
Il mio corpo in palio
Quella sera stessa cominciammo a conoscerci meglio e capii che gli
unici diseredati eravamo Carlo ed io che lavoravamo per mantenerci all'università. Io
lavoravo in centro presso un avvocato e Carlo a Campo di Marte presso un commercialista.
Gli altri? tutti stimati e noti professionisti della Città! La brunetta
rompicoglioni che mi aveva cacciata in quella (all'inizio !) incresciosa situazione si
chiamava Giulia, era dottoressa presso un ospedale cittadino ed era la moglie di Tony (il
giovane che all' inizio discuteva con Claudio e quando mi ero avvicinata io .... mi aveva
abbondantemente palpeggiato il culo). Lui faceva l'avvocato. Per questa ragione lo rividi
spesso nei giorni a seguire nello studio ove io lavoravo che lui frequentava per ragioni
professionali. La cosa che mi è sembrata estremamente strana è che nei nostri incontri
"normali" con lui e con gli altri erano tutti di una correttezza ineccepibile.
Mai un accenno, mai un gesto di avance, mai che esagerasse nei rapporti. Uscimmo tante
sere assieme per prendere un gelato a Piazzale Michelangelo, oppure un caffè all'Indiano
con le varie coppie.
Erano passati quasi quindici giorni dalla seratina "intima" e al venerdì Carlo mi disse "per domani ci hanno invitati ad un'altra seratina intima". Questa volta vi assicuro ... non abbiamo presi granchi sul significato della parole! Al sabato sera ci presentammo in fattoria ... preparati. Io indossavo una camicetta quasi trasparente, un gonnellino quattro dita sul ginocchio alquanto scampanato e delle scarpette basse che facevano risaltare la possenza elegante delle mie cosce e del mio ... culetto paffutello. Carlo un jeans ed una maglietta di filo girocollo. Al solito l'atmosfera era di una calma insospettabile. Sul terrazzo alcune ragazze parlottavano fra loro, altri giocavano a carte. Fummo accolti da un "finalmenteeee!".
Carlo fu risucchiato da Tony che iniziò una nuova conversazione impegnata; io andai verso Giulia (potenza di amore ed odio!) che mi attraeva terribilmente. Ad un tratto sentimmo Carlo che diceva a Toni "... e se tu ti giochi Giulia ... io mi gioco Emanuela!" Tutti attizzammo l'orecchio e capimmo che i due si erano sfidati a biliardo! Tutti corsero a prendere posizione intorno al biliardo per fare il tifo. La prima partita la vinse Tony, Carlo la seconda ... quindi ci doveva essere uno spareggio a 60 punti! La tensione era altissima perchè i giocatori si distaccavano sempre di due o tre punti alternandosi al comando ... tutto era tremendamente incerto! Grande disappunto quando la partita ebbe uno stallo con quattro cinque stoccate senza punti: 58 a 58! Improvvisamente Carlo fa sei punti e vince! tutti applaudiscono , ma ... un tonfo sordo li raggela ... la sua bilia era andata in buca ed aveva regalato a Tony ben otto punti! Giulia è stata la più scontenta ... dal momento che stava pregustando una bella chiavata con Carlo al quale al solo pensiero di chiavare Giulia, era già venuto duro. Giulia doveva quindi rimandare la chiavata e rimanere all'asciutto per la serata dal momento che chi perde ... è messa al palo! concesso solo un leggero petting ... scaricante e rilassante. Io ero raggiante e con aria di dominatrice ... salii sul biliardo su cui era steso un telo di plastica.
Ormai per non fare la figura della bigotta provincialotta ero diventata tracotante e sfacciata. Mi meravigliai io stessa della mia impudicizia! Mi tolsi con lentezza studiata la camicetta e il reggiseno liberando al vento i miei bei seni rotondi e duri, ma plastici. Dopo mi levai il gonnellino e lo lanciai ... come la corbeille della sposa. Rimasi con il perizoma il cui laccio insinuato fra le natiche paffute, accentuava la sensualità ed aumentava i ... desideri. Fu la volta di Tony che denudatesi completamente offrì all'ammirazione di tutti il suo cazzo che svettava. Anche lui sali' sul bigliardo su cui era stata stesa anche una morbida coperta, e mi baciò appassionatamente in bocca mentre la sua lingua duellava con la mia. Il suo pene era schiacciato tra la mia pancia immerso nella la mia foresta di peli nerissimi ed il suo bacino. Pian piano scese sul collo, si insinuò col viso fra le mie mammelle, vi sostò a lungo per poi dirigersi sulle coppe dei miei seni e iniziò a titillare con la lingua i miei capezzoli scurissimi e turgidi. Si inginocchiò e introdusse la punta della lingua nel mio ombelico. A quella penetrazione io sentii un brivido lunga la schiena e nel culetto cominciai ad avere delle fitte lancinanti.
Si tuffò nella mia foresta di peli e leccò avidamente l'inizio della mia fessura. Poi mi fece distendere e iniziò a passarmi il suo cazzo su tutto il corpo, soffermandosi fra le mammelle che fungevano da cuscinetti per un accenno di sega alla spagnola. Io speravo eiaculasse per poter ricevere il suo sperma in piena faccia ed ero pronta ad aprire la bocca; con le mie mani strinsi ancora di piu' le mie mammelle per farle aderire al suo cazzo, ma lui ... era troppo esperto per farsi fottere da me!
Di tanto intanto lanciavo un'occhiata a Giulia che fremeva di desiderio, era eccitatissima ed avrebbe dato chissà cosa per sostituirsi a me, ma con Carlo al posto di Tony! Improvvisamente lui ebbe uno scatto e si posizionò fra le mie cosce oscenamente spalancate, si fermò un attimo e piantò il suo cazzo nella mia figa che ormai era fradicia ed aspettava da tempo quel pistone di carne che la stantuffasse con veemenza. Godetti come una maiala. Il succo mi scolava lungo la fessura, andava giù fra le natiche e bagnava abbondantemente il fiorellino del culo che pulsava come respirasse.
Evidentemente io inconsciamente con le mani di tanto in tanto mi titillavo il buchetto del culo. Tutti se ne accorsero e suggerirono a Tony di prendermi dal culo. Carlo insorse dicendo "... il culo non era nei patti!" e Toni non insistette. Odiai profondamente Carlo! Quando Toni mi sborrò il suo sperma nel profondo della mia figa, tolse il suo membro e disse ad Giulia "adesso è tua ... puliscila". Ella non perse tempo, eccitata come era dalla scena vista e dal fatto che Carlo la piastricciava in tutte le parti del corpo con le sue mani, si tuffò con il viso fra le mie cosce leccandomela tutta e succhiandomi il clitoride. Ed io godetti ancora una volta nella sua bocca le cui labbra vogliose mi sembravano una figa intorno al mio piccolo "pene"! Tony scese dal biliardo e si allontanò per andare alla doccia dicendo a Carlo con un sorriso malizioso e forse un pò ghignante ... "alla prossima partita ... ci giocheremo il culo delle nostre mogli, quello di Emanuela mi fa impazzire!".
La serata si chiuse così, ma non la mia speranza di veder vincere ancora Tony a biliardo o altro gioco in cui io e Giulia eravamo gli ambitissimi "premi in palio".
Marisole