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Martina

“Martina ci ha invitato a casa sua giovedì sera, abbiamo impegni?” Mi disse mia moglie senza darmi il tempo di rispondere al cellulare: “Pronto!”. “Certo che no”, risposi entusiasto, pregustando già lo sfondo erotico che la serata. Era passato circa un mese dal famoso incontro (già raccontato) ed il ricordo si stava facendo sempre più un irrefrenabile desiderio. 

Il giovedì sera come stabilito, mia moglie (Alice) tornò radiosa dal lavoro e con voce sensuale mi disse: “Cosa vuoi che mi metta questa sera???”. “Bhe, vediamo” risposi pensoso: “ Innanzi tutto ti voglio depilata totalmente, poi maglietta nera scollata, minigonna jeans, autoreggente, tacco alto e senza mutandine”.

Alice obbedì immediatamente, si spogliò, entro in bagno e cominciò a depilarsi la passera come non aveva mai fatto; Io la seguivo ed ero eccito nel vederla così …… eccitata nel fare ciò che gli avevo ordinato. “Così, brava” gli dissi “Togli tutti i peletti sulla tua fighetta, la voglio vedere completamente pulita”. Ci mise pochi minuti a finire il lavoro (ne ha veramente pochi) e appena finì me la mostrò e mi disse:”Che ne dici, ti piace così?” Non riuscii a trattenere il mio slancio ed in un attimo gli fui sotto le gambe ed cominciai al leccargliela. Alice allargò leggermente le gambe e con le mani spinse la mia testa più in fondo che poteva. “Fermati adesso, che altrimenti vengo e poi facciamo tardi” mi disse dopo poco minuti. 

Obbedì con dispiacere e Lei corse di sopra per finire la vestizione. Dopo 10 minuti uscì dalla stanza armadio con l’abbigliamento da me richiesto; era sensualissima, le sue lunghe gambe abbronzate dal sole dei Carabi erano un vero spettacolo, la scarpa alla schiava gli dava il giusto tocco di sadomaso, capelli pettinati all’indietro con la coda di cavallo che metteva in risalto i suoi due splendidi occhi verdi, insomma era uno schianto e il mio uccello divenne duro all’istante. Io ero disteso sul letto, la osservai da capo a piedi più volte e poi gli dissi in modo autoritario: “La gonna è così corta che si vede il bordo della autoreggente, toglitele!”. “Ok” rispose. 

Quando arrivammo, ci aprì suo marito (Marco) e poco dopo vedemmo Martina indaffarata a sistemare le ultime cose sulla tavola. Martina era vestita con un lungo vestito ……….nero (ovvio) con uno spacco laterale così profondo che gli arrivava sopra al fianco. “Ciao Alice” disse radiosa Martina “Da quanto tempo non ci vediamo” disse ironicamente, si avvicinò ad Alice e si baciarono sulle labbra come se niente fosse. Io e Marco ci guardammo e subito capimmo che la cosa stava prendendo la giusta piega. 

La cena andò bene e come la volta scorsa la loro compagnia fu piacevole, ma le cose non stavano andando come speravo, ……….. cioè: niente sesso, insomma!! Marco, verso la fine disse:”Vi offendete se ci facciamo una canna”. “No, ….no  fai, come fossi a casa tua” risposi sorridendo, consapevole però che ne Io e ne mia moglie non ne avevamo mai fatto uso; se l’accesero e poco dopo c’è la offrirono. La prima fu Alice a fumarla e poco dopo Io. Ci vollero pochi minuti perché la canna facesse effetto, ci trovammo immediatamente tutti e quattro a ridere per nulla. La serata aveva preso la giusta via adesso!

“Uff, che caldo” disse Martina in preda ad una vampata di calore,”E spogliati!” Gli rispose subito suo marito. Fu un lampo e Martina si tolse il lungo vestito nero ……………. E rimase completamente nuda…… non portava ne mutandine e ne reggiseno. Alice la guardò come se la volesse mangiare tutta, ma quando vide che la fighetta di Martina tutta depilata, scoppiò in una sonora risata. “Identica alla mia”, disse con le lacrime agl’occhi mentre la mostrava a tutti tirandosi su la minigonna fino all’ombellico. 

Martina, quando la vide così depilata, cambiò perfino smorfia si avvicinò a mia moglie con passo deciso e gli disse con voce autoritaria.”Non vedo l’ora di scoparti!!!”. Gli sparò in gola tutta la lingua che poteva e mia moglie l’accolse con la bocca aperta. Abbracciate si spostarono verso divano e così com’era vestita, Alice aprì le gambe alla lingua di Martina come una troia. 

Martina, si distese con il culo bello alto e con il viso rivolto verso la  passera di Alice orami bagnata; continuò a leccargliela furiosamente e cominciò a infilargli due dita dentro. Mia moglie cominciava ad ansimare ed aveva la testa che gli penzolava dal bracciolo fuori dal divano. “Fammi succhiare il tuo cazzo Marco” disse Alice, Marco si avvicinò ed in un baleno lo fece sprofondare nella sua gola. 

Io mi avvicinai all’invitante culo di  Martina e gli misi tre dita dentro alla fradicia figa; lei non se accorse neppure tanto bagnata era. I suoi due occhi blu mi guardarono di soppiatto con malizia e con un cenno di sorriso mise tre dita dentro la figa di mia moglie; poi gli misi dentro il quarto e lei fece altrettanto con mia moglie. Quando gli infilai il quinto e cercai di infilargli la mano fino al polso, Martina si staccò per un momento dal clitoride di Alice, buttò la testa all’indietro, e con un filo di voce disse:”Infilamela tutta fino in fondo, che godooooooooooooo!” Quando le sue piccole labbra si socchiusero sul mio polso, Martina non riuscì a trattenersi dal godere urlando. 

Alice intanto continuava a spompiare  Marco a fatica, perché la sua grossa cappella e il suo l’ansimare sempre più forte, gli impedivano di respirare correttamente. Martina dopo qualche istante riprese a giocare con la figa di mia moglie; prese il pollice lo aggiunse alle altre 4 dita e di slancio gli ficcò la mano dentro dicendogli:”Godi troia, così almeno non mi romperai più i coglioni in ufficio”. Alice aprì le gambe più che poteva e la sua figa si spalancò di colpo alla mano di Martina; era così larga che Martina no riusciva più a trovare il clitoride. “ Si sono la tua vacca, sfondami, fammi quello che vuoi” gli rispose Alice e dopo due colpi godette. 

“Ok” disse Martina con voce di sfida. Mandò Marco a prendere: mollette, manette e un vibratore  gigante ……….nero. “Adesso ti mostro come si gode, troia di un capoufficio”. Tutti ci fermammo, era Martina ora che dava gli ordini…. “Adesso Alice, farai tutto quello che Io vorrò, Intesi?”. Alice rispose ansimando: “Fammi quello che vuoi, sarò la tua schiava”.  

Era strano vedere mia moglie subire degli ordini e non darli………. E soprattutto riceverli da una sua impiegata ……era una cosa veramente nuova. La lasciò vestita com’era con minigonna alzata fino all’ombelico,  scarpe allacciate e con gli umori che gli scendevano fino al ginocchio. Gli mise le manette e la legò al divano; poi prese le mollette e cominciò, con sapienza chirurgica, a metterle un po’ dappertutto: due sulle grandi labbra, una su clito, 4 sulle tette. Alice la guardava sconcertata, ma si vedeva che il gioco gli piaceva.  

“Guarda come mi spompino i nostri mariti” disse Martina. Ci mise uno di fianco all’altro rivolti verso mia moglie e con maestria cominciò a prenderli in bocca e a menarli alternativamente. Alice era eccitata e cercava in tutti i modi di masturbarsi stringendo e movendo le gambe. Io e Marco ci avvicinammo alle 2 mollette poste sulle grandi labbra e cominciammo a tirarle; Alice allargò le cosce tese più che poteva….. le sue grandi labbra sembravano delle ali, tanto erano lunghe e ci fermavamo solo quando Alice ci implorava di smettere; ci fermavamo e poi ricominciavamo a tirare. “Non urlare, troia” diceva Martina, nei momenti in cui non aveva nessun uccello in bocca: “Che mi eccito da morire vedere le tue labbra così lunghe, continuate a tirare Voi”. Alice soffriva e godeva e Martina, dopo poco, cominciò a sgrillettarsi e in un momento in cui le labbra avevano raggiunto la massima estensione, godette per la seconda volta. 

Quando godette si tuffò sulla figa di mia moglie umida e leggermente arrossata, la baciò come ci fosse una lingua e cominciò, con il sollievo di mia moglie, a toglierli le mollette. Slegò per un’attimo Alice, mi fece sedere sul divano e poi portò Alice ancora ammanettata a sedere sopra di me. “Mettiglielo le culo, ora, dai forza” disse Martina. Pian piano la mia cappella sprofondò sullo tenero sfintere di mia moglie mentre Martina faceva da guida. “Dai così, fino in fondo, lo voglio vedere tutto dentro” La penetrazione fu lenta con Alice che ogni tanto si fermava e poi ripartiva. “Bene brava” Disse Martina, “Adesso viene il Bello”. Legò nuovamente Alice al divano, prese l’enorme vibratore nero e cominciò a puntarlo sulla sua figa. “…. Ma……., ma sei matta, non ci sta!” Disse allarmata Alice “ .E troppo grande e poi con il cazzo di mio marito in culo, mi spacchi tutta”. “Zitta puttana che ci penso Io, tu pensa a godere” rispose quasi seccata Martina.

 Martina si inginocchiò e pretese che Marco gli infilasse il cazzo dentro alla sua figa, prese il vibratore nero (circa 10cm di diametro), lo coprì di un unguento gelatinoso,  poi cominciò a premere sulle grandi labbra; la sua lingua la sentivo passare dappertutto e piano, piano  cominciò ad entrare. Alice continuava a dire che era una pazza, che l’avrebbe sventrata, che la stava spaccando, che se continuava gliela avrebbe fatta pagare, ma Lei incurante continuava inesorabile la sua penetrazione.

Ho sentito la punta del vibro entrare, che saliva dentro la passera stretta di mia moglie, le pareti interne sembravano si lacerassero….a fatica riuscivo a tenere il mio uccello dentro tanto mi premeva sulla cappella, mi faceva quasi male, ma insistevo a muoverlo con mia moglie che alternava momenti di dolore a momenti di sublime godimento. Non so quando gli entrò, so solo che il gioco finì solo quando Alice godette così forte che dovetti mettergli una mano in bocca per non svegliare i vicini. Anche Martina finì con avere il suo terzo orgasmo.

Martina, ancora fremente degli orgasmi avuti si avvicinò ad Alice, gli diede un bacio appassionato e con dolcezza gli tolse le manette. Alice la cinse con le braccia e la distese sul divano. E così sensuale e dolce vedere due donne che si baciano con passione. Alice gli accarezzò  la guancia spostandogli i lunghi capelli neri; Io e Marco li con i due cazzi orami mosci. “Cara Martina è stato bellissimo e unico” disse Alice teneramente: “Anch’Io ti voglio regalarti qualcosa di unico, mettiti alla pecorina”.

Martina si girò lentamente, abbassò il busto, alzò il culo e aprì leggermente le gambe. “ Eccomi sono pronta” . Alice prese il grosso vibratore nero, lo passo sulla sua vulva ancora bagnata di sperma e umori e con un gesto felino lo punto sul culo e lo spinse con tutta la forza rimasta dentro all’ano.

Martina rimase senza fiato per un momento e con un sommesso”Nooooooooooo, cazzo, mi fai maleeeee” se lo ritrovò dentro al culo. “Adesso alzati e fammi vedere come si cammina con un cazzo così grande dentro il culo” disse Alice con un tono imperativo a Martina;  Lei, goffamente, cominciò a farlo, tenendolo con una mano per non farlo uscire. “Dai vai a pretendere quella sedia e siediti sopra, voglio anch’Io vederlo tutto dentro”. 

Martina si sedette e con fatica cominciò a spingerlo più in fondo che poteva. Alice la guardava con sfida e continuava ad incitarla a spingerlo più in fondo che poteva ed ogni volta che Martina si fermava per il dolore, Alice la baciava sul collo…….. e Martina ripartiva nella sua lunga e dolorosa penetrazione. Io non so come fece, ma quel cazzone nero pian, piano, centimetro dopo centimetro gli entrò quasi tutto. Martina quasi piangeva dal dolore, lo stava facendo uscire, ma quando noi  tre cominciammo a masturbarsi davanti a Lei, cambio idea ed cominciò anche Lei a sgrillettarsi; godemmo tutte e quattro assieme……… 

Martina poco dopo si tolse a fatica quello grosso coso dentro il culo, si girò dandoci la schiena, si piego in avanti e allargando le chiappe, ci disse:”Questo è il buco del culo che mi faccio per te, oh mio capo ufficio”… ridemmo accoratamente, ma Io, vi giuro, non mai visto un ano così dilatato………. potevo vedere dentro……. Che visione eccitante!

……. “Domani” disse Alice, “Cara Martina, ti voglio in gonne e ti ordino di essere senza mutante che durante la noiosa riunione che ci aspetta con l’Amministratore Delegato, avrò sicuramente voglia di toccartela, intesi?”. Martina sorrise e disse:”Ok, capo, …………. Si ritorna alle vecchie maniere”.

 

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