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Laura

Era il 1993, io avevo 32 anni, sposato con una donna piena di pregi ma scarsamente predisposta al sesso e men che meno alle porcate.

Cosi, mi arrangiavo cercando avventure a unico sfondo erotico: solo sesso senza problemi.

Avevo la fortuna, in quel momento, di scoparmi Laura,

una moretta 25enne fidanzata, ma disponibilissima ad uscire da mezzanotte in poi, quando il fidanzato tornava a casa.

Lei, alta circa un metro e 75, terza di seno e culo veramente da sballo, era certamente la persona più porca che avessi mai incontrato: non rifiutava mai niente di ciò che le proponevo e anzi godeva nel farmi felice e vedermi stanco e svuotato dal gusto provato.

La prima volta che eravamo usciti, io sono stato a parlarci un paio d’ore e visto che erano più delle due di notte e dovevo farmi circa 35 km di strada pessima per tornare a casa, le proposi di andarcene ma fu lei a saltarmi addosso,

farmi un mezzo pompino, mettermi in bocca la fica fradicia e farsi scopare di corsa non trascurando di farmi sborrare in bocca, furono schizzi copiosi che lei prese per intero ma sputò poi in un fazzoletto di carta senza ingoiare.

La seconda volta che ci incontrammo non persi neppure un secondo, ero già eccitato al pensiero di incontrarla che tutto il mio corpo fremeva. Lei ci sapeva fare: usciva di casa con una tuta sportiva e uno zainetto, poi arrivati sul posto usciva

dall’auto, si cambiava, e rientrava con magliette aderenti che mettevano in mostra un splendido seno, minigonna nera con autoreggenti , reggicalze e perizoma da brivido.

Il mio cazzo non ha mai avuto bisogno di altro per diventare duro e, senza averla ancora toccata, lo sentivo esplodere nei pantaloni.

Cominciavo a baciarla sulla bocca, Lei mi succhiava la lingua ed a me sembrava lo stesse facendo col cazzo, che cominciava a farmi male chiuso dentro la patta.

A proposito, io non ho misure da record ma un normale cazzo di 13/14 cm, proporzionato anche in circonferenza alla lunghezza.

Via via che ci baciavano cercavamo anche di spogliarci,

lasciando addosso a lei le cose che più mi eccitavano.

A lei piaceva farsi leccare il collo e la schiena, sentire la lingua che scendeva giù fino alle natiche, le esplorava fino a scendere al perizoma che non poteva contenere gli umori che già uscivano dalla sua fica eccitata; io volevo entrarci piano, con il naso, la lingua, solleticando il clito, poi mimando la scopata con dei colpi di lingua dentro e fuori, che lei gradiva molto a giudicare dai gridolini.

Io disteso sui sedili e lei sopra con la fica sul viso, io che la leccavo di brutto e la sentivo tremare ogni volta che le davo una leccatina al culetto. Lei ogni tanto si abbassava a mo’ di 69 per leccarmi il cazzo, eretto e voglioso.

Non so quante volte fosse venuta ma il mio volto era fradicio dei suoi umori che io in parte ingoiavo e in parte rispalmavo sui suoi buchetti. Finalmente scese ad impalarsi,

faceva tutto lei, io le chiesi di far piano altrimenti avrei sborrato subito e lei si eccitò ancor di più, mi disse che voleva sentirsi riempire, dette un colpo violento, si soffermò col cazzo tutto dentro spingendo verso di me, mi sentivo invadere il cervello di piacere, poi, improvvisamente uscì, io ero già mentalmente pronto allo schizzo ma mi ritrovai spiazzato. Fu solo un attimo lei si mise alla pecorina e mi disse di prenderla così che la faceva godere da matti, io la infilai subito e lei mi veniva indietro, si strofinava al mio inguine e mi procurava un piacere intenso. Ero sudato, stavo letteralmente gocciolando e avevo una voglia matta di sborrare: glielo dissi, la spinsi un po’ avanti e cominciai a pompare violentemente, Lei mi gridava di non venire, di aspettare un altro suo orgasmo che stava arrivando, riuscì di malavoglia a controllarmi, dopo poco lei venne urlando di piacere. La sentii inarcarsi e mentre pompavo lei mi prese le palle con una mano stringendole, fu la goccia finale, schizzai di brutto e godendo follemente dentro la sua fica.

Lei si abbandonò giù ed io sopra, continuai a muoverlo dentro che mi piaceva, poi uscii di lato e mi distesi sull’altro sedile. Laura mi guardò e mi chiese se mi era piaciuto, - da matti - le risposi - e a te? - le chiesi, lei mi disse che era del tempo che non era così felice come adesso. Forse avrei voluto parlare ma lei era già giù a succhiare il mio cazzo e mi presentava la sua fica che colava del mio sperma ed il suo culetto. Lei, mentre mi baciava le palle e scorreva sull'asta la sua lingua, con un dito umido, cominciò a toccarmi e penetrarmi l’ano, io non ero abituato ma mi piacque e subito il mio cazzo si indurì nuovamente, allora mi venne l’idea di provare anche a me a violarle il culo e , bagnato un dito con i suoi umori ed il mio sperma, cominciai a penetrarla. Era veramente troia, aveva toccato me perché io lo facessi a lei, cominciò ad ansimare ed ad assecondare la scopata muovendo il culo ritmicamente. Non potei resistere, le scivolai da sotto, la rimisi alla pecorina e cominciai ad infilare la cappella nel culo. IL cazzo entrava con relativa facilità, non ero certo il primo anche se lei mi diceva di far piano che sentiva dolore misto a piacere ( infatti le volte seguenti portava lei la vasellina e si faceva inculare alla grande!! Ma questa è un’altra storia), poi mi disse di star fermo, spinse lei piano piano, fino a farselo entrare tutto, fino alle palle e sempre piano cominciò a muoversi e a gemere di piacere.

Io mi sentivo il cazzo stretto nel suo buchetto ed ogni pompata mi dava un gusto incredibile. Scendevo a baciarle il collo, le strizzavo i capezzoli e la pompavo con furore. Lei intanto si era appoggiata con il volto al sedile, inarcava la schiena sditalinandosi, io sentivo i miei colpi ed il mio cazzo dentro al culo e le sue dita, dentro la fica. Non so quante volte lei sia venuta, ma era tutta un grondare umori, anch’io ero ormai pronto alla nuova sborrata e benchè amante delle sborrate in bocca non potei fare a meno di chiederle se potevo venirle in culo, lei annuì, lo voleva ed io accelerando il ritmo, non la feci attendere. Ad ogni schizzo sentivo il buchetto stringermi il cazzo e farmi godere. Ero stremato, uscii e mi stesi chiudendo gli occhi. Lei andò con le labbra a lavarmi e asciugarmi l’uccello ormai moscio poi venne su a baciarmi, ebbi un attimo di esitazione ripensando a dove avevo messo il cazzo che lei aveva leccato, ma lo feci. Ci pomiciammo per un po’, lei era felice, voleva dimostrarmelo e me lo disse. Io a 32 anni avevo fatto la chiavata più bella della mia vita, ma, anche se ancora non lo sapevo, mi aspettavano nuove entusiasmanti sorprese ….

La storia è vera.

Solo il nome di lei, per ovvi motivi, non corrisponde.

Gradirei conoscere se la storia vi è piaciuta, anche perché non vorrei mandarne il seguito se non interessa.

Io ho adesso 42 anni e più voglia di prima di fare sesso anche se mia moglie è sempre più spenta. A volte mi capita di farlo con altre ma non sempre trovo grandi scopatrici, anche se, leggendo gli altri racconti, sembra non sia merce rara.

Credo di avervi annoiato abbastanza.

Vi lascio la mia e-mail per i Vs. commenti:

persolosesso@hotmail.com

rodolfovalentino40@excite.it

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