
Non si era mai sentito prima di allora un caldo così soffocante, umido, appiccicaticcio, tale da indurre le persone a cercare i luoghi che potessero offrire un po di frescura, e quando quel soffio arrivava, preceduto quasi sempre da tenere folatine di brezza, si faceva quasi a gara a chi esponeva quanta più pelle possibile. Ebbene, nonostante tutto, quella sera di metà settembre, né io, né Pina volevamo rinunciare ad assistere al concerto dei "Pooh" che avrebbero suonato e cantato dal vivo nel grandissimo spiazzo del lungomare di Reggio Calabria. Da sempre quei magnifici quattro erano i nostri idoli; li amavamo, essi rappresentavano i "testimoni" del nostro amore, sbocciato tanti anni prima , proprio con una delle loro canzoni. Eravamo particolarmente su di giri io e mia moglie quella sera.
Quella doccia ristoratrice ci aveva messo di buon umore; avevamo anche giocato sotto gli spruzzi di acqua fredda; ci piaceva tanto farlo quando sapevamo a priori che saremmo finiti a letto. Però quella volta, "Strano"- pensai "che Pina non abbia voluto continuare , limitandosi soltanto a farmi eccitare e trovare mille scuse per farmi rimanere miseramente a bocca asciutta". Pur restandoci deluso non diedi eccessivo peso a quellepisodio, non ritenendo per nulla importante tentare di dare una spiegazione, tanto, pensai, quei focolai di libidine si sarebbero spenti da sé; cera da andare alla kermesse.! Impiegai meno di due minuti per indossare un paio di bermuda e una polo , mentre mia moglie era lì che indossava un vestitino senza maniche, con una lecita scollatura posteriore e moderatamente corto; non aveva indossato il reggiseno ( non lo mette mai in estate perché, dice, la infastidisce) e questo particolare accese in me una sorta di fuoco lavico; sapevo che quello che stavo per dirle era tremendamente rischioso, ma la sua figura davanti allo specchio, il suo ondeggiare per pettinarsi, il suo seno a contatto diretto con quel vestitino.., "Gia che ci sei, perché non togli anche gli slip? Con tutto il caldo che fa !" Aspettavo da un momento allaltro la sua reazione, tanto che già avevo preparato la mia linea difensiva, basata esclusivamente sulla battuta scherzosa, invece, guardandomi dallo specchio e accennando un benevolo sorriso mi rispose "Tu sei matto!".
Di quel tipo di risposta ne conoscevo il significato in codice; per un momento pensai che volesse bluffare, dandomi un motivo per litigare, ma era così raggiante mentre inarcava il suo corpo per guardare meglio i suoi capelli che mi convinse del contrario; le andai dietro per abbracciarla, baciarla sul collo e farle sentire il gonfiore che avevo sotto i pantaloncini e in un attimo, alzandole il vestito le sfilai gli slip.
-" Tu sei matto" si ostinava a ripetere mentre mi aiutava nelloperazione;
-"Magari chissà, potremmo rifarlo" le risposi di rimando.
-"Che intenzioni hai?" mi chiese con un tono di voce flebile, mentre la sua mano tastava il gonfiore sotto i bermuda. Fu ancora lei che mi privò del piacere di dimenticarmi della festa in piazza; guardò lorologio e "Sai che ora è? Dobbiamo andare ai traghetti e rischiamo di non farcela ad arrivare in tempo".
Lafa di Reggio era ancora più tremenda di quella di Messina; fortunatamente non dovemmo camminare tanto per arrivare al grandissimo piazzale antistante il lungomare dove cerano già migliaia di persone assiepate come sardine; fortunatamente eravamo vicinissimi al mare e ogni tanto ci pensava la brezza marina a ristorarci. Tenevo Pina per mano e ogni tanto la sentivo scusarsi con quelle persone che inavvertitamente urtava durante quel tratto migratorio che stavamo facendo per conquistare un posto buono; mi fermai nello stesso tempo in cui i "Pooh" facevano la loro apparizione sul palco, accolti da una grandissima ovazione; una, due canzoni erano mitici; vidi mia moglie cantare insieme alla folla ."TU ECCITATA PIU CHE MAI ..".; quella frase suonò in me come un campanello; avrei dovuto cominciare a dare un senso alla nostra serata che si sarebbe annunciata molto divertente. Lasciai gli altri che continuassero a cantare e girai lo sguardo attorno ; nessuno che potesse fare al caso nostro: moltissime le coppie e le famigliole, e pochissimi gli uomini apparentemente da soli; notai però che a lato di mia moglie cera un uomo sui 40 anni, alto e sufficientemente "a modo". In mancanza daltro decisi quindi di assegnarli la palma di fortunato. Mi avvicinai allorecchio di Pina e quasi dovetti urlare per chiederle se fosse "pronta a giocare"; per tutta risposta ricevetti uno sguardo di fuoco seguito da un sorrisino che la diceva lunga.
Approfittando di un generale applauso feci in modo di spingere mia moglie per farla mettere proprio davanti allo sconosciuto, mettendomi io al suo fianco e aspettai; ogni tanto incrociavamo i nostri sguardi ed era con gli occhi che le chiedevo se qualcosa stesse succedendo e lei a malapena, allargando la bocca chiusa alzava lievemente le spalle; mi avvicinai al suo orecchio per suggerirle di metterci un po di iniziativa, e informandola che "ne valeva la pena".
Mia moglie si è sempre fidata di tutto ciò che le dico, ma quella volta, chissà per quale motivo, volle sincerarsi di persona sul significato di ciò che le avevo bisbigliato, e approfittando dellennesimo ondeggiamento della folla, trovò il coraggio e la scusa per girarsi verso quelluomo per poterlo guardare; aspettavo con ansia che mi guardasse per darmi la sua impressione, invece notai che era indietreggiata rispetto alla posizione in cui stava un attimo prima; con unocchiata furtiva mi accorsi che si era attaccata a quel tizio.
Dopo un paio di minuti si avvicinò a me e mi disse "Si fa sentire .e adesso ?" Non seppi risponderle; immaginavo e gustavo le sensazioni e il piacere di quelluomo che strusciava il suo arnese sul culo di mia moglie e .solo allora mi ricordai che Pina era senza slip; la mia eccitazione era quasi al limite; con noncuranza feci in modo di indietreggiare e mettermi a stretto contatto di gomito con il tizio e vedere come realmente stava appiccicato a mia moglie, muovendosi lievemente ogni qualvolta il momento gli dava lopportunità per farlo; presi coraggio e avvicinandomi a Pina le chiesi "Ma come ce lha? ..piccolo? grosso??? Perché non abbassi il braccio e glielo tocchi ?"; altra occhiataccia e altro sorrisino; anche lei era eccitatissima e si notava dal fatto che aveva smesso da un pezzo di andare dietro i brani dei "Pooh".
Vidi il momento in cui si spostò di quel tanto che le potesse dare lagio di fare scivolare il suo braccio lungo il corpo e con la coda dellocchio vidi che appoggiava il dorso della sua mano sul cazzo delluomo; feci finta di nulla e anche lei , forse presa dal timore e dalla vergogna lo riportò su per bisbigliarmi allorecchio "Basta ti basta?". Le risposi che doveva deciderlo lei stessa, che a me bastava già tutto ciò che lei aveva fatto.
Aggrottò le sopraciglia e come facendo finta di essere delusa da quella mia risposta, quasi mi sbuffò con aria di superiorità. Compresi che avrebbe voluto continuare !
La mia eccitazione era arrivata al culmine; avrei voluto scoparla lì stesso, la guardavo con la coda dellocchio e mi accorsi che aveva di nuovo abbassato il braccio ; pochi istanti dopo, approfittando dellennesimo momento di eccitazione collettiva, abbassai lo sguardo e vidi .NO! .Lo stava masturbando! e quello le aveva alzato di quel tanto il vestito per accarezzarle le natiche !..Tutto ciò stava succedendo in mezzo alla folla! Anchio fui preso dal timore che qualcuno potesse notare la scena e inscenare il finimondo.
Mi avvicinai a mia moglie e nel pieno delleccitazione riuscii a sussurrarle soltanto " Sbrigati è pericoloso!". E nel frattempo cercai di coprire i loro movimenti mettendomi vicino a lei e lasciarle solo lo spazio necessario per farle muovere il braccio, che, inevitabilmente strusciava sul mio fianco, tanto da permettermi di seguire passo passo il ritmo che lei imponeva alla masturbazione di quel tizio.
Non durò molto, dopo pochi colpi la sentii che allimprovviso aumentò il ritmo , sino a fermarsi del tutto.
Senza dirci nulla ci girammo allunisono verso quello sconosciuto per poterne cogliere dalla sua espressione una sorta di ringraziamento .
Fu mia moglie che da lì a pochi minuti mi disse di andar via perché non ce la faceva più dalleccitazione e voleva farsi scopare da me sulla sabbia, come una troia ,lontana da tutti , e mentre ci incamminavamo verso un luogo solitario, alzò la mano verso la luce di un lampione e mostrandomela mi disse :"Guarda quanta sborra ha buttato fuori quel tizio?".
A presto
Luca e Pina