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Mai dire mai

Siamo sposati da tredici anni e mia moglie è ancora una donna bella, sensuale e con un fondo schiena da brivido, direi anzi che con la maturità sia ancora più coinvolgente di quando era una ragazza. Spinto da fantasticherie da parte di entrambi che avvenivano durante i nostri rapporti, anni orsono, le proposi di “allargare i nostri orizzonti” e provare in concreto ad accogliere nel nostro letto un’altra coppia; stranamente non si disse contraria ad incontrare amici pur rappresentandomene le incognite.

Purtroppo all’epoca ci si doveva affidare solo ad annunci pubblicati da settimanali del settore con tempi lunghi e qualche rischio, avemmo comunque tre incontri con coppie che però si rivelarono deludenti e non se ne fece mai nulla oltre il solito caffè o la pizza con la conseguenza che Aurelia, così si chiama mia moglie, mi disse “adesso sarai pago, ti ho assecondato ma ti sarai reso conto che è una follia, per favore non chiedermelo più”. Non l’ho più chiesto ma ho continuato a pensarlo ed ora, con l’avvento di internet, ho ripreso a prendere contatto con altre persone in rete finché, trovata una coppia che mi sembrava affine e disponibile, decisi che forse potevo tornare ad affrontare l’argomento. Quella sera, mentre facevamo l’amore, io sotto, lei sopra, le chiesi se le sarebbe piaciuto avere a disposizione in quel momento un altro cazzo da ciucciare, non vi dico cosa successe, si mise subito un mio dito in bocca ed incominciò a leccarlo ansimando, i suoi movimenti di bacino diventarono frenetici ed i suoi umori divennero tanto copiosi da  bagnarmi tutta la pancia. Decisi che eravamo al momento giusto.

La mattina dopo presi contatto con Marco e Greta, la coppia selezionata, ed inviai loro una e-mail con una nostra normale foto ricevendone in cambio una loro un po’ meno casta ed il loro numero di cellulare. A casa, dopo cena, messi a letto i bambini, affrontai l’argomento, “ieri sera sei stata fantastica, mi piacerebbe che ti ripetessi in una serata con reggicalze e…. tanta allegria”, “sabato portami a cena fuori e vediamo cosa possiamo fare” disse, “ veramente pensavo a qualcosa di diverso” replicai, “tipo?”,”un incontro a quattro”, “non se ne parla nemmeno, l’argomento lo abbiamo chiuso tanto tempo fa” rispose irritata, “dai fammi contento, ieri sera non mi sembrava ti dispiacesse l’idea”, “non essere noioso, non mi va e non tornare più sull’argomento, rivolgiti a qualcun’altra” e chiuse la conversazione alzandosi ed andandosene lasciandomi deluso e un po’ amareggiato. Il giorno dopo mi scusai telefonicamente con Marco spiegandogli la cosa, mi disse di non prendermela, che spesso succedeva e che era estremamente difficile per alcune donne decidere di fare il primo passo così “a freddo”, che magari poi al momento giusto, opportunamente coinvolte, sarebbero state disponibili ed in quale maniera!!!!. Non era la prima volta che gli capitava. 

Mi consigliò di porla davanti al fatto compiuto, non un incontro organizzato tra noi quattro che non avrebbe fatto altro che irritarla maggiormente, dovevo trovare un’altra soluzione, forse, disse, se la porti in un club privè a sua insaputa, figurati, non lo feci continuare, non è mica scema, se ne accorgerebbe subito, no, replicò, se ci vai presto, quando c’è poca gente, sembra un normale locale e noi potremmo essere lì ad aspettarti e far sembrare il tutto casuale e poi ho in mente un locale dalle mie parti che fa al caso tuo. Ti farò sapere, risposi.

Come fare per portare Aurelia in club spacciandolo per una discoteca ed a duecento chilometri da casa nostra? Mi venne in aiuto un invito che avevo sulla scrivania. La sera a casa le dissi che dovevo organizzare la partecipazione ad una giornata di studio nella città di Marco ed avevo necessità di prendere accordi con un albergatore per l’utilizzo di una sala, perché non andarci insieme sabato pomeriggio, pernottare e poi tornare a casa domenica?   Accettò!

Informai Marco, mi fornì il recapito di un albergo, del club e ci demmo appuntamento per sabato sera tra le 22 e trenta e le 23.

Arrivammo in albergo verso le 17, saliti in stanza, feci finta di dover andare a parlare con la direzione ma invece feci un giro in macchina per vedere dove era il club, individuai anche un ristorantino  a metà strada dall’albergo, alle 19 tornai in camera, Aurelia era quasi pronta, mi feci una doccia e mi preparai. Lei era magnifica, aveva un vestito nero con la gonna vaporosa che finiva a mezza coscia ed una giacca che le copriva le spalle che il vestito senza spalline lasciava nude. 

La cena fu piacevole e cercai di farla bere un po’ il magnifico vino bianco che avevo ordinato. Poco dopo le 22 salimmo in macchina, “andiamo in qualche locale” dissi, “perché? Torniamo in albergo” rispose e contemporaneamente mi prese una mano e se la mise sotto la gonna e sentii in alto sulle cosce la sua pelle liscia e calda, aveva indossato le autoreggenti! “bellissimo….. ma approfittiamo del fatto che siamo soli e in un’altra città, facciamo un giretto, tanto è ancora presto” replicai, “non ti lamentare se poi magari sarò troppo stanca” rispose.

Arrivammo al cancello del locale, “ proviamo qui, me lo hanno consigliato in albergo” dissi ed entrai nel parcheggio.

Scesi dalla macchina ed andai verso la porta, al citofono dissi di essere stato invitato da Marco e  mi fu risposto che erano stati avvertiti, andai poi a prendere Aurelia e la invitare ad entrare, all’ingresso lei si stupì delle formalità, “sai è un locale per soli soci e noi non lo siamo” risposi e, prendendola sottobraccio, la condussi  nella sala discoteca, ero finalmente riuscito a portarla dentro un privè, la mia eccitazione saliva alle stelle! L’interno era poco illuminato e la pista vuota, vidi solo due coppie sedute ai salottini, non riuscivo a vedere se Greta e Marco erano già lì, d'altronde li avevo visti solo in foto. 

Ci sedemmo e poco dopo arrivò una cameriera vestita in modo succinto ma elegante ed ordinammo da bere, “leggerina la tipa” disse Aurelia alludendo all’abbigliamento della ragazza; parlammo del più e del meno quando una voce maschile mi chiamò, era Marco, “ciao! Che caso in contrarti qui. Greta vieni che ti presento un amico”. Greta era semplicemente sexi nel suo vestitino verde cortissimo, talmente aderente da lasciare chiaramente intuire i sui capezzoli turgidi, era più bassa di Aurelia ma egualmente carina. Ci presentammo e, mentre Greta parlava con Aurelia, Marco mi disse “ci sei riuscito grande marpione, tua moglie è una favola, vedremo di coinvolgerla, Greta è nostra complice” che nel frattempo, accavallando le gambe, mostrò con chiarezza che anche lei indossava le autoreggenti.

Parlammo un po’, bevemmo un altro drink e Greta, ad un certo punto, chiese diretta, “è da molto che frequentate i club privè?”, io allibii, Aurelia sbiancò! “non mi dite che non sapete dove siete?” continuò Greta, con un viso duro Aurelia rispose “NO! E non ne avevo neanche l’idea” “e tu?” “ non l’avrei mai sospettato, mi è stato consigliato in albergo”, mentii spudoratamente, “si è fatto tardi, andiamo” disse alzandosi irritata Aurelia, “aspetta, non è la fine del mondo, in questa zona è come se stessi in un normale locale, nessuno ti costringerà a fare ciò che non vuoi, al limite, ma molto più tardi, potrai assistere a qualche scena spinta ma sempre contenuta” disse Greta trattenendola per un braccio “e poi”, continuò, “non siete almeno un po’ curiosi? Dai…… oramai ci siete, è solo una nuova esperienza e poi siamo adulti, perché rovinare una serata, non dirmi che non hai mai visto un film porno e che non ti sei eccitata all’idea!”. 

Aurelia si risedette lanciandomi una occhiataccia, “non dovete preoccuparvi” continuò Marco con tono pacato, “nessuno vi disturberà! Siamo conosciuti e vi prendiamo sotto tutela e se volete vi facciamo anche da Cicerone”; in quel momento l’atmosfera non era molto intrigante, anzi direi piuttosto tesa.

Cerano pochissime persone nel locale e nessuno in pista, “portiamoli a fare un giro adesso che non c’è nessuno” suggerì Greta per superare il momento, “se Aurelia è d’accordo” risposi, “a me non interessa” con tono duro e Greta, tirandola dolcemente per la mano, “dai…… non fare l’orsa, consideralo come quando lui vuol fare l’amore e a te non va, una sorta di dovere coniugale”, si convinse ma mi lanciò uno sguardo fulminante.

Ci incamminammo al lato opposto della sala, dove vi era una porta a doppio battente che normalmente si trova nelle cucine dei ristoranti “l’ingresso della sala a specchi” disse Marco, “ma venite di qua” continuò, a lato c’era un lungo corridoio quasi completamente al buio se si eccettua delle piccole luci in basso, tipo quelle del cinema, ogni tanto cerano come delle finestre, “guardate questa è la sala clou del locale, all’interno, per due lati le pareti sono a specchio ma alcuni permettono di vedere dall’esterno”, era quella la funzione delle finestre, curiosai e vidi una sala con un pavimento che sembrava irregolare dal colore blu, i due lati non forniti di specchi avevano una panca continua in muratura ricoperta da un cuscino dello stesso colore del pavimento, al centro, sospesa al soffitto, una strana imbracatura con tante cinghie, evitai di chiedere a cosa servisse, in alto uno schermo proiettava un film porno, la stanza era deserta.

Continuammo per il corridoio e poi girammo a destra per un altro corridoio identico che terminava con delle scale, a sinistra si apriva un varco, protetto da una spessa tenda, “la sala proiezione” disse Greta, scostai la tenda e vidi un ambiente con un grande divano a forma di semicerchio davanti ad un grande schermo che proiettava lo stesso film della “sala a specchi” ai lati, delle nicchie con divani, anche questo ambiente era deserto.

Proseguimmo su per le scale dove si apriva un corridoio con tre porte a destra e tre a sinistra come in un albergo, Marco arrivò alla seconda porta, tirò fuori dalle tasche una scheda magnetica, la fece scorrere sulla serratura ed aprì la porta, “i salottini” disse, entrammo, al centro della stanza c’era un grande letto senza sponde, ci si poteva girare intorno, alla parete destra un divano e due poltrone, al lato sinistro la porta aperta del bagno ed un piccolo angolo bar. Greta chiuse la porta, Marco inserì la scheda magnetica nel frigorifero e tirò fuori una bottiglia di spumante, dal mobile prese quattro bicchieri e ci servì invitandoci a sederci al salottino, Aurelia prese posto in poltrona, Greta la imitò sull’altra, Marco ed io ci accomodammo sul divano.

Era imbarazzante… eravamo in quella camera, l’atmosfera era pesante per via di Aurelia  che era rigida e assente, “avete visto quasi tutto” ruppe il ghiaccio Marco, “c’è ancora da vedere?” chiesi “si, il tutto…….,come dire…., in funzione! Ma rilassatevi è ancora presto” disse Greta e versò altro spumante. Parlammo dei rapporti all’interno di una coppia, raccontammo le nostre precedenti esperienze negative, poi Greta decise che era il momento di agire, si alzò senza dire niente, con grande naturalezza si inginocchiò davanti a me,  mi tolse la giacca, mi slacciò la cintura ed iniziò a massaggiarmi il petto, poi mi sbottonò i pantaloni, me li scese insieme con gli slip, mi prese il cazzo ed incominciò a leccarmelo. 

Non sapevo più cosa fare, Aurelia, con le mani sui fianchi, era letteralmente impietrita sulla sua poltrona con lo sguardo assente, Marco guardava impenetrabile, cercai di non pensare ed aspettare le reazioni, il mio membro diventò immediatamente duro alle sapienti leccate di Greta, mi azzardai ad allungare le mani per toccarle il seno, era sodo, in un attimo lei tirò giù la lampo laterale del suo vestito liberandolo, come avevo sospettato non aveva il reggiseno, chiusi gli occhi e mi lasciai andare, Greta era stupenda, mi leccava tutto il cazzo dalla punta alle palle comprese, ogni tanto  mi stimolava con la mano ed io continuavo a toccarle le tette, ad un certo punto iniziò a mugugnare mentre mi leccava, riaprì gli occhi e vidi che Marco le aveva tirato su la gonna e stava scopandosela da dietro, realizzai che non portava neanche le mutande, girai lo sguardo verso Aurelia e…… con somma sorpresa, vidi che si era tirata su la gonna ed, a gambe larghe, aveva infilata una mano dentro il perizoma. Si stava masturbando !!!!! 

Mi staccai da Greta, andai da Aurelia, le misi il cazzo in bocca e lei prese a leccarmelo continuando a toccarsi, Marco se ne accorse, si avvicinò anche lui, si inginocchiò davanti a lei e, scostando il perizoma, incominciò a leccarle la fica; Greta, rimasta sola,  si avvicinò e prese a toccarle il seno, allora aprii la lampo del vestito di Aurelia e le slacciai il reggiseno senza spalline, la sua terza abbondante esplose gonfia per l’eccitazione, Greta incominciò a leccarle i capezzoli mentre lei continua a ciucciarmelo. 

Ad un certo punto Marco  prese per mano Aurelia e la condusse verso il letto, lei aveva gli occhi chiusi e nel fare quei pochi passi il vestito scivolò sul pavimento lasciandola in perizoma ed autoreggenti. Marco la mise alla pecorina ed incominciò a scoparsela con tutto il perizoma, Aurelia sembrava assente, io mi distesi sul letto al loro fianco e Greta mi salì sopra e si mise il mio cazzo dentro, mentre la scopavo la accarezzavo e le leccavo i capezzoli, dopo un po’ anche Aurelia e Marco avevano assunto la stessa posizione, girai lo sguardo e vidi mia moglie, sempre con gli occhi chiusi, che si dimenava sul cazzo di Marco mentre lui le toccava le tette, allungai la mano per sentire il caldo dell’inizio delle sue cosce non coperte dalle autoreggenti, al contatto, si girò verso di me e, sempre con gli occhi chiusi, roteò più volte la lingua sulle labbra e poi disse “non era questo che volevi?” dopodiché continuò, rivolta a Marco, sempre roteando la lingua sulla labbra, “dai scopami, sfondami, fammi godere”, a quella affermazione sentii che non potevo più trattenermi, afferrai forte Greta per le natiche e le venni dentro, per fortuna mi accompagnò gridando in quella esplosione di sensi. Dopo qualche attimo sentii mia moglie urlare ”siiii, dai….. di piùùù, vengoooo” e Marco “sii,  dai… che grande troia che sei”.

Rimanemmo per qualche secondo immobili a riprendere fiato, poi a turno andammo in bagno a ricomporci; l’atmosfera era cambiata, mentre il bagno era occupato da Greta e Marco, Aurelia mi chiese con un sorriso malizioso “c’è ancora un po’ di spumante?”, glie ne versai una coppa.

Scendemmo al piano di sotto, il locale si era animato, dalla sala proiezione si sentivano delle voci, anche nella sala a specchi c’erano delle persone, incuriosito mi fermai nel corridoio buio a guardare da una finestra, una donna abbastanza florida faceva l’amore con due uomini, uno era calvo, dall’altro lato due uomini seduti sulla panca si facevano fare un pompino da due donne, tutti erano nudi, “non ti è bastato? Vieni” disse Aurelia dandomi uno schiaffo sul sedere.

Tornammo al nostro divano, ordinammo ancora da bere, ora Aurelia rideva delle nostre battute, l’atmosfera era più tesa; al  divano di fianco c’era una comitiva di 4 ragazze e 5 ragazzi che faceva un casino tremendo, risate, urla e, all’arrivo della cameriera con due bottiglie di spumante, un grosso applauso; stapparono le bottiglie e brindarono ad una di loro, una ragazza con i fianchi larghi offrì da bere anche a noi, “stiamo festeggiando Ramona, domani pomeriggio si sposa”, “e il futuro marito dove è?” chiese Greta alzando il calice verso la ragazza, “siamo venute da sole, i ragazzi li abbiamo incontrati in pizzeria”, beata generazione pensai. 

In pista alcune coppie ballavano, le mani sotto le gonne o sul culo si sprecavano, anche in altri divani si vedevano dei gran giri di mani, mi soffermai ancora sui ragazzi affianco, si vedeva che avevano bevuto molto, specialmente le ragazze che però fisicamente non erano granché eccetto la festeggiata Ramona che aveva i capelli a caschetto castani, indossava un paio di pantaloni scoloriti sul davanti, color perla, bassi in vita uniti ad un top corto aderente che le lasciava la pancia piatta completamente scoperta, la parte migliore era però il viso, veramente dolce e sensuale con delle grandi labbra, avrà avuto al massimo 25/26 anni.

Ripresi la conversazione con la mia comitiva; dopo esserci sfogati nel salottino ora mancava quell’atmosfera di attesa e di enorme carica erotica vissuta prima, si curiosava su ciò che accadeva nel locale e si commentavano gli avvenimenti quasi con fare ironico o con distacco, anche Aurelia faceva apprezzamenti o battute. Ad un certo punto, i ragazzi, attirando l’attenzione di tutti i presenti, incominciarono ad urlare in coro: ”agli specchi, agli specchi” e la ragazza dai fianchi larghi incominciò a tirare per un braccio Ramona per indurla a seguirla, la festeggiata invece opponeva resistenza e si stese sul divano ma due dei ragazzi la sollevarono letteralmente di peso e tutti in gruppo si avviarono verso l’ingresso della sala a specchi.

Quella “esibizione” animò tutto il locale,  alcuni li seguirono, altri andarono verso le finestre del corridoio, “andiamo a vedere? Siamo rimasti quasi solo noi?” chiese Greta, “perché no!” rispose Aurelia, stupito ma anche curioso le seguii.

Arrivammo al corridoio ma le finestre erano tutte occupate, Greta si adattò tra quattro persone, dissi allora ad Aurelia di andare nel secondo corridoio per vedere se c’era meno gente, così era,  una coppia ci fece spazio ad una finestra centrale e potemmo notare che la sala era quasi tutta piena, grovigli di corpi nudi dappertutto, almeno trenta persone, vidi che all’imbracatura al centro della stanza era sospesa una donna con una tuta nera con aperture “nei punti strategici”. La struttura la poneva a pancia in giù con le gambe divaricate offrendo ai tre uomini in piedi, che la scopavano a turno dietro ed avanti, ogni possibilità di penetrazione.

Cercai incuriosito i ragazzi, però di loro non c’era traccia, quando, come se stessero tuffandosi in piscina, irruppero attraverso la tenda, sorridenti e nudi, Ramona era portata in braccio dai ragazzi di prima, la deposero per terra in ginocchio ed uno di loro subito le mise il cazzo in bocca, non lo rifiutò, continuai a guardare nella stanza quando mi accorsi che Aurelia aveva avuto un sussulto, mi girai e vidi che l’uomo della coppia a noi di fianco le aveva sollevato la gonna e le stava palpeggiando il culo praticamente nudo viste le dimensioni del suo perizoma, Aurelia continuava tranquillamente a guardare attraverso la finestra e, notando che aveva arcuato la schiena e proteso indietro il bacino per farsi meglio toccare, decisi di non fare niente. 

Era incredibile ciò che stava accadendo in quella sala, alcuni uomini giravano da una donna all’altra, se le scopavano per qualche secondo per poi migrare nella bocca di un’altra e poi rincominciare. Tornai a guardare per un attimo Aurelia, il vicino gli aveva scostato il perizoma ed introdotto uno o due dita nella fica, notai che lei aveva incominciato ad ansimare. Tornai a guardare la sala e vidi la ragazza dai fianchi larghi seduta su uno dei ragazzi con un’altro che da dietro la prendeva nel culo mentre lei spompinava un terzo uomo. 

Dopo un po’ Aurelia mi disse decisa “dai andiamo”, “dove?” chiesi, “ma dentro no!”; con me stupito e di nuovo eccitato ripercorremmo il corridoio ed arrivammo alla porta a due battenti, la superammo ed entrammo in un’anticamera con le solite panche in muratura ai lati, la stanza era ingombra di vestiti e scarpe, riconobbi in un angolo il vestito verde di Greta, sopra la tenda blu che ci separava dalla sala a specchi vera e propria campeggiava una grande scritta in più lingue: “vietato entrare con le scarpe”, fu la prima cosa che mi tolsi, quando mi stavo sbottonando la camicia mi girai verso Aurelia, era già quasi completamente nuda, stava togliendosi il perizoma che lanciò in aria  rimanendo solo con le autoreggenti, era arrapantissima, il suo corpo era semplicemente meraviglioso per non parlare del culo. 

Si volse verso di me “ma stai ancora così? Beh!, Io incomincio ad entrare e…. a proposito….. al di là di questa tenda io non ti conosco” disse facendomi l’occhiolino e, tirando fuori la lingua, entrò. 

Mi finii di spogliare il più velocemente possibile, e varcai anch’io la soglia; al primo passo per poco non cadevo, il pavimento era cedevole e costituito da un enorme materasso morbido in velluto alto qualche centimetro, probabilmente riempito con acqua o aria. Mi guardai attorno, alla mia sinistra c’era un contenitore con la scritta “usati” e sopra una scatola di condoms nuovi, ne presi uno meccanicamente, rivolsi quindi lo sguardo alla sala, individuai tra glia altri Greta che alla pecorina si stava facendo due uomini, mi avvicinai quindi alla panca laterale e vidi una donna bendata con un foulard che, seduta, veniva scopata a turno da due uomini; salii sulla panca e le strusciai il cazzo vicino alla sua bocca, immediatamente prese a leccarmelo e ad inumidirmelo con la saliva, era veramente brava, se non stavo attento mi avrebbe fatto venire subito, decisi quindi di staccarmi e calmarmi un po’. 

Riguardai la sala ed individuai mia moglie, stava cavalcando un uomo mentre uno dei ragazzi di prima, con le mani dietro la sua nuca le reggeva la testa e le stantuffava il cazzo in bocca con foga come se la stesse scopando; girai ancora lo sguardo e vidi Ramona, in ginocchio, anche lei leccava il cazzo di un uomo in piedi, decisi di avvicinarmi, l’uomo capì la mie intenzioni e si inginocchiò, a quel punto Ramona dovette piegarsi in avanti, ne approfittai, mi inginocchiai anch’io, la presi delicatamente per i fianchi e la sollevai per adattarla alla mia posizione, notai che aveva un giro vita sottilissimo, decisi di non usare il condom, incominciai a penetrarla delicatamente ma mi accorsi subito che era bagnata, non mi feci quindi scrupolo e, una volta dentro, deciso iniziai a scoparla. 

Lei mi assecondava nel movimento ed adattava il movimento della sua bocca intorno al cazzo dell’uomo a quello mio dentro di lei, dopo un po’ l’uomo iniziò a mugugnare, Ramona si staccò da lui e lo fece venire con le mani, lui pago si allontanò,  la ragazza allora si staccò da me e mi guardò, era la prima volta che vedeva in viso chi l’aveva penetrata, mi diede un bacio su una guancia e, delicatamente, con la mano sulla mia spalla mi fece capire che dovevo coricarmi, mi stesi immediatamente apprezzando la morbidezza del pavimento. 

Ramona mi prese il cazzo con una mano ed incominciò a passarmi la lingua sulla cappella, poi se lo mise tutto in bocca sempre continuando a lavorare di lingua, era veramente brava ed ero tentato a farla continuare ma volevo di più da lei. La staccai da me e la presi per i fianchi spingendola a salirmi sopra, lei allora prese il condom che avevo appoggiato per terra, mi leccò per bene la punta del cazzo, e me lo mise, dopodiché salì sopra di me, mi afferrò il cazzo e se lo mise nella fica.  Incominciò  quindi a muovere il bacino alternativamente avanti, indietro, sopra e sotto, mentre io le toccavo il seno che non era grosso ma sodo, la sua pelle era vellutata e calda, presi quindi ad accarezzarla ovunque potessi, prediligendo però le sue natiche e l’interno delle cosce, lei mostrò di gradire, poi….. si sollevò leggermente e, mentre con la mano sinistra si allargava  una natica, con la destra mi guidò il cazzo verso il suo buco del suo culo, provò due, tre volte ma non riuscii a dilatare l’orifizio per penetrala, desistette e si rimise il cazzo dentro la fica riprendendo i suoi lenti movimenti ritmici. 

A quel punto non volevo assolutamente, visto l’invito, rinunciare ad inculare una ragazza che aveva almeno quindici anni meno di me, mi inumidii quindi un dito con la saliva e incominciai a lubrificare il suo buco, ripetei l’operazione e la terza volta la penetrai con l’indice. 

Decisi di riprovare, la presi per la vita, che pelle meravigliosa……., la sollevai leggermente, presi il cazzo e lo puntai verso il buco del culo, lei mi aiutò, prima con una mano indirizzandomi meglio e poi, in posizione, dilatandosi con le mani le natiche; il cazzo scivolò dentro, prima per poco ma poi, piano piano, entrò tutto. Lei era quasi completamente piegata su di me, sollevai la testa ed incominciai a leccarle i capezzoli mentre incominciava di nuovo a muoversi su di me, ogni tanto tornava a dilatarsi le natiche con le mani, poi sollevò un po’ il busto e prese a toccarsi il clitoride con la mano destra mentre io le toccavo il seno sinistro; purtroppo non durò molto, “ci sono” bisbigliò e dopo un attimo sentii il suo intestino pulsare intorno al mio cazzo e lei incominciò ad ansimare sempre più forte, a quel punto venni anch’io.

Si piegò interamente su di me e appoggiò il viso sulla mia spalla, rimanemmo così per qualche secondo a riprendere fiato, poi si sollevò, mi accarezzò il viso e disse “mi è piaciuto tantissimo ma ora devo andare, sai domani ho un impegno importante e non voglio fare molto tardi altrimenti sarò uno straccio” e si allontanò, la seguii con lo sguardo calamitato dal suo sedere, rimasi steso ancora un po’ poi decisi di andare anch’io, un’ultima occhiata alla sala che nel frattempo aveva perso diversi “animatori” e vidi che la persona legata all’imbracatura era Aurelia che, a cosce spalancate, veniva scopata con foga dall’uomo che nel corridoio le aveva tastato il culo.

Tornato al nostro tavolo vi trovai Marco e Greta che aveva la faccia distrutta, parlammo e dopo  una mezz’oretta comparve mia moglie, “scusate, ho perso tempo a ritrovare il perizoma” disse accomodandosi, “dovrei darmi una sistemata, sono un po’ appiccicaticcia” continuò, “forse ci conviene andare in albergo” dissi, “va bene, ma voi due”, rivolgendosi a Marco e Greta, “ci dovete venire a trovare quanto prima, promesso?”. Ci salutammo scambiandoci gli indirizzi e ripromettendoci di rimanere in contatto.

In auto Aurelia disse “non ho ritrovato il mio perizoma, peccato era bello. Quando verrai al convegno verrò con te, così potrò salutare Greta e Marco”, “va bene” replicai, preoccupandomi di come risolvere questo nuovo problema e non farle capire che il convegno era solo una scusa.   Ma questa è un’altra storia...

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