettare un attimo per tirarsi su il perizoma ed il collant, voleva che bagnassi tutto. Dopo aver esitato per un istante lo feci, le piaceva sentirsi porca con me. Cominciai a bagnarla sul viso e la bocca, era davanti a me e le stavo pisciando addosso bagnandola tutta, la figa, il culo, le zizze, abbassò le calze ed il perizoma e con le mani spalancò le chiappe facendomi pisciare tra le cosce e nel culo, amava sentire quel liquido caldo che la colpiva con pressione. Quando stavo per finire, dopo averle pisciato ancora in faccia e nei capelli, lo prese in mano e se lo infilò nella bocca. La guardavo succhiare, poi mi disse: "ti voglio, da te mi farei fare qualunque cosa, voglio essere tua in ogni modo e ti voglio tutto. Non l'hai ancora capito?" Invece lo avevo capito e mi piaceva, ero soltanto un pò stupito perché prima di allora non mi era mai capitata una passione così travolgente.
Al nostro ultimo appuntamento ho avuto due sorprese, la prima riguardava la presenza in casa di suo marito, la seconda, un invito a passare una giornata nella villa di due amici. Accettai subito, sarebbe stata un'occasione per stare insieme, anche se in una situazione insolita, ma questo non mi preoccupava. Non conoscevo la zona dov'era situata la villa, ma dopo aver parcheggiato l'automobile, mi guardai intorno e non mi ci volle tanto per capire che gli amici erano più che benestanti. Oltre ai padroni di casa, trovai un'altra coppia di conoscenti. Il posto era davvero bello, con un bosco grande a pochi metri dall'abitazione e la giornata era perfetta. Le amiche di Irene, Daniela e Rosalba, sembravano simpatiche ed erano anche due belle donne, ma quel giorno ero in quel luogo soltanto per lei e non pensavo ad altro. Lei era lì che mi aspettava, era fresca e luminosa, sembrava una ragazzina. Tra le altre cose, notai le sue calze, la prima volta che la vedevo con i collant.
Mi piaceva molto in quella versione sportiva e leggera, mi tornavano in mente alcuni giochi che facevo da bambino e le belle giornate di primavera. Lei non aveva alcuna forma d'imbarazzo, dopo avermi presentato la coppia che ci ospitava, prese a giocare con me, non smetteva di stuzzicarmi, mi guardava in un modo malizioso e pieno di complicità. Si stendeva davanti a me, sorridendomi come per invitarmi a saltarle addosso, quel suo modo di fare mi divertiva, ma mi faceva anche arrapare.
Per pranzo avevano organizzato un buffet, io mangiai poco e soltanto cose leggere perché volevo rimanere in forma. Quella coppia era simpatica, soprattutto lei che dimostrava una visione delle cose aperta e senza pregiudizi. Dopo il pranzo passammo un pò di tempo tutti insieme a discutere del più e del meno, fino a quando lei si rivolse a suo marito dicendogli che aveva voglia di fare qualche fotografia per immortalare quel verde meraviglioso che ci circondava, poi m'invitò a seguirla nel bosco. Questo incuriosì le sue amiche che presero a farmi alcune domande sulla mia passione per le foto, affermando che anche loro avrebbero posato per me molto volentieri. Lei sembrava ingelosita anche se, per ovvie ragioni, non lo dimostrava apertamente, ma dopo aver ascoltato i discorsi appassionati delle sue amiche, mi prese per mano invitandomi a seguirla. Passarono alcuni minuti ed eravamo lontani dalla villa, lei continuava a tirarmi la mano per andare avanti, ormai le risate degli altri non si sentivano più da un pezzo. All'improvviso dopo essersi fermata, si strinse forte a me, poi si abbassò e dopo avermi sbottonato i pantaloni, lo prese in bocca succhiandolo con forza, era affamata del mio cazzo.
Sentii il mio sesso gonfiarsi in un istante e divenire enorme, mentre lei mi spingeva con forza verso la sua testa, se avesse potuto, lo avrebbe mandato giù in fondo alla gola. Andai giù anch'io e dopo averle aperto le cosce, cominciai a baciarle dolcemente, le strappai i collant per poter baciare le chiappe e succhiarle la passera, lei continuò a sfilarsi le calze, poi afferrai le sue caviglie e la piegai portandola con le ginocchia all'altezza delle tette per poterla chiavare meglio e far si che il cazzo potesse penetrarla totalmente ed entrare fino alle palle. Quella situazione m'intrigava e sapevo che lei avrebbe urlato come una porcona in calore. Con una mano allargava le labbra morbide della sua fessa e con l'altra, dopo aver afferratto il mio arnese, se lo spinse dentro.
Dava colpi di reni, cercava di spingerlo dentro, mi stava chiavando di brutto... "mmmhh.. dai mettimelo, mettimelo tuttooo!!" Non le importava che le sue grida potessero arrivare all'orecchio di qualcuno, forse se ne rendeva conto e tutta la situazione la eccitava come mai prima. .."sii, fottimi amore, fottimi, non smettere mai, fammi godere del tuo cazzooo!!"
Non l'avevo mai vista così porca, ero arrapato da morire, era porca e dovevo chiavarla come una porca. Iniziai a darle delle botte di cazzo molto forti, mi fissava innamorata ad ogni colpo: "sii, il mio corpo è tutto tuo, fottilo, fottimi!"
Avevo già voglia di farle lo stesso servizio in culo, quel culo che amavo e che mi faceva arrapare da matti. L'avrei chiavata in culo come non era mai successo prima, rimanendo in quella posizione con le chiappe spalancate e lei che si massaggiava la sorca. La chiavavo di brutto e lei lo voleva da matti e godeva da star male: "voglio il tuo culo, lo voglio, voglio schiaffarti tutto il cazzo nel bucio del culo, tutto grosso com'è e voglio sentirti gridare mentre ti rompo il culoo!" Stava per mettersi alla pecorina, ma le dissi di restare in quella posizione davvero accogliente. Mi avvicinai alle sue chiappe, leccando in mezzo, verso l'alto e il basso usando la lingua come un pennello e assaporando la dolcezza del buco. La invitai ad afferrarsi le chiappe, prendendo con la punta delle dita vicino al buco, per poi tirare forte fino all'allargamento massimo. Le sputai un paio di volte nel bucio, poi dopo aver avvicinato la cappella cercai di farla entrare aiutandomi con le dita, spingendo da una parte e poi dall'altra. Era bollente, sentivo la mia cappella affondare nell'intimità di quel buco stupendo, dolce e lussurioso.
Dopo averlo sfilato le allargai il culo con forza per sputare ancora un pò di saliva dentro, lo facevo quasi con disprezzo, trattandola come nessuno aveva fatto prima. Sentirsi preda le piaceva molto, voleva sentirsi usata, chiavata, fottuta come una puttana, la più porca delle puttane. Non ero mai stato così arrapato, continuai a chiavarla in culo, con colpi lenti ma intensi riuscivo ad entrare sempre di più, la lasciavo spingere, sentivo le sue contrazioni per farlo entrare tutto dentro, senza lasciare fuori nemmeno un millimetro, volevo arrivare al limite per poi gustarmi il bucio aperto. Lei godeva, ansimava, pregandomi di non smettere mai, di renderla felice. Ormai il culo era pronto e presi a chiavarla con forza, uscivo e rientravo nel suo culo godendomi ogni centimetro di lussuria, provando un piacere davvero intenso. Rientravo nel suo culo sbattendo con violenza ed aumentando forza e velocità dei colpi.
Mi sentivo travolto, il mio corpo riusciva ad esprimersi al massimo, non volevo fermarmi, anzi avevo voglia di farle provare qualcosa di nuovo e ci stavo riuscendo. .."aaaahh, aaaaaahh, non ce la faccio più, aaaaaahh, non smettere ti prego, non smettere, fammi godere, chiavami, chiavami, schiaffamelo in corpooo!!" Si lamentava, sembrava che si sentisse male, la vedevo piangere, ma piangeva di piacere, piangeva perché non voleva che quell'inculata avesse fine. La rapidità e la decisione dei miei colpi aumentò al massimo fino a sentirla dire: "..aaaaahhh, aaaahhh inculamii, aaaahh sfondami il culoo! Ti prego, sfondami il culoo, spaccameloo! ..aaaaaaghhhh, aahhaaa! ..chiavamelo tutto in culooo!"
La sbattevo di brutto, mi sentivo come un animale in calore e pieno di furia, con lo sburro che montava ed il sangue in fiamme. Il mio cazzo era al limite, stavo per esplodere, lei venne urlando: "sii amore mio, che bel cazzoooo, sburra, sburraaaa!!!" Lo tirai fuori e la mia cappella era gonfia e rossa da fare impressione, mi avvicinai alla sua bocca in un attimo, e lei con una succhiata piena di voglia mi lasciò straripare con un vero fiume di sburro caldo che si fece scendere nella gola godendo ogni goccia, mi piaceva molto guardarla ingoiare tutto. Alla fine, lei era splendida, ho guardato tra le sue chiappe e al posto del buchino c'era un bel bucio aperto, sfondato. Mi chiese di lasciare il mio cazzo nella sua bocca ancora qualche attimo, non avrebbe voluto lasciarmi più. Intanto, mentre mi rilassavo, mi accorsi che dietro ad un cespuglio non lontano, c'era qualcuno che ci osservava.
Era Daniela, la sua amica, ma non mi preoccupai di questo, rimasi incuriosito dallo sguardo complice di quest'ultima. Daniela andò via, Irene non l'aveva vista, noi decidemmo di restare ancora qualche minuto insieme nel bosco. Adesso sentiva il risultato di quella grande chiavata con qualche dolorino qua e là, ma era normale, non poteva essere altrimenti. Avevo il suo odore dappertutto e lei profumava d'inculata, se qualcuno le si fosse avvicinato, avrebbe capito in un attimo del piacere provato dal suo culo di porca lussuriosa. Lo vedevo nei suoi occhi, adorava guardarmi sfinito e sazio di lei.
Tornammo in villa, non c'era nessuno, gli altri erano in giro per una passeggiata, e senza perdere un istante approfittammo per fare una bella doccia. Al ritorno degli altri, notai gli sguardi di Daniela e Rosalba, erano diversi, quindi anche Rosalba sapeva.
Le due amiche di Irene continuarono ad insistere con le loro richieste, volevano alcune foto da conservare e desideravano posare per me, lasciai ad entrambe il numero del cellulare. Irene non sembrava preoccupata e mi sorrideva sicura di quello che c'era tra noi. Prima d'andare via e separarci fino al prossimo incontro, s'avvicinò, sussurrandomi all'orecchio: "ti sognerò, tesoro!"
(..to be Wild like the Nature)
Massimo
Ogni riferimento a cose e persone è casuale o frutto di fantasia.
...forse!