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"La signora del piano di sopra"

In questo racconto non è stato fatto nessun riferimento a persone o a cose realmente accadute ma è solo puro frutto della mia fantasia.

Scoparmre con una donna che fosse un po’ su con l’età, era sempre stata questa la mia più grande fantasia sessuale, mai appagata. A dire il vero ne avevo un pò timore, che tradisse le mie aspettative, non sapevo come fosse la “gnocca” di una donna matura, ma comunque l’idea era ricorrente e mi eccitava moltissimo.

Ero sempre rimasto un po’ affascinato dalla signora del piano di sopra, una donna di 52 anni. Lo sapevo bene quanti anni avesse perché qualche giorno prima mi fu consegnato per errore il suo certificato elettorale. Una donna elegante, ben vestita, sempre con abiti aderenti, traspariva subito l’idea che fosse una donna che curava molto il suo aspetto. 52 anni sono tanti- pensavo! Immaginandomi la scena di come potesse essere nuda, senza i vestiti che la tenessero su. La signora Carla, era già nonna da diversi anni, viveva con suo marito ferroviere al piano sopra il mio, e in tante occasioni sentivo dalle sottili mura quanto si lamentava per via della vita alquanto meschina e della totale assenza del marito nei suoi pochi divertimenti.

Una mattina d’estate, verso le sette ero già pronto per la solita sgambata in bici nel parco del quartiere. Mi affaccio al balcone per dare una ultima occhiata al tempo quando mi sento salutare dalla signora Carla, affacciata anche lei al balcone.

Non so se quella giornata sia iniziata nel modo migliore, ma appena alzai lo sguardo per vedere e ricambiare il saluto della signora, notai con meraviglia che era in vestaglia e sotto trasparivano calze bianche a rete e due magnifiche cosce sode che non smisi mai di guardare! Ero un po’ impacciato non capii subito se fosse una disattenzione della donna, la quale era sempre perfetta e impeccabile, oppure una chiara provocazione! Avevo già il cazzo duro solo a vederla figuriamoci così, mezza nuda, cominciai a toccarmelo ma lei notò subito questo mio gesto e accennò un timido sorriso seguito poi da una richiesta alquanto insolita.

Mi invitò a prendere il caffè su da lei per giustificare il fatto che volesse chiedermi una cortesia con la mia macchina. Non ci pensai due volte, e dicendogli che sarei salito tra cinque minuti, giusto il tempo di risistemare la bicicletta, già mi trovai a bussare alla sua porta.

Quello che vidi dopo fu una bella delusione. Era gia vestita e mi chiese con tanta cortesia se potessi accompagnarla al comune per sbrigare una faccenda. Ero quasi tentato di mandarla affanculo! pensavo quanto fossero cretini gli uomini perché basta un po’ di coscia per fare ciò che una donna vuole!

L’accompagnai e in macchina le guardavo spesso le cosce mentre lei non si curava affatto che la gonna salisse sempre di più sopra scoprendone un pezzetto in più. Finché feci un gesto azzardato, le toccai il ginocchio e condii il gesto con una stronzata dicendole che c’era qualcosa sopra, non sembrò disturbata dalla cosa, tanto che si scoprì ancora di più le gonne facendomi persino vedere le mutande! Ormai ero eccitato come un mulo.

Avevo il cazzo talmente duro che mi faceva male, mi chiedeva piètà. Volevo scoparmela subito, in quell’istante! mentre con difficoltà riuscivo a tenere gli occhi sulla strada, cominciai a palpargli le cosce, commentando quando fossero sode, quanto mi piacessero e quante seghe mi aveva fatto fare pensando a lei! Non si perse d’animo e mi chiese quanto fossi disposto a fare per lei. Domanda inutile perché ero talmente arrapato che l’avrei anche pagata per scoparmela.

Mi disse che in quella occasione non potevamo fare altro perché aveva da sbrigare prima la sua faccenda, e poi scopare in macchina non era mai stata una cosa che le fosse piaciuta. Ma io avevo voglia, gli presi la mano e gliela poggiai sulla patta dei pantaloni facendole sentire la consistenza del pacco. Lei replicò che al massimo poteva farmi un bocchino e basta. Avevo il cuore in gola, mi batteva così forte che sembravo un ragazzo alla sua prima esperienza sessuale.

Giunti al comune, aspettai fuori che terminasse di fare le sue cose, quando tornò le dissi che avevo perlustrato  l’edificio e che dietro di esso avevo notato una specie di sgabuzzino abbandonato, dove avrebbe potuto farmi quel bocchino.

dopo qualche insistenza, accettò l’idea, ma nel frattempo mi chiese di toccarla, che la palpassi, che le facessi sentire le mie mani addosso e di quanto la volessi scopare e eventualmente che gli leccassi la fica, visto che era una cosa che non aveva mai fatto!

Ma feci di meglio, mi abbassai i pantaloni, tirai fuori il cazzo che era compresso come una molla e mi inginocchiai di fronte a lei, mi prese la testa tra le mani e mi guidò verso la sua fica. Sentivo il suo odore e mi piaceva un sacco, non faceva altro che accrescere la mia eccitazione.

Gli sollevai gonne, e fui estasiato nel vedere le sue cosce, le sue calze ornate di pizzo e le sue mutande finemente ricamate. Mi disse, con voce gentile che le aveva messe apposta per me! Che ci teneva tanto che io le vedessi e mi sussurrò di leccarle la fica.

Scansai a fatica le mutande e dopo messo a nudo la fica, affondai dentro la lingua percorrendola in lungo e in largo.

Era già bagnata, sentivo il suo odore, mi piaceva, mi eccitava e continuavo ad avere il cazzo duro come un pezzo di legno. Dopo un po’ cominciò ad ansimare più forte tenendomi sempre la testa tra le mani, venne lo capii da come mi stringeva la testa nelle sue cosce e da come gemeva. Infine, dopo esserci rimproverati di non aver avuto tempo sufficiente per una scopata, s’inginocchiò di fronte a me scusandosi per come mi avrebbe sbocchinato, dato che non era pratica, lo aveva solo visto fare in una videocassetta porno che il figlio sbadatamente aveva lasciato in giro una volta.

E del marito, neanche a parlarne! bigotto e pieno di tabù mi disse. Finalmente me lo prese in bocca, era chiaro che non fosse esperta ma la voglia che aveva di sentirsi in bocca quel pezzo di carne, gli faceva superare qualsiasi cosa. Nessuna mai me lo aveva tenuto in bocca tutto! Eppure nella sua inesperienza di pompinara, mi stava facendo letteralmente sballare!

Succhiava con tanta forza e ogni tanto me lo bagnava di saliva per farlo scorrere meglio, a tal punto che gli dissi di scansarsi perché stavo per venire, scansò le mie mani che accompagnavano i movimenti della sua testa sul mio cazzo, e mi fece sborrare nella sua bocca! Non cadde neanche una goccia! Ingoiò tutto con tanta avidità che quasi mi dette fastidio nel vedere quella manifestazione di egoismo!

Finito il bocchino rimase a leccarmelo ancora un pò, come se non avesse mai visto un cazzo e la sorpresa fosse stata tanta. Mi tirai su il pantalone e raggiungemmo la macchina. Nel corso del tragitto mi chiese che impressione avessi avuto del pompino e se mi fosse piaciuto. Era come una scolaretta alla sua prima lezione di vita. Mi disse che ero stato il primo uomo dopo suo marito, e mi chiese se avessi piacere ad intrattenere una relazione sessuale con lei. Non mi faceva mai parlare, mi sembrava come se stesse al mercato a vendere la propria mercanzia, ogni tanto si giustificava dicendomi che non dovevo aspettarmi grandi cose da lei perché non aveva mai scopato con nessuno, di conseguenza poteva solo essere guidata dal suo istinto e da quello che le avessi chiesto io.

Mi chiedeva di evitare di fare paragoni con le mie precedenti esperienze con donne sicuramente più giovani di lei, perché questo le dava un po’ di imbarazzo essendo una 52enne avviata al lento declino fisico.

Ma non le feci pesare mai questa cosa, ma un pizzico di importanza me la diedi, giusto per farmi correre un po’ dietro e spingerla alla lode.

Nei giorni che seguirono faceva di tutto per incontrarmi o per lasciarmi bigliettini sotto la porta o per sussurrarmi il prossimo luogo d'incontro, nel breve tempo che ci incontravamo per le scale. Una sera entrammo insieme nel garage per pargheggiare le macchine, appena fermi aprì lo sportello della macchina allargò le cosce si tolse le mutande e mi chiese di leccargliela e di farla venire in fretta.

Sono passati cinque anni da quel giorno, non mi sono mai sposato. Suo marito è morto in un incidente sul lavoro, ed io mi sono preso cura di quella signora sola.

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